{"id":1185,"date":"2008-08-28T12:39:00","date_gmt":"2008-08-28T10:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1185"},"modified":"2025-08-21T12:41:49","modified_gmt":"2025-08-21T10:41:49","slug":"il-discorso-di-barack-obama-alla-convention-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1185","title":{"rendered":"Il discorso di Barack Obama alla Convention Democratica"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 con profonda gratitudine e grande umilt\u00e0 che accetto la vostra nomination per la presidenza degli Stati Uniti.Lasciate anzitutto che ringrazi i miei avversari nelle primarie e in particolare colei che pi\u00f9 a lungo mi ha conteso la vittoria \u2013 un faro per i lavoratori americani e fonte di ispirazione per le mie figlie e le vostre \u2013 Hillary Rodham Clinton. Grazie anche al presidente Clinton e a Ted Kennedy, che incarna lo spirito di servizio, e al prossimo vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden.<br \/>\nIl mio amore va alla prossima First Lady, Michelle Obama e a Sasha e Malia. Vi amo e sono fiero di voi. Quattro anni fa vi ho raccontato la mia storia, la storia di una breve unione tra un giovane del Kenya e una giovane del Kansas, persone qualunque e non ricche, ma che condividevano la convinzione che in America il loro figliolo potesse realizzare i suoi sogni. \u00c8 questa la ragione per cui mi trovo qui stasera. Perch\u00e8 per 230 anni ogni qual volta questo ideale americano e\u2019 stato minacciato, gli uomini e le donne di questo Paese \u2013 studenti e soldati, contadini e insegnanti, infermieri e bidelli \u2013 hanno trovato il coraggio di difenderlo.<br \/>\nAttraversiamo un momento difficile, un momento in cui il Paese e\u2019 in guerra, l\u2019economia e\u2019 in crisi e il sogno americano e\u2019 stato ancora una volta minacciato. Oggi molti americani sono disoccupati e moltissimi sono costretti a lavorare di pi\u00f9 per un salario inferiore. Molti di voi hanno perso la casa. Questi problemi non possono essere tutti imputati al governo. Ma la mancata risposta e\u2019 il prodotto di una politica fallimentare e delle pessime scelte di George W. Bush. L\u2019America \u00e8 migliore della nazione che abbiamo visto negli ultimi otto anni.<br \/>\nIl nostro Paese \u00e8 pi\u00f9 generoso di quello in cui un uomo in Indiana deve imballare i macchinari con i quali lavora da venti anni e vedere che vengono spediti in Cina e poi con le lacrime agli occhi deve tornare a casa e spiegare alla famiglia cosa \u00e8 successo. Abbiamo pi\u00f9 cuore di un governo che abbandona i reduci per le strade, condanna le famiglie alla povert\u00e0 e assiste inerme alla devastazione di una grande citt\u00e0 americana a causa di un nubifragio. Stasera agli americani, ai democratici, ai repubblicani, agli indipendenti di ogni parte del Paese dico una cosa sola: basta! Abbiamo l\u2019occasione di rilanciare nel ventunesimo secolo il sogno americano. Siamo qui stasera perch\u00e8 amiamo il nostro Paese e non vogliamo che i prossimi quattro anni siano come gli otto che abbiamo alle spalle.<br \/>\nMa non voglio essere frainteso. Il candidato repubblicano, John McCain, ha indossato la divisa delle forze armate degli Stati Uniti con coraggio e onore e per questo gli dobbiamo gratitudine e rispetto. Ma i precedenti sono chiari: John McCain ha votato per George Bush il 90% delle volte. Al senatore McCain piace parlare di giudizio, ma di quale giudizio parla visto che ha ritenuto che George Bush avesse ragione pi\u00f9 del 90% delle volte? Non so come la pensate, ma a me il 10% non basta per cambiare le cose.