{"id":1270,"date":"2008-11-09T11:57:00","date_gmt":"2008-11-09T10:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1270"},"modified":"2025-09-16T12:06:28","modified_gmt":"2025-09-16T10:06:28","slug":"domani-accadra-prima-conferenza-programmatica-del-pd-della-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1270","title":{"rendered":"&#8220;Domani Accadr\u00e0&#8221; &#8211; Prima Conferenza Programmatica del PD della Toscana"},"content":{"rendered":"<p>Il 7 e l&#8217;8 abbiamo tenuto a Prato la Prima Conferenza Programmatica del PD della Toscana.<br \/>Di seguito gli appunti che ho utilizzato per la mia Relazione al Documento Programmatico che ho tenuto in apertura della Conferenza e poi il link al Documento Programmatico.<br \/>Domani accadr\u00e0, recita il titolo della nostra prima conferenza programmatica toscana. Quando Andrea mi chiese di dargli una mano a preparare questa conferenza programmatica e iniziammo a rifletterci un po&#8217; sopra emerse subito la consapevolezza che questo passaggio che inizia oggi sarebbe stato un passaggio importante, non un appuntamento banale, scontato ed episodico. Abbiamo ritenuto che dovesse emergere con chiarezza, anche dal titolo quale era il senso vero di questa &#8220;due giorni&#8221;. &#8220;Domani&#8221; per indicare la speranza, il futuro, la svolta. &#8220;Accadr\u00e0&#8221;, una parola secca, esplicita, un futuro semplice non un condizionale per indicare la concretezza, la capacit\u00e0 di elaborare scelte chiare da realizzare concretamente.<br \/>Ci dicemmo che dovevamo dunque provare a farla riuscire bene questa Conferenza. Il file che ho usato in questi giorni per preparare il documento si chiamava appunto &#8220;proviamoci&#8221;. Proviamoci tutti insieme a farla riuscire bene, questa conferenza programmatica.<br \/>Almeno per tre motivi.<br \/>-Il primo \u00e8 che questa conferenza \u00e8 anche il primo momento nel quale questo nuovo partito inizia finalmente a parlare dei temi in modo strutturato: della sua cornice programmatica con riferimento ad alcuni suoi ideali. E lo fa in vista della Conferenza Programmatica Nazionale cercando con questo di portare il suo contributo alla costruzione effettiva del PD. Qui viene la prima questione a sui deve rispondere questa conferenza ed il percorso futuro del pd toscano. Ci sta il pd toscano a ricercare una forte coesione nella costruzione del suo &#8220;pensiero&#8221;, delle sue proposte? E far essere questa la cifra del suo contributo alla costruzione del pd? Ci sta ad essere coeso sulle idee, nel ricercarle tutti insieme, farle essere pi\u00f9 importanti di riferimenti altri che altrimenti corrono solo il rischio di dividere il partito e non farsi apprezzare da chi ha creduto nel progetto? Io credo che il primo esercizio di questa conferenza debba essere quello di guardarsi chiaramente negli occhi e rispondere senza tatticismi a questa domanda. Altrimenti buttiamo via parte del nostro tempo.<br \/>-Il secondo motivo \u00e8 che di fronte a noi abbiamo un percorso di due anni nel quale andremo al voto in tutti i livelli istituzionali eccetto, credo, purtroppo, il parlamento. In primavera voteranno 220 comuni e 8 province, ci saranno le Europee e nel 2010 la Regione. Come pensare di non fare di questo un appuntamento fondamentale per iniziare con proposte chiare un percorso che dovr\u00e0 aprire un confronto con la societ\u00e0 toscana da qui al 2010 e per unire in un patto chiaro tutti gli eletti della nostra regione per le sfide che ci attendono?<br \/>-Il terzo motivo \u00e8 che ci troviamo a fare questa conferenza subito dopo lo scoppio della crisi ed in un contesto che viene da pi\u00f9 lontano e che comunque ci avrebbe imposto di mettere al centro della discussione la crescita della Toscana.<br \/>E&#8217; su questo punto che il documento propone fondamentalmente il grosso delle linee di discussione, proponendo un metodo che \u00e8 un po&#8217; quello del titolo della conferenza: iniziare a delineare quella che abbiamo chiamato una &#8220;modernizzazione pensata della Toscana&#8221;, provare ad iniziare e disegnare un futuro insomma. E nello stesso tempo cercare di fare delle proposte concrete che diano il segno che noi vogliamo davvero portarlo avanti questo futuro, decisamente e concretamente<br \/>Non potevamo non collocare il tutto sullo sfondo della crisi finanziaria. Nella prima parte del documento ci sono considerazioni su questo, le proposte che abbiamo avanzato come PD, le prime misure che la nostra regione sta prendendo in Toscana. Oggi pomeriggio ci saranno due tavole rotonde che entreranno nel merito da due diversi punti di vista.