{"id":1416,"date":"2010-03-23T14:41:00","date_gmt":"2010-03-23T13:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1416"},"modified":"2025-10-02T14:52:31","modified_gmt":"2025-10-02T12:52:31","slug":"elezioni-regionali-28-29-marzo-2010-90-punti-per-la-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=1416","title":{"rendered":"Elezioni Regionali 28\/29 Marzo 2010, 90 punti per la Toscana"},"content":{"rendered":"<p>Una \u201cmodernizzazione pensata\u201d della Toscana<\/p>\n<p>La grande crisi che si \u00e8 presentata in modo cos\u00ec drammatico conferisce un contesto particolare alla risposta da dare, che si esplica in due fondamentali questioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 ovvia: occorre rivedere il tutto alla luce della situazione e dedicare la massima attenzione possibile alla crisi ed al suo riverbero che rischia di modificare profondamente e negativamente la vita della comunit\u00e0 toscana. Sapendo che il campo su cui ci possiamo muovere \u00e8 ristretto e che non esistono ricette magiche ma solo scelte da attivare concretamente e attentamente.<\/p>\n<p>La seconda questione \u00e8 che in questa fase storica nella quale tutti appariamo \u201cnudi\u201d nei confronti della situazione, dobbiamo provare a sfruttare favorevolmente ogni spazio che si produce per accelerare e rafforzare le intelligenze, i sentimenti e l&#8217;impegno di tutta la comunit\u00e0 toscana per compiere davvero quel \u201ccolpo di reni\u201d che sarebbe stato comunque necessario al di l\u00e0 della crisi internazionale e che ora diviene indispensabile agli occhi di tutti.<\/p>\n<p>La performance \u201cmedia\u201d della Toscana \u00e8 rappresentata da un alto livello di benessere nel confronto nazionale: insieme a Marche, Emilia Romagna e Veneto si colloca nei gradi alti del ranking degli indicatori di benessere. Ma il confronto con le regioni europee \u00e8 meno positivo perch\u00e9 \u00e8 l\u2019Italia che declina, per cui essere tra i primi in Italia non basta pi\u00f9. la Toscana \u00e8 oltre il 130\u00b0 posto ad una certa distanza dalle migliori regioni del Nord Europa (Olanda, G.B. e Svezia). Abbiamo una bassa crescita del PIL pro-capite con una evoluzione in prospettiva non positiva poich\u00e9 la Toscana non converge nel lungo periodo verso le regioni a pi\u00f9 alto livello di PIL del paese. Per converso, la nostra regione ha manifestato le maggiori difficolt\u00e0 proprio nel periodo di maggiore espansione dell\u2019economia italiana dimostrando l&#8217;esistenza di problemi strutturali non legati al ciclo. La bassa crescita \u00e8 in gran parte spiegabile con il ridimensionamento della quota di esportazioni, a sua volta dovuto: ad un modello di specializzazione manifatturiera orientato su prodotti a basso contenuto tecnologico, alla debolezza del terziario (specie i servizi privati), ad una dimensione tendenzialmente pi\u00f9 elevata di terziario in Toscana che corrisponde, nel tempo e nello spazio, ad una deindustrializzazione. Tutto ci\u00f2 ha prodotto un rallentamento della produttivit\u00e0 complessiva del lavoro e ha dato luogo, sul fronte degli effetti (e ancora pi\u00f9 dar\u00e0 luogo in futuro) ad un peggioramento degli standard medi di vita con riduzione in termini relativi del potere d\u2019acquisto delle retribuzioni dei lavoratori, aumento della disuguaglianza intra-generazionale e inter-generazionale che sta producendo grandi difficolt\u00e0 nelle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Da anni, dunque, la Toscana ha interrotto la sua capacit\u00e0 di crescere a ritmi in linea con quelli delle regioni avanzate dell&#8217;Europa. Per una regione come la Toscana \u00e8 invece necessario attestarsi al pari delle migliori regione europee, non rimanere su livelli insoddisfacenti di crescita. Non si tratta, come anticipato, di problemi congiunturali, pi\u00f9 presenti tra l&#8217;altro, specialmente adesso, con questa crisi in atto. Occorre rivedere la struttura economica affrontandola con attenzione in tutti i suoi connotati presenti di forze e debolezze e aprendola a settori nuovi, seppure ricercandoli tra quelli pi\u00f9 adatti alla nostra storia e alla nostra identit\u00e0, che siano pi\u00f9 in grado di competere.