{"id":1181,"date":"2008-08-09T11:11:00","date_gmt":"2008-08-09T09:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1181"},"modified":"2025-08-21T12:03:20","modified_gmt":"2025-08-21T10:03:20","slug":"adriano-prosperi-lo-stato-dei-diritti-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1181","title":{"rendered":"Adriano Prosperi, lo stato dei diritti in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Sulla Repubbica di oggi \u00e8 apparso questo articolo di Adriano Prosperi che riflette sull&#8217;episodio occorso a Stabbia, nel Comune di Cerreto Guidi, del lancio di una bottiglia molotov ad una roulotte di Sinti da parte di ignoti. Mi pare che valga la pena riflettere su quanto dice il caro Adriano e pensare a come si possano intraprendere politiche efficaci.<\/p>\n<p>Lo stato dei diritti in italia di ADRIANO PROSPERI<br \/>\nQui si commenta una non notizia, un silenzio. Si dice: cane che morde uomo non fa notizia. E&#8217; la massima fondamentale del mondo dell&#8217;informazione: quel che \u00e8 abituale, ripetitivo, fissato nelle regole della natura e non vietato dalla legge non fa notizia. Applichiamo la regola a un fatto dei nostri giorni. Un fatto a tutti gli effetti grave &#8211; una tentata strage &#8211; che per\u00f2 non ha fatto notizia. Ecco il fatto: nella tarda serata di luned\u00ec 29 luglio anonimi attentatori a bordo di un &#8220;quad&#8221; hanno lanciato una bottiglia molotov contro roulottes in sosta nell&#8217; area industriale di un piccolo centro toscano. L&#8217; atto criminale \u00e8 rimasto solo potenzialmente assassino perch\u00e9 la molotov non \u00e8 scoppiata. Un caso fortunato, che non riduce la responsabilit\u00e0 di chi ha tentato di uccidere. Eppure la notizia, emersa per un attimo nella cronaca (ad esempio, su Repubblica del 30 luglio, sezione Firenze, pag. 7), \u00e8 affondata immediatamente nel silenzio. Chi scrive queste righe ha tentato di capire meglio i fatti e soprattutto i silenzi attraverso un contatto diretto con gli abitanti di un luogo che gli \u00e8 per ragioni biografiche specialmente familiare. Ma si \u00e8 dovuto arrendere davanti a gente distratta, disinformata, simpatizzante pi\u00f9 o meno apertamente per gli attentatori. Molti affettavano di non sapere, pochi ammettevano che si era trattato di cosa spiacevole, ma minimizzando: una ragazzata, un gesto innocuo, che aveva fatto pochi danni (appena una carrozzeria ammaccata). Il resto, il pericolo corso da una famiglia, lo spavento di bambini e adulti, la loro rapida decisione di fuggire dal luogo dell&#8217; aggressione, non sembrava suscitare nessuna partecipazione. Bilancio: solidariet\u00e0 evidente con gli autori dell&#8217; attentato, ostilit\u00e0 verso chi ne era stato minacciato. Quasi un clima mafioso. Ma a differenza dei casi di mafia, in questo caso omert\u00e0 e silenzio locali hanno avuto un riscontro nazionale. Il silenzio \u00e8 rapidamente calato sul caso . E le indagini ufficiali, che di norma qualcuno deve pur svolgere, non avranno vita facile. L&#8217; enigma ha una soluzione facilissima. Nel luogo dell&#8217; attentato era in sosta per la notte una carovana di automobili e roulottes di nomadi sinti. Solo per caso non ci sono stati dei morti: nelle roulottes c&#8217; erano dei bambini. E ancora una volta, come accadde anni fa al criminale che, non lontano da quel piccolo centro toscano, pose in mano a una piccola mendicante zingara una bambola carica di esplosivo, i potenziali assassini sono stati coperti dalla solidariet\u00e0 collettiva . Chi conosce la banalit\u00e0 del