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che su tutta una serie di questioni che avrebbero potuto cambiare la vostra vita \u2013 dall\u2019assistenza sanitaria all\u2019istruzione e all\u2019economia \u2013 il senatore McCain non \u00e8 stato per nulla autonomo. Ha detto che l\u2019economia ha fatto \u00abgrandi progressi\u00bb sotto la presidenza Bush. Ha detto che i fondamentali dell\u2019economia sono a posto. Ha detto che soffrivamo unicamente di una \u00abrecessione mentale\u00bb e che siamo diventati una \u00abnazioni di piagnucoloni\u00bb. Una nazione di piagnucoloni. Andatelo a dire ai metalmeccanici del Michigan che hanno volontariamente deciso di lavorare di piu\u2019 per scongiurare la chiusura della fabbrica automobilistica. Ditelo alle famiglie dei militari che portano il loro peso in silenzio. Questi sono gli americani che conosco.<br \/>\nMcCain sar\u00e0 in buona fede ma non sa come stanno le cose. Altrimenti come avrebbe potuto dire che appartengono al ceto medio tutti quelli che guadagnano meno di 5 milioni di dollari l\u2019anno? Come avrebbe potuto proporre centinaia di miliardi di sgravi fiscali per le grandi aziende e per le compagnie petrolifere e nemmeno un centesimo per oltre cento milioni di americani? Da oltre due decenni McCain \u00e8 fedele alla vecchia e screditata filosofia repubblicana secondo cui bisogna continuare a far arricchire quelli che sono gi\u00e0 ricchi nella speranza che qualche briciola di prosperit\u00e0 cada dal tavolo e finisca agli altri. Perdi il lavoro? Pura sfortuna. Non hai assistenza sanitaria? Ci penser\u00e0 il mercato. Sei nato in una famiglia povera? Datti da fare.<br \/>\n\u00c8 ora di cambiare l\u2019America. Noi democratici abbiamo del progresso una idea completamente diversa. Per noi progresso vuol dire trovare un lavoro che ti consenta di pagare il mutuo; vuol dire poter mettere qualcosa da parte per mandare i figli all\u2019universit\u00e0. Per noi progresso sono i 23 milioni di nuovi posti di lavoro creati da Bill Clinton quando era presidente. Noi misuriamo la forza dell\u2019economia non in base al numero dei miliardari, ma in base alla possibilit\u00e0 di un cittadino che ha una buona idea di rischiare e avviare una nuova impresa. Vogliamo una economia rispettosa della dignit\u00e0 del lavoro.<br \/>\nI criteri con cui valutiamo lo stato di salute dell\u2019economia sono quelli che hanno reso grande questo Paese e che mi consentono di essere qui stasera. Perch\u00e8 nei volti dei giovani reduci dell\u2019Iraq e dell\u2019Afghanistan vedo mio nonno che and\u00f2 volontario a Pearl Harbour, combatt\u00e8 con il generale Patton e fu ricompensato da una nazione capace di gratitudine con la possibilit\u00e0 di andare all\u2019universit\u00e0. Nel volto del giovane studente che dorme appena tre ore per fare il turno di notte vedo mia madre che ha allevato da sola mia sorella e me e contemporaneamente ha finito gli studi. Quando parlo con gli operai che hanno perso il lavoro penso agli uomini e alle donne del South Side di Chicago che venti anni fa si batterono con coraggio dopo la chiusura dell\u2019acciaieria.<br \/>\nIgnoro che idea abbia McCain della vita che conducono le celebrit\u00e0, ma questa \u00e8 stata la mia vita. Questi sono i miei eroi. Queste sono le vicende che mi hanno formato. Intendo vincere queste elezioni per rilanciare le speranze dell\u2019America. Ma quali sono queste speranze? Che ciascuno possa essere l\u2019artefice della propria esistenza trattando gli altri con dignit\u00e0 e rispetto. Che il mercato premi il talento e l\u2019innovazione e generi crescita, ma che le imprese si assumano le loro responsabilit\u00e0 e creino posti di lavoro. Che il governo, pur non potendo risolvere tutti i problemi, faccia quello che non possiamo fare da soli: proteggerci e garantire una istruzione a tutti i bambini; preoccuparsi dell\u2019ambiente e investire in scuole, strade, scienza e tecnologia.