<br \/>Certamente la nostra stella polare \u00e8 stare con chi subisce di pi\u00f9 questa crisi: i cittadini con reddito medio-basso e le imprese. Noi stiamo con loro. Lo sappiano chi si trova in difficolt\u00e0 economiche perch\u00e8 ha da pagare il mutuo e magari \u00e8 stato messo in cassa integrazione. Lo sappiano quelli imprenditori piccoli che magari hanno lavoro perch\u00e8 si sono dati da fare ma in banca gli viene dimezzato il fido. Noi ci siamo a supportarvi per quanto possiamo. Perch\u00e8 sappiamo che rischiano di essere sempre i soliti a pagare le conseguenze. Noi ci siamo.<br \/>Ma dobbiamo farci anche un&#8217;altra domanda: e da domani? Quale futuro si da il mondo? Come si fa a evitare di ricascarci? Non crediamo di essere velleitari ma di fare buona politica se vogliamo dare il nostro contributo per trovare la giusta risposta a questa domanda&#8230;<br \/>Atteggiamento riformista: vedere anche un solo lato positivo della crisi e rilanciare&#8230;..<br \/>La performance &#8220;media&#8221; della Toscana \u00e8 rappresentata da un alto livello di benessere nel confronto nazionale: insieme a Marche, Emilia Romagna e Veneto si colloca nei gradi alti del ranking degli indicatori di benessere. Ma il confronto con le regioni europee \u00e8 meno positivo perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;Italia che declina, per cui essere tra i primi in Italia non basta pi\u00f9. la Toscana \u00e8 oltre il 130\u00b0 posto ad una certa distanza dalle migliori regioni del Nord Europa (Olanda, G.B. e Svezia). Abbiamo una bassa crescita del PIL pro-capite spiegabile con il ridimensionamento della quota di esportazioni, a sua volta dovuto: ad un modello di specializzazione manifatturiera orientato su prodotti a basso contenuto tecnologico, alla debolezza del terziario (specie i servizi privati), ad una dimensione tendenzialmente pi\u00f9 elevata di terziario in Toscana che corrisponde, nel tempo e nello spazio, ad una deindustrializzazione. Tutto ci\u00f2 ha prodotto un rallentamento della produttivit\u00e0 complessiva del lavoro e ha dato luogo, sul fronte degli effetti (e ancora pi\u00f9 dar\u00e0 luogo in futuro) ad un peggioramento degli standard medi di vita con riduzione in termini relativi del potere d&#8217;acquisto delle retribuzioni dei lavoratori, aumento della disuguaglianza intragenerazionale e intergenerazionale che sta producendo grandi difficolt\u00e0 nelle giovani generazioni.<br \/>Da anni, dunque, la Toscana ha interrotto la sua capacit\u00e0 di crescere a ritmi in linea con quelli delle regioni avanzate dell&#8217;Europa. Per una regione come la Toscana \u00e8 invece necessario attestarsi al pari delle migliori regione europee, non rimanere su livelli insoddisfacenti di crescita. Occorre rivedere la struttura economica affrontandola con attenzione in tutti i suoi connotati presenti di forze e debolezze e aprendola a settori nuovi, seppure ricercandoli tra quelli pi\u00f9 adatti alla nostra storia e alla nostra identit\u00e0, che siano pi\u00f9 in grado di competere.<br \/>Noi, dunque, avremmo avuto comunque bisogno di &#8220;dare un colpo di reni&#8221;. Il nostro passato ci insegna che nelle fasi difficili ci sono sempre stati grandi partiti e grandi leader, noi diremmo pi\u00f9 volentieri &#8220;buone classi dirigenti&#8221;, in grado di compiere uno &#8220;scatto di reni&#8221;. Allora diamolo questo colpo di reni, visto che ora ci viene imposto anche dalla crisi.<br \/>Il riformismo toscano non si trova impreparato a questo. Valga per tutto citare l&#8217;analisi voluta dalla Regione Toscana &#8220;Toscana 2020&#8221;, la discussione e gli atti del Consiglio Regionale dedicato all&#8217;economia del 27 ottobre 2005 e principalmente al contenuto del Programma Regionale di Sviluppo dove l&#8217;analisi della situazione fu legata a soluzioni che vedevano principali le parole d&#8217;ordine discontinuit\u00e0, dinamismo e qualit\u00e0. Cos\u00ec come gli atti di programmazione successivi come il Piano di Indirizzo Territoriale, il Programma Regionale per lo Sviluppo Economico, il Piano Energetico Regionale, il Piano Sanitario Regionale, solo per citarne alcuni.<br \/>In Toscana abbiamo solide radici economiche, sociali, culturali, civili. Ma non basta tenerle per come sono con il rischio di continuare a &#8220;consumarle&#8221;. Occorre riprodurne di nuove partendo dalla modifica di un atteggiamento culturale che ci vede pi\u00f9 impegnati a contemplarle che non a riprodurle, a giocarle in avanti per la costruzione di un modello culturale, sociale ed economico di contemporaneit\u00e0.<br \/>Tocca a noi, forza pi\u00f9 importante della Toscana, iniziare a proporlo questo modello.<br \/>Non farsi impaurire dalla globalizzazione, immobilizzare dalla crisi, ma guardare avanti, mettersi all&#8217;opera, unirsi per rilanciare.