male, la quotidiana serpeggiante avanzata della barbarie che precede e sostiene le modificazioni profonde dei rapporti sociali, tenga d&#8217; occhio l&#8217; episodio. O meglio: annoti il silenzio che ha inghiottito quella che solo per caso \u00e8 stata una mancata tragedia. Ne \u00e8 stata teatro una regione &#8211; la Toscana &#8211; che \u00e8 d&#8217; obbligo definire civile. Non si sa bene perch\u00e9. Civile appartiene all&#8217; esercizio dei diritti e dei doveri di cittadinanza. Da quando la specie umana ha riconosciuto in documenti solenni che non deve esistere nessuna differenza di dignit\u00e0 e di diritti tra i suoi membri, la civilt\u00e0 si definisce dall&#8217; assenza di razzismi e dalla lotta contro le discriminazioni di ogni genere. E la cultura che si studia e si insegna ha la sua misura fondamentale nell&#8217; educare ai valori della cittadinanza attiva. Certo, la Toscana ha un patrimonio grande di cultura. La sua economia ne vive: cultura di terre incise dal lavoro come da un sapiente bulino, disegnate nelle opere di una grandissima tradizione pittorica. Bellezze naturali e bellezze d&#8217; arte vi sono inestricabilmente legate. Anche patiscono insieme le minacce del mercato. Per esporre meglio la merce si affaccia periodicamente nelle opinioni locali la proposta di eliminare dalla vista dei clienti le presenze sgradevoli: i &#8220;vu cumpr\u00e0&#8221;, i mendicanti, gli storpi e naturalmente gli zingari. &#8220;Corruptio optimi pessima&#8221;, diceva la massima antica: la caduta \u00e8 tanto pi\u00f9 pericolosa quanto pi\u00f9 dall&#8217; alto si precipita. Gli abitanti della regione che vanta tra i suoi titoli di nobilt\u00e0 la prima abolizione legale della pena di morte oggi ospitano e nascondono un virus antico e pericoloso. Non sono i soli. E non baster\u00e0 il voto di condotta restaurato nelle scuole a educare i futuri cittadini se chi getta una bottiglia molotov contro gli zingari viene impunemente vissuto dalla collettivit\u00e0 come uno di noi: noi in lotta contro loro &#8211; i diversi, i senza diritti. Un&#8217; ultima osservazione: l&#8217; ostilit\u00e0 nei confronti dei nomadi, degli zingari, \u00e8 antica e diffusa, in Toscana come in tutta Italia. Ma nessuno aveva mai pensato di ricorrere alle molotov contro di loro. E&#8217; un salto di qualit\u00e0 senza precedenti, il gradino pi\u00f9 alto toccato da aggressioni e tentativi di linciaggio che non fanno nemmeno pi\u00f9 notizia. E una cosa \u00e8 evidente: non ci saremmo mai arrivati senza la campagna di diffamazione e di criminalizzazione condotta da partiti politici di governo e senza la recente legittimazione giuridica della discriminazione nei confronti delle presenze aliene &#8211; zingari, immigrati clandestini, esclusi dalla comunit\u00e0 (extracomunitari). Il cattivo esempio viene da chi ha la responsabilit\u00e0 di governare gli umori collettivi e non sa rinunziare a eccitarli. Se quella molotov fosse esplosa, oggi saremmo qui a contare le prime vittime di una campagna irresponsabile alimentata dall&#8217; alto. Chi favoleggia di proteste in difesa dei diritti di libert\u00e0 in Cina cominci a prendere sul serio quel che si dice nel mondo sulla situazione dei diritti umani in Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla Repubbica di oggi \u00e8 apparso questo articolo di Adriano Prosperi che riflette sull&#8217;episodio occorso a Stabbia, nel Comune di Cerreto Guidi, del lancio di una bottiglia molotov ad una roulotte di Sinti da parte di ignoti. 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