<br \/>\nIl governo deve lavorare per noi, non contro di noi. Deve garantire le opportunit\u00e0 non solo ai pi\u00f9 ricchi e influenti, ma a tutti gli americani che hanno voglia di lavorare. Sono queste le promesse che dobbiamo mantenere. \u00c8 questo il cambiamento di cui abbiamo bisogno. E sul tipo di cambiamento che auspico quando sar\u00f2 presidente voglio essere molto chiaro.<br \/>\nCambiamento vuol dire un sistema fiscale che non premi i lobbisti che hanno contribuito a farlo approvare, ma i lavoratori americani e le piccole imprese. Il mio programma prevede tagli fiscali del 95% a beneficio delle famiglie dei lavoratori. In questa situazione economica l\u2019ultima cosa da fare e\u2019 aumentare le tasse che colpiscono il ceto medio. E per l\u2019economia, per la sicurezza e per il futuro del pianeta prendo un impegno preciso: entro dieci anni sar\u00e0 finita la nostra dipendenza dal petrolio del Medio Oriente. Da presidente sfrutter\u00f2 le nostre riserve di gas naturale, investir\u00f2 nel carbone pulito e nel nucleare sicuro. Inoltre investir\u00f2 150 miliardi di dollari in dieci anni sulle fonti energetiche rinnovabili: energia eolica, energia solare, biocombustibili. L\u2019America deve pensare in grande.<br \/>\n\u00c8 giunto il momento di tenere fede all\u2019obbligo morale di garantire una istruzione adeguata a tutti i bambini. Assumer\u00f2 un esercito di nuovi insegnanti pagandoli meglio e appoggiandoli nel loro lavoro. \u00c8 giunto il momento di garantire l\u2019assistenza sanitaria a tutti gli americani. \u00c8 giunto il momento di garantire ai lavoratori il congedo per malattia retribuito perch\u00e9 in America nessuno dovrebbe scegliere tra mantenere il lavoro o prendersi cura di un figlio o di un genitore ammalato. \u00c8 giunto il momento di realizzare la parit\u00e0 salariale tra uomini e donne perch\u00e9 voglio che le mie figlie abbiano esattamente lo stesso trattamento dei vostri figli.<br \/>\nMolti di questi programmi richiederanno grossi investimenti ma ho previsto la copertura finanziaria per ogni progetto di riforma. Ma realizzare le speranze americane comporta qualcosa di pi\u00f9 del denaro. Comporta senso di responsabilit\u00e0 e la riscoperta di quella che John F. Kennedy defin\u00ec \u00abla forza morale e intellettuale\u00bb. Ma il governo non pu\u00f2 fare tutto. Nessuno pu\u00f2 sostituire i genitori. Il governo non pu\u00f2 spegnere il televisore nelle vostre case per far fare i compiti ai figli e non \u00e8 mpito del governo allevare i figli con amore. Responsabilit\u00e0 personale e collettiva: \u00e8 questo il senso delle speranze americane.<br \/>\nMa i valori dell\u2019America vanno realizzati non solo in patria, ma anche all\u2019estero. John McCain dubita delle mie capacit\u00e0 di fare il comandante in capo. Mi ha sfidato a sostenere un dibattito televisivo su questo tema. Non mi tirer\u00f2 indietro. Dopo l\u201911 settembre mi sono opposto alla guerra in Iraq perch\u00e9 ritenevo che ci avrebbe distratto dalle vere minacce. John McCain ama ripetere che \u00e8 disposto a seguire bin Laden fino alle porte dell\u2019inferno, ma in realt\u00e0 non vuole andare nemmeno nella grotta in cui vive. L\u2019Iraq ha un avanzo di bilancio di 79 miliardi di dollari mentre noi sprofondiamo nel deficit eppure John McCain, testardamente, si rifiuta di mettere fine a questa guerra insensata. Abbiamo