<br \/>E capire dove sta lo snodo. Dovvessi dirlo lo direi cos\u00ec: bravi nella redistribuzione, meno bravi nella crescita. La consapevolezza cio\u00e8 di avere una grande solidit\u00e0, capacit\u00e0 di governo, efficienza gestionale nel welfare e nei servizi universalistici, a cominciare dalla sanit\u00e0, che ci vengono riconosciuti anche dagli avversari. E nello stesso tempo la necessit\u00e0 di una situazione economica che ci impone di mettere un tasso di governo e di azione verso la crescita, cosa nella quale siamo pi\u00f9 impreparati anche perch\u00e8 un fronte sul quale le politiche regionali hanno notevolmente minor responsabilit\u00e0 e impatto di quelle nazionali o europee.<br \/>Ma ora dobbiamo volgere lo sguardo alla crescita. Dove crescita non \u00e8 solo PIL, ma futuro, giovani, immigrati, donne, sapere, attrattivit\u00e0, diffusione della nostra cultura nel mondo e molto altro. E&#8217; espansione, \u00e8 apertura, \u00e8 intelligenza, \u00e8 coraggio, \u00e8 sentimento. E&#8217; mettere in moto i giovani che hanno tante di queste caratteristiche. Ma non l&#8217;abbiamo visto come \u00e8 bello in questi giorni vederli in movimento per decidere il loro futuro&#8230;<br \/>Stiamo dicendo cose grandi. Ma questo \u00e8 il punto. E un po&#8217; anche la maledizione del riformista: dire cose innovative e subito dopo indicare come portarle avanti. Mica facile..<br \/>Ecco perch\u00e8 nel documento indichiamo delle priorit\u00e0. Io provo a dirle le priorit\u00e0 di questa &#8220;modernizzazione pensata&#8221; della Toscana alla quale dobbiamo cercare di lavorare. E provo, per ognuna, anzich\u00e9 dilungarmi troppo a descriverle, a citare alcune delle proposte concrete che seguono subito dopo nel documento.<br \/>Una Toscana aperta al mondo<br \/>E&#8217; il punto di partenza, una &#8220;conditio sine qua non&#8221;. Se noi non stiamo nel mondo non facciamo quel salto di cui c&#8217;\u00e8 bisogno. E stare nel mondo significa non aver paura della globalizzazione, capire che \u00e8 solo un atteggiamento provinciale rinchiudersi a beatificare i nostri pregi e che invece serve confrontarci con le migliori esperienze. Significa mobilit\u00e0 dei giovani, significa far circolare i talenti: giovani studenti che vanno e givani studenti che vengono. Significa organizzarci bene per esportare, distribuire all&#8217;aestero i nostri prodotti in forma integrata, vuol dire attrarre, fare un grande sforzo per attrarre virtuosi investimenti esteri sul nostro territorio<br \/>Pi\u00f9 Toscana nel mondo: la nostra regione nelle reti lunghe, una grande offerta di marketing territoriale della Toscana: favorire la promozione, la distribuzione in forma integrata tra i vari settori<br \/>Riorganizzare il sistema territoriale della promozione unificando i settori e le strutture presenti a livello provinciale e mettendole in relazione biunivoca con il sistema regionale.<br \/>Attrattivit\u00e0 delle imprese come punto fondamentale<br \/>Favorire i giovani studenti toscani, in particolare quelli che scelgono le materie scientifiche, attrarre talenti, Erasmus per tutti, anche con forme di prestito d&#8217;onore, creare una borsa Internet degli alloggi disponibili, anche nel mercato degli affitti, favorendo l&#8217;emersione di quelli privati e la mobilit\u00e0 di quelli pubblici<br \/>Investire in buona edilizia per i giovani studenti realizzando nelle citt\u00e0 universitarie sperimentazioni di edifici ecosostenibili e digitali, progettati da giovani professionisti con concorso internazionale. Riservarne una parte per i giovani talenti provenienti dall&#8217;estero<br \/>Una nuova e moderna industrializzazione: legare l&#8217;esistente e nuovi settori a partire dalle energie rinnovabili<br \/>E&#8217; necessario superare la discussione se sia meglio la old economy o i nuovi settori, il manifatturiero o il turismo, la piccola impresa o le multinazionali. In realt\u00e0 abbiamo bisogno di tutto per costruire una Toscana &#8220;completa&#8221; o &#8220;compiuta&#8221;, competitiva per mille motori e non dipendente da un solo settore. Agricolture, turismi, servizi, nicchie d&#8217;eccellenza, distretti tradizionali innovati, formazione alta e vasta. Questo significa lavorare ad ampio raggio, sapendo coniugare le diverse opportunit\u00e0. Una nuova e moderna industrializzazione, intesa dunque nei due sensi: verso i settori tradizionali che sono capaci di immettere innovazione, nuove idee, contenuti legati alla ricerca; verso i settori nuovi, con particolare riferimento alle energie rinnovabili.<br \/>Mettere il lavoro al centro della crescita: Impegnare il PD Toscano per ottenere provvedimenti del governo a sostegno dei redditi da lavoro che sono fortemente attaccati dalla crisi, Sostenere i lavoratori in cassa integrazione anche dando copertura ai periodi nei quali non ricevono reddito, Combattere la precariet\u00e0 e le pratiche occupazionali abusive, Applicare il Patto per i lavoratori atipici<br \/>Mettere i Giovani e donne come protagonisti del rilancio dei lavori, Favorire la creazione di imprese di giovani e donne anche attraverso forme di incentivo e di prestito d&#8217;onore, attuare il Patto per l&#8217;occupazione femminile<br \/>Combattere gli incidenti sul lavoro: Lavoro sicuro: 2009 anno della sicurezza &#8211; una grande campagna di comunicazione sociale per una crescita della coscienza collettiva della legalit\u00e0, il rispetto delle regole e l&#8217;autocontrollo, patente a punti per le imprese, confermare l&#8217;aumento della prevenzione e dei controlli, anche in agricoltura<br \/>Per l&#8217;economia toscana che abbiamo:<br \/>Ottimizzare l&#8217;azione politico istituzionale: una forte politica industriale regionale verso la produzione, integrata con i settori dello sviluppo e programmata e gestita con i territorio<br \/>La politica industriale, i piani di intervento e gli strumenti per ognuno dei distretti industriali, per ognuna delle filiere produttive, per ogni azienda leader<br \/>Ottimizzare gli strumenti: un&#8217;unica agenzia regionale per il servizio alle imprese, il traferimento delle risorse, la promozione, il turismo, il credito, l&#8217;energia, la ricerca e il trasferimento tecnologico.<br \/>E per quella che dobbiamo costruire:<br \/>Costruire un&#8217;industria delle energie rinnovabili e del risparmio energetico: una priorit\u00e0<br \/>Portare la produzione per mezzo di energie rinnovabili al 50% del fabbisogno di energia elettrica entro il 2020. Per il sistema pubblico entro il 2014, dando vita a una competizione tra enti locali che stimoli a implementare le rinnovabili e premi i pi\u00f9 virtuosi, i loro cittadini e le loro imprese.<br \/>Mettere in cantiere 3 &#8220;eco-quartieri laboratorio&#8221; che vivono con tecnologie verdi e tecnologie di comunicazione.<br \/>Mettere in gioco la sanit\u00e0 per lo sviluppo: completare il piano degli investimenti nei tempi previsti. Costruire intorno al sistema sanitario una filiera regionale di ricerca e industria nel settore delle biotecnologie,della farmaceutica e delle scienze della vita<br \/>Costruire un&#8217;industria regionale del turismo e dell&#8217;accoglienza sostenibile, innovativa, per l&#8217;usufruibilita dei beni culturali e fuor dalle rendite<br \/>Sviluppare la filiera ricerca-trasferimento tecnologico-industria e costruire industrie regionali nei settori della logistica, della cantieristica, della meccanica di qualit\u00e0, del digitale, dell&#8217;ICT, della domotica.<br \/>Considerare l&#8217;agricoltura come fondamentale per lo sviluppo e preziosa per il territorio<br \/>Il sapere e la conoscenza come risorsa prima: la Toscana &#8220;regione degli studi&#8221;<br \/>Senza un&#8217;iniezione di valore derivante dalla conoscenza non riusciremo a risalire nella scala competitiva. Non scommettiamo sulla curva bassa dello sviluppo, sul taglio dei costi, seppure sia un problema da non ignorare, su qualunque forma di dumping. Vinciamo con la qualit\u00e0, che viene dal sapere diffuso, dinamico, concreto. Occorre fare della Toscana &#8220;la Regione degli studi&#8221;, non far scappare all&#8217;estero i nostri talenti, investire sulla ricerca, diffondere ovunque banda larga e open source, arrivare realmente all&#8217;obiettivo&#8221;un computer per tutti&#8221; come sfida di una conoscenza allargata.<br \/>Le Universit\u00e0 insieme: un &#8220;polo regionale&#8221; di alta formazione e ricerca incentrato sulle strutture di formazione e ricerca esistente<br \/>Un sapere di eccellenza: definire e perseguire uno standard di eccellenza come criterio per il sostegno pubblico alla diffusione del sapere, della ricerca e del trasferimento tecnologico<br \/>Mettere a disposizione il sapere al &#8220;saper fare&#8221;: unificare a livello di area vasta il sistema territoriale della ricerca e del trasferimento tecnologico, con le universit\u00e0 come riferimento<br \/>Investire sulla contemporaneit\u00e0, tenere insieme dinamismo e qualit\u00e0<br \/>Dinamismo e qualit\u00e0 sono obbligatoriamente collegati, non si pu\u00f2 scegliere tra l&#8217;uno e l&#8217;altra. Solo un dinamismo nuovo e duraturo ci garantir\u00e0 il mantenimento della qualit\u00e0 della vita che c&#8217;\u00e8 nei nostri territori, combattendo la rendita (tutte le rendite, nessuna esclusa), vincendo pigrizie sociali, appagamenti, corporativismi e comprendendo tutte le possibilit\u00e0 che abbiamo. Investire, in questo senso, sulla contemporaneit\u00e0, a cominciare dalla necessit\u00e0 di dare pi\u00f9 concretezza ad un&#8217;azione di contrasto al declino demografico e alla necessit\u00e0 di rileggere e qualificare in chiave contemporanea i luoghi e i paesaggi. Solo una direzione di qualit\u00e0 culturale, ambientale, sociale, perfino morale pu\u00f2 dare un senso ad una fase dinamica, pu\u00f2 darle valore ed utilit\u00e0 piena. Dobbiamo essere una comunit\u00e0 regionale che non \u00e8 per la decrescita n\u00e9 per la crescita lenta, ma che invece lega alla crescita il futuro delle nostre conquiste, ma non a qualunque crescita. La cifra della crescita e dello sviluppo in Toscana \u00e8 la sua &#8220;qualit\u00e0 totale&#8221;! Il territorio \u00e8 il fattore dello sviluppo.