bisogno di un presidente capace di affrontare le minacce del futuro e non aggrappato alle idee del passato. Non si smantella una rete terroristica che opera in 80 Paesi occupando l\u2019Iraq. Non si protegge Israele e non si dissuade l\u2019Iran facendo i duri a parole a Washington. Non si pu\u00f2 fingere di stare dalla parte della Georgia dopo aver logorato i rapporti con i nostri alleati storici. Se John McCain vuol continuare sulla falsariga di Bush, quella delle parole dure e delle pessime strategie, faccia pure, ma non \u00e8 il cambiamento che serve agli americani.<br \/>\nSiamo il partito di Roosevelt. Siamo il partito di Kennedy. E quindi non venitemi a dire che i democratici non difenderanno il nostro Paese. Come comandante in capo non esiter\u00f2 mai a difendere questa nazione. Metter\u00f2 fine alla guerra in Iraq in maniera responsabile e combatter\u00f2 contro Al Qaeda e i talebani in Afghanistan. Rimetter\u00f2 in piedi l\u2019esercito. Ma far\u00f2 nuovamente ricorso alla diplomazia per impedire all\u2019Iran di dotarsi di armi nucleari e per contenere l\u2019aggressivit\u00e0 russa. Creer\u00f2 nuove alleanze per vincere le sfide del ventunesimo secolo: terrorismo e proliferazione nucleare; povert\u00e0 e genocidio; cambiamento climatico e malattie. E ripristiner\u00f2 la nostra reputazione morale perch\u00e8 l\u2019America torni ad essere per tutti il faro della speranza, della libert\u00e0, della pace e di un futuro migliore. \u00c8 questo il mio programma.<br \/>\nSono tempi duri, la posta in gioco \u00e8 troppo alta perch\u00e8 si continui a demonizzare l\u2019avversario. Il patriottismo non ha bandiere di partito. Amo questo Paese, ma lo ama anche John McCain. Gli uomini e le donne che si battono sui campi di battaglia possono essere democratici, repubblicani o indipendenti, ma hanno combattuto insieme e spesso sono morti insieme per amore della stessa bandiera. Il compito che ci aspetta non \u00e8 facile. Le sfide che dobbiamo affrontare comportano scelte difficili e sia i democratici che i repubblicani debbono abbandonare le vecchie, logore idee e la politica del passato. Negli ultimi otto anni non abbiamo perso solamente posti di lavoro o potere d\u2019acquisto; abbiamo perso il senso dell\u2019unit\u00e0 di intenti.<br \/>\nPossiamo non essere d\u2019accordo sull\u2019aborto, ma certamente tutti vogliamo ridurre il numero delle gravidanze indesiderate. Il possesso delle armi da fuoco non \u00e8 la stessa cosa per i cacciatori dell\u2019Ohio e i cittadini di Cleveland minacciati dalle bande criminali, ma non venitemi a dire che violiamo il secondo emendamento della Costituzione se impediamo ai criminali di girare con un kalashnikov. So che ci sono divergenze sul matrimonio gay, ma sono certo che tutti siamo d\u2019accordo sul fatto che i nostri fratelli gay e le nostre sorelle lesbiche hanno il diritto di fare visita in ospedale alla persona che amano e hanno il diritto a non essere discriminati. Una grande battaglia elettorale si vince sulle piccole cose.<br \/>\nSo di non essere il candidato pi\u00f9 probabile per questa carica. Non ho il classico pedigree e non ho passato la vita nei Palazzi di Washington. Ma stasera sono qui perch\u00e8 in tutta l\u2019America qualcosa si sta muovendo. I cinici non capiscono che questa elezione non riguarda me. Riguarda voi. Per 18 mesi vi siete impegnati e battuti e avete diffusamente parlato della politica del passato. Il rischio maggiore \u00e8 aggrapparsi alla vecchia politica con gli stessi vecchi personaggi e sperare che il risultato sia diverso. Avete capito che nei momenti decisivi come questo il cambiamento non viene da Washington. \u00c8 Washington che bisogna cambiare. Il cambiamento lo chiedono gli americani.