<br \/>Un progetto &#8220;Contemporaneit\u00e0 Toscana&#8221;: il bello contemporaneo come nuova armonia del paesaggio, favorire la costruzione di quartieri modello di alto valore progettuale e formale privilegiando la ristrutturazione di aree degradate e periferie<br \/>Sperimentare modelli di casa sostenibile, di azienda sostenibile, nuove forme di viabilit\u00e0 pi\u00f9 eco-sostenibili<br \/>Praticare il risparmio energetico, diffonderne la cultura e favorirne la diffusione e l&#8217;informazione per cittadini e imprese, sperimentare e incentivare il certificato di garanzia ecologica per le nuove abitazioni e per le ristrutturazioni<br \/>Gestire il patrimonio culturale come leva di formazione e conoscenza e come leva di eccoglienza turistica e di una nuova economia della cultura<br \/>La coesione sociale come motore e un nuovo patto tra le generazioni<br \/>Una &#8220;coesione sociale&#8221; in senso lato, intesa come capacit\u00e0 di tenere insieme tutti gli strati popolari, ma anche le istituzioni, i territori, la stessa politica. Non possiamo perdere nessuno per strada, dobbiamo tutelare i pi\u00f9 deboli e gli emarginati, essere inclusivi e non escludenti perch\u00e9 la giustizia sociale non \u00e8 una palla al piede dello sviluppo, ma al contrario un elemento di forza. Dobbiamo puntare sulla coesione sociale, rafforzandola e sviluppandola ancora, ossia riorganizzare il welfare intorno alle sue priorit\u00e0 ed in modo pi\u00f9 efficace, a cominciare dal tema complesso dell&#8217;immigrazione e dall&#8217;impoverimento diffuso che si sta manifestando. Coesione sociale significa anche un nuovo patto tra le generazioni. Il nostro sistema sociale, questo fiore all&#8217;occhiello delle politiche toscane, rischia di incrinarsi per effetto della crisi demografica in atto. Nella nostra regione la qualit\u00e0 della vita \u00e8 alta e dunque si vive a lungo. Il numero degli anziani \u00e8 in crescita, una crescita inversamente proporzionale alle nascite. Un sistema sociale \u00e8 fondato sull&#8217;equilibrio tra le generazioni. I giovani, attraverso il loro lavoro contribuiscono alla ricchezza dello Stato che a sua volta va ad incidere su servizi e pensioni. Se, a fronte di una aumento del numero della popolazione anziana e dunque di una sempre maggiore richiesta di servizi e necessit\u00e0 non consegue una crescita delle &#8220;nuove forze&#8221; della societ\u00e0, una loro stabilit\u00e0 lavorativa, familiare e quindi una possibilit\u00e0 di fare figli e produrre ricchezza, il sistema potrebbe non reggere pi\u00f9. E&#8217; necessaria la selezione di alcune politiche chiare sul lavoro, la famiglia, la casa che siano sostenute trasversalmente dalle varie fasce della popolazione perch\u00e9 su tutte vanno ad incidere. Le politiche per il mondo giovanile avranno ricadute anche su una vita pi\u00f9 dignitosa per la popolazione anziana e dunque garantiranno a tutti un futuro migliore. Per queste ragioni \u00e8 necessario un nuovo patto tra generazioni.<br \/>Mantenere l&#8217;eccellenza in sanit\u00e0<br \/>Ogni persona non-autosufficiente una risposta: fondo per la non-autosufficienza<br \/>Costruire azioni per non isolare gli anziani dal contesto sociale e sperimentare la casa ideale per gli anziani: almeno un caso pilota per ogni Asl<br \/>Immigrazione: consenso o difesa dei valori, ideologizzazione o governo, problema o risorsa?<br \/>Governare l&#8217;immigrazione: un patto tra cittadini, un codice della convivenza<br \/>Governare l&#8217;immigrazione: integrazione come punto fermo, anche attraverso la pianificazione di interventi urbanistici ed amministrativi che evitino la separazione di parti di citt\u00e0<br \/>Immigrazione: aprire una stagione eccezionale di approfondimento e studio per dare risposta alla complessit\u00e0 dei problemi, mettere in gioco i migliori saperi, affrontare il tema in modo trasversale e giungere a buone pratiche di governo<br \/>Partecipazione per governare: tante persone, un progetto, un eletto che attua, molti che partecipano e verificano attraverso la politica e i nuovi strumenti di partecipazione.<br \/>Diritti e doveri uguali per tutti: un voto agli stranieri residenti<br \/>Sicurezza: azioni e soluzioni<br \/>Dieci azioni per le nostre citt\u00e0:<\/p>\n<ol>\n<li>Assumere la sicurezza come un obiettivo della progettazione urbana, coinvolgendo in un progetto pluridisciplinare gli attori delle politiche per la sicurezza, i residenti e gli utilizzatori degli spazi delle citt\u00e0.