<br \/>\nMa sono convinto che il cambiamento di cui abbiamo bisogno \u00e8 alle porte. L\u2019ho visto con i miei occhi. L\u2019ho visto in Illinois dove abbiamo garantito l\u2019assistenza sanitaria ai bambini e dato un posto di lavoro a molte famiglie che vivevano con il sussidio di disoccupazione. L\u2019ho visto a Washington quando con esponenti di entrambi i partiti ci siamo battuti contro l\u2019eccessiva invadenza dei lobbisti e quando abbiamo presentato proposte a favore dei reduci. E l\u2019ho visto nel corso di questa campagna elettorale. L\u2019ho visto nei giovani che hanno votato per la prima volta, nei repubblicani che non avrebbero mai pensato di poter scegliere un democratico, nei lavoratori che hanno scelto di auto-ridursi l\u2019orario di lavoro per non far perdere il posto ai compagni, nei soldati che hanno perso un arto, nella gente che accoglie in casa un estraneo quando c\u2019\u00e8 un uragano o una inondazione.<br \/>\nIl nostro \u00e8 il Paese pi\u00f9 ricco della terra, ma non \u00e8 questo che ci rende ricchi. Abbiamo l\u2019esercito pi\u00f9 potente del mondo, ma non \u00e8 questo che ci rende forti. Le nostre universit\u00e0 e la nostra cultura sono l\u2019invidia del mondo, ma non \u00e8 per questo che gente di ogni parte del mondo viene in America. \u00c8 lo spirito americano \u2013 quella promessa americana \u2013 che ci spinge ad andare avanti anche quando il cammino sembra incerto. Quella promessa \u00e8 il nostro grande patrimonio. \u00c8 la promessa che faccio alle mie figlie quando rimbocco loro le coperte la sera, la promessa che ha indotto gli immigranti ad attraversare gli oceani e i pionieri a colonizzare il West, la promessa che ha spinto i lavoratori a lottare per i loro diritti scioperando e picchettando le fabbriche e le donne a conquistare il diritto di voto. \u00c8 la promessa che 45 anni fa fece affluire milioni di americani a Washington per ascoltare le parole e il sogno di un giovane predicatore della Georgia.<br \/>\nGli uomini e le donne l\u00ec riuniti avrebbero potuto ascoltare molte cose. Avrebbero potuto ascoltare parole di rabbia e di discordia. Avrebbero potuto cedere alla paura e alla frustrazione per i tanti sogni infranti. Ma invece ascoltarono parole di ottimismo, capirono che in America il nostro destino \u00e8 inestricabilmente legato a quello degli altri e che insieme possiamo realizzare i nostri sogni. \u00abNon possiamo camminare da soli\u00bb, diceva con passione il predicatore. \u00abE mentre camminiamo dobbiamo impegnarci ad andare sempre avanti e a non tornare indietro\u00bb. America, non possiamo tornare indietro. C\u2019\u00e8 molto da fare. Ci sono molti bambini da educare e molti reduci cui prestare assistenza. Ci sono una economia da rilanciare, citt\u00e0 da ricostruire e aziende agricole da salvare. Ci sono molte famiglie da proteggere. Non possiamo camminare da soli. In questa campagna elettorale dobbiamo prendere nuovamente l\u2019impegno di guardare al futuro. Manteniamo quella promessa \u2013 la promessa americana. Grazie. Che Dio vi benedica. Che Dio benedica gli Stati Uniti d\u2019America<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 con profonda gratitudine e grande umilt\u00e0 che accetto la vostra nomination per la presidenza degli Stati Uniti.Lasciate anzitutto che ringrazi i miei avversari nelle primarie e in particolare colei che pi\u00f9 a lungo mi ha conteso la vittoria \u2013 un faro per i lavoratori americani e fonte di ispirazione per le mie figlie e 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