<\/li>\n<li>Evitare modelli di sviluppo urbano basati sulla creazione di zone pi\u00f9 sicure e protette rispetto al mondo esterno, perch\u00e9 generano esclusione.<\/li>\n<li>Pensare allo sviluppo urbano come ad una maglia continua con un chiaro disegno degli spazi pubblici.<\/li>\n<li>Fornire alloggi diversificati nello stesso quartiere; attrarre persone di diversi gruppi, garantendo un mix socio-economico necessario ad evitare la creazione di aree socialmente segregate.<\/li>\n<li>Rafforzare il senso di identificazione e appartenenza dei cittadini al proprio luogo di nascita o di residenza, con progetti di valorizzazione delle tradizioni e della storia locale che coinvolgano anche i cittadini stranieri.<\/li>\n<li>Vedere la citt\u00e0 con gli occhi dei pi\u00f9 deboli: illuminare,accessi ai parcheggi e alle fermate degli autobus dotate di sistemi di allarme immediato, creare percorsi protetti nelle zone a rischio (stazioni, ospedali, periferie); privilegiare le indicazioni e l&#8217;orientamento dei pedoni anche con elementi visivi che rendano pi\u00f9 leggibili i percorsi urbani pi\u00f9 a rischio; aumentare i percorsi ciclabili e le strade a percorrenza mista (auto, biciclette e pedoni) che presentano maggiore densit\u00e0 di utilizzo e quindi maggior controllo.<\/li>\n<li>Prevenire e risarcire le vittime: numeri verdi antitruffa, assicurazione per gli anziani vittime di furti in casa, contributi per l&#8217;installazione di sistemi di allarme.<\/li>\n<li>Conoscere il territorio, partecipare alla sua sicurezza: forum permanenti di quartiere che monitorano l&#8217;emergere di situazioni a rischio, la necessit\u00e0 di riqualificazione di spazi a verde, l&#8217;accessibilit\u00e0 dei luoghi di incontro, la cura dei giochi per i bambini, l&#8217;illuminazione, punto di ascolto per gli anziani.<\/li>\n<li>I giovani, sicuri nelle scuole e guardiani del proprio territorio: educazione alla legalit\u00e0 e al volontariato sociale, sanzioni pi\u00f9 ferme per gli episodi di &#8220;bullismo&#8221; che coinvolgano non solo il singolo, ma la famiglia e il gruppo di &#8220;pari&#8221; al quale appartiene; uno spazio under 30 in ogni comune collocato nel cuore delle citt\u00e0, luoghi dello sport e della creativit\u00e0 anche in periferia, favorendo un controllo spontaneo di aree a bassa fruizione.<\/li>\n<li>Una convenzione per la sicurezza: tavolo permanente tra enti locali, forze dell&#8217;ordine, polizia municipale, corpi di vigilanza privati, soggetti che operano nella prevenzione sociale, che allochi in modo efficiente risorse umane ed economiche.<br \/>Unire la Toscana<br \/>Abbattere ogni tipo di frammentazione, modernizzare l&#8217;azione pubblica e renderla pi\u00f9 efficiente, assumere a tutti i livelli il paradigma del &#8220;fare sistema&#8221; non come sterile e oramai fiacca evocazione, ma come passione ed azione quotidiana. Qualificare molto la governance: Aree vaste, riforme istituzionali, Polo Universitario Unico, Nuova concertazione; puntare sulla partecipazione e sul dialogo, ovviamente al fine di decidere non di limitarsi ad enunciamenti; &#8220;fare sistema&#8221; in tutti i settori e da parte di tutti i soggetti, mettendo da parte gelosie e municipalismi superati; organizzando una vera ed efficace governance istituzionale, una concertazione produttiva, una capacit\u00e0 di tutta la Toscana di relazionarsi insieme con i livelli &#8220;superiori&#8221;: il Governo, il Parlamento, l&#8217;Europa, il Mondo. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile per i vari soggetti in campo andare ognuno in ordine sparso.<br \/>Proporre una sfida alle rappresentanze sociali: rilanciare insieme la concertazione per innalzare i contenuti, avere una maggiore efficacia d&#8217;insieme e responsabilizzare il sistema per la crescita.<br \/>Entro il 2012 realizzare una sola azienda almeno regionale per ognuno dei servizi pubblici acqua, rifiuti, gas e accorpare la propriet\u00e0 pubblica in una unica struttura almeno regionale.<br \/>Integrare il trasporto pubblico locale e quello ferroviario in modo da costituire un reale servizio competitivo di mobilit\u00e0 urbana ed extraurbana regionale<br \/>Riguadagnare la fiducia dei cittadini nella gestione dei servizi, delle reti e delle risorse: un ruolo forte di garanzia dei cittadini e delle istituzioni al regolatore pubblico. Coinvolgere la societ\u00e0 toscana creando strumenti di valutazione certa e indipendente di tutti i servizi pubblici, ivi compresa l&#8217;amministrazione<br \/>Creare nelle aree vaste sistemi di mobilit\u00e0 efficaci per i cittadini e le merci, ad iniziare dall&#8217;area vasta fiorentina e dalla possibilit\u00e0 di realizzare una metropolitana di superficie tra FI, PO e PT<br \/>Combattere la penalizzazione sulle finanze locali sistematicamente attuata nei confronti degli Enti Locali da parte del governo centrale e per modificare sostanzialmente il patto di stabilit\u00e0<br \/>Accettare la sfida del Federalismo Fiscale: la Toscana definisca una sua proposta<br \/>Definire entro un anno le riforme istituzionali utili alla Toscana: adeguare i livelli istituzionali alle necessarie scale di governo<br \/>Pianificare a livello di area vasta: coodinare i piani per area vasta superando le logiche dei confini geografici<br \/>Favorire la costruzione di un sistema aeroportuale regionale con la rapida integrazione funzionale degli scali di Firenze e Pisa e facilitare la gestione unitaria<br \/>Integrare gli aeroporti, i porti e gli interporti regionali<br \/>Entro il 2010 reti ad alta velocit\u00e0 di trasmissione dati su tutto il territorio regionale<br \/>Insieme vale doppio: incentivare, attraverso finanziamenti ponderati, i progetti che coinvolgono pi\u00f9 comuni, pi\u00f9 enti, pi\u00f9 azie<br \/>Il fare come priorit\u00e0: semplificare, infrastrutturare, velocizzare gli investimenti<br \/>Occorre sfruttare le migliori competenze chiarendo i ruoli e definendo le responsabilit\u00e0 in una logica &#8220;del dare&#8221; tra soggetti, anzich\u00e9 &#8220;del prendere&#8221;. Gli investimenti previsti non possono pi\u00f9 attendere e accanto a questi occorre mettere in campo una serie di nuovi che scaturiscano da un concetto rinnovato di relazioni e partnership sociali: il vecchio metodo dell&#8217;investimento pubblico finanziato dal pubblico non pu\u00f2 pi\u00f9 essere il solo praticabile. Rendere la vita facile a imprese e persone libera energie e risorse che non possiamo tenere compresse. E&#8217; anche il modo per essere terra amica e facile per tutti, e dunque ancora maggiormente appetibile al mondo.<br \/>Realizzare le infrastrutture necessarie (porti, aeroporti, ferrovie, interporti, strade di grande comunicazione).<br \/>La capacit\u00e0 di attrazione della Toscana dipende in gran parte dalla qualit\u00e0 delle sue infrastrutture portuali e aeroportuali. E&#8217; percio vitale l&#8217;infrastrutturazione della Toscana per consentire di raggiungere gli obiettivi della sua modernizzazione.<br \/>Gli investimenti in itinere per le infrastrutture, la logistica, la viabilit\u00e0 e i trasporti nella nostra regione rappresentano una mole notevole. Gli investimenti in infrastrutture (computando le risorse FAS, FESR e gli stanziamenti regionali ed esclusi gli investimenti privati e statali attivati in particolare sulle grandi opere) sono praticamente triplicati dal 2002 al 2007, diventando la prima voce di spesa per investimenti del bilancio regionale.<br \/>Questo \u00e8 il risultato di una scelta strategica volta a perseguire 2 grandi obiettivi: 500mila passeggeri al giorno sui treni regionali; lo sviluppo della piattaforma logistica toscana. La scelta \u00e8 dunque un sistema integrato di mobilit\u00e0, di trasporto e di logistica per realizzare servizi avanzati nella gestione, nel trattamento e nella trasformazione delle merci. La previsione di bilancio indica che fino al 2013 la Toscana investir\u00e0 300 milioni di euro l&#8217;anno per questi obiettivi, aumentando il totale annuale grazie all&#8217;utilizzo del 20% del totale dei fondi FESR proprio per questa voce (dai 67 milioni spesi tra il 2000 e il 2006 si passa ai 187 previsti per il periodo 2007-2013). Nel 2008 il totale per questa voce risulta superiore ai 300 milioni di Euro e, se mantenuta la capacit\u00e0 di spesa, rimarr\u00e0 su quella cifra fino al 2013.<br \/>I principali interventi infrastrutturali in programma nella regione (che ricomprendono tra gli altri interventi finanziati, con fondi statali, regionali e privati, interventi realizzati e opere ancora da finanziare) prospettano un volume di investimenti pari a quasi 18 miliardi di euro.<br \/>Essi sono: Tratta AV Fi-Bologna (3.500); Nodo ferroviario AC\/AV + interventi connessi (1.600); Interventi ferroviari vari (1.200); Terza corsia Barberino-Incisa (1.463); Variante di Valico &#8211; tratto toscano (1.100); Corridoio Tirrenico (3.300); E78 &#8211; Completamento SI-GR + ulteriori interventi (980); FIPILI &#8211; Messa in sicurezza ed adeguamento (148); Bretella Signa-Prato (243); Viabilit\u00e0 regionale &#8211; 1450 km (765); Porti, interporti e aeroporti (200); Darsena Europa porto di Livorno (500); Linea ferroviaria Pistoia-Lucca (234); Pontremolese (2.250); Valichi appenninici (330); Collegamenti ferroviari area Pisa-Livorno (140) per un totale di 17.900 milioni di euro.<br \/>Concludere la costruzione dei termovalorizzatori entro il 2012<br \/>Estendere la raccolta differenziata &#8220;porta a porta&#8221; su tutto il territorio regionale entro il 2012 ed implementare parallelamente la necessaria infrastrutturazione per il riuso del rifiuto differenziato<br \/>Realizzare le grandi opere per la captazione, distribuzione e depurazione delle acque entro il 2015 e sburocratizzazione degli atti necessari per gli interventi<br \/>Realizzare un piano, aperto al privato e allo strumento del project financing, per accrescere offerta e qualit\u00e0 dell&#8217;edilizia popolare, in particolare per i giovani<br \/>Un grande piano per l&#8217;edilizia scolastica e di adeguamento tecnologico, in particolar modo per la scuola secondaria, con il contributo del privato e del project financing<br \/>Definire entro l&#8217;anno un&#8217;efficace riforma regionale delle procedure: snellimento, sburocratizzazione, celerit\u00e0 nei tempi e trasparenza per l&#8217;avvio di nuove imprese<br \/>Sviluppare aree sperimentali &#8220;full digital&#8221; per il supportare interi processi di filiera con servizi digitali<br \/>50 giovani di talento a disposizione della PA<br \/>Sperimentare sanzioni se non vengono rispettati tempi di risposta certi da parte della PA<br \/>Qualit\u00e0 normativa: proseguire nella revisione legislativa basata sui testi unici e sulla diminuzione e trasparenza delle regole<br \/>Unificare i regolamenti degli Enti locali<br \/>Ditecelo voi: aprire una consultazione di cittadini e aziende sul web per segnalare criticit\u00e0 e inefficienze della PA<br \/>Infine. L&#8217;ultima sezione del documento \u00e8 dedicata al partito. Credo sar\u00e0 oggetto della discussione tra noi. Voglio dire tre sole cose.<br \/>La prima \u00e8 che se abbiamo fatto questa conferenza e intendiamo darle credibilit\u00e0 \u00e8 opportuno seguire l&#8217;invito che viene fatto in questa sezione di far oggetto queste linee programmatiche del programma dei nostri candidati.<br \/>La seconda riguarda la proposta di legge elettorale regionale. Occorre andare avanti con determinazio perch\u00e8 lo scenario non \u00e8 positivo: tutti dicono di volerla, ma nessuno fa niente per andare avanti con decisione eccetto noi&#8230;&#8230;..<br \/>La terza \u00e8 di tipo metodologico. Oggi e domani ci confronteremo. Usciranno tanti contributi che non vanno dispersi. Proporrei di ripartire subito dopo la conferenza, insieme ai territori, a chi vorr\u00e0 continuare a contribuire, per continuare a lavorare sul documento e farlo essere uno strumento in itinere che cresce anche del contributo dei documenti delle conferenze territoriali che ci sono gi\u00e0 state e che ci saranno.<br \/>Consentitemi di ringraziare chi ha contribuito ha questo documento, le tante persone con cui mi sono confrontato e che hanno dato suggerimenti preziosi, in modo particolare Alfredo De Girolamo ed il lavoro che la commissione manifesto aveva prodotto, che \u00e8 e rimarr\u00e0 nel patrimonio<br \/>Scusatemi infine se concludo il mio intervento con un pensiero. Forse sono fuori tema, o forse \u00e8 alla base di tutto. Sarei pi\u00f9 per la seconda. Certamente non lo faccio con retorica, lo faccio perch\u00e8 senn\u00f2 sto male. Ieri \u00e8 morto a Potenza Gerald Meta, aveva 22 anni, ed era residente vicino a Teramo. Suo padre era con lui e l&#8217;ha visto morire schiacciato da una gru. E&#8217; l&#8217;ultimo di una lunga serie di persone che muoiono sul lavoro. Era albanese. Era un operaio. Contribuiva con uno dei mestieri pi\u00f9 nobili al mondo alla crescita e al futuro di questo Paese.<br \/><br \/>Questo il Documento a cui ho lavorato effettuando una lunga serie di consultazioni con amministratori e politici e che \u00e8 stato alla base della discussione.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/vittoriobugli.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ConferenzaProgrammaticaDocumento.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di ConferenzaProgrammaticaDocumento.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-aa59ec4c-b9f6-4c5e-ac06-9e82c37243c2\" href=\"https:\/\/vittoriobugli.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ConferenzaProgrammaticaDocumento.pdf\">ConferenzaProgrammaticaDocumento<\/a><a href=\"https:\/\/vittoriobugli.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ConferenzaProgrammaticaDocumento.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-aa59ec4c-b9f6-4c5e-ac06-9e82c37243c2\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 e l&#8217;8 abbiamo tenuto a Prato la Prima Conferenza Programmatica del PD della Toscana.Di seguito gli appunti che ho utilizzato per la mia Relazione al Documento Programmatico che ho tenuto in apertura della Conferenza e poi il link al Documento Programmatico.Domani accadr\u00e0, recita il titolo della nostra prima conferenza programmatica toscana. 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