<\/p>\n<p>Il riformismo toscano non si trova impreparato in questo tipo di analisi e nell&#8217;impostazione delle risposte. Non \u00e8 impreparato sull&#8217;analisi di queste condizioni oggettive della nostra regione (valga per tutto lo studio \u201cToscana 2020\u201d) \u00e8 non \u00e8 impreparato sull&#8217;individuazione delle risposte, molte delle quali sono inquadrate nel Piano di Sviluppo regionale e negli altri recenti strumenti di programmazione che hanno rappresentato l&#8217;dea di mettere in campo una discontinuit\u00e0 e la necessit\u00e0 di introdurre un tasso alto di qualit\u00e0 e dinamismo nel sistema.<\/p>\n<p>Adesso dobbiamo attuare quello \u201cscatto\u201d che \u00e8 richiesto, renderci protagonisti attivi e virtuosi del passaggio di fase a cui siamo chiamati, consapevoli che gli strumenti e le risorse a disposizione sono scarsi, ma che non per questo possiamo permetterci di rimanere passivi.<\/p>\n<p>La Toscana ha le condizioni per farlo nel migliore dei modi perch\u00e8 ha solide le radici su cui basare questo ragionamento. Ha radici forti nella societ\u00e0 sia economiche che sociali e civili. Ha le basi del buon governo che ci vengono riconosciute anche dagli avversari.<\/p>\n<p>Ma queste oggi non bastano. Il rischio \u00e8 che si arrivi a continuare a \u201cconsumarle\u201d senza riprodurre nuovi elementi di arricchimento della societ\u00e0. D&#8217;altronde emerge con forza anche il fattore culturale nelle nostre difficolt\u00e0. Occorre trovare la nostra declinazione ad una decisa ricerca di modernizzazione. Occorre, in breve, un&#8217;opera di ricostruzione di un modello contemporaneo che ci lanci decisamente verso il futuro. Non possiamo restare statici. Non dobbiamo rincorrere passivamente modelli vuoti e pericolosi di \u201cmodernit\u00e0 di carta\u201d.<\/p>\n<p>Il PD ha la responsabilit\u00e0 fondamentale in una regione dove \u00e8 di gran lunga la forza politica pi\u00f9 importante. E&#8217; per questo che occorre decidere. Decidere, selezionare, unire e proporre con dinamismo una \u201cmodernizzazione pensata\u201d della Toscana. La situazione ce lo impone. Spetta a noi il compito di indicare l&#8217;idea di Toscana del futuro.<\/p>\n<p>Dobbiamo esprimere le basi di questa idea, indicare quale modernizzazione vogliamo. Una modernizzazione che sia all&#8217;altezza di stare sui mercati, che rompa quelle che sono le inefficienze strutturali del sistema economico. Una modernizzazione che sia per\u00f2 anche in grado di valorizzare la nostra entit\u00e0 di terra con grandi patrimoni ambientali e culturali da rafforzare ed ampliare, di grandi patrimoni sociali da non disperdere, di terra dove il lavoro torni ad essere culturalmente e praticamente nobile. Una modernizzazione che faccia \u201cesplodere\u201d il nostro connotato di terra di sapere, di talenti e di tolleranza. Una grande missione. Una missione che \u00e8 quella di chi non ha mai apprezzato quel castello di carta che ora \u00e8 miseramente crollato con la crisi finanziaria e che deve diventare la missione di chi crede in qualcosa di diverso, di chi vuole stare con noi in questa sfida per tentare di raggiungerlo, sia esso imprenditore, lavoratore, studente, pensionato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la missione di chi crede in un territorio creativo, amico e facile per tutti. Una Toscana buona, rampante, semplice da vivere, ma che deve esserlo \u201cper tutti\u201d, non solo per qualcuno. Sicuramente i temi delle infrastrutture, della semplificazione, del credito accessibile e tutto quanto aiuti le imprese, ma anche scelte concrete per i disabili, gli operai dei cantieri insicuri, gli immigrati, gli anziani, le famiglie in difficolt\u00e0, per chi vive in periferie scostanti. Insomma, la Toscana come terra-comunit\u00e0 che \u00e8 capace di trovare una soluzione per tutte le domande giuste che le vengono poste, con senso di umanit\u00e0, senza odiosi e tortuosi accanimenti burocratici, in modo semplice ed intelligente, con il sorriso sulle labbra.<\/p>\n<p>E&#8217; una grande sfida che rappresenta un cambiamento d&#8217;epoca perch\u00e8 si pone a una regione che fa della capacit\u00e0 di redistribuzione, della qualit\u00e0 dei servizi sanitari, sociali e scolastici, il governo del territorio, il suo fiore all&#8217;occhiello, la cifra delle sue capacit\u00e0 di governo e del suo benessere. Un valore riconosciuto anche dagli avversari. Ma che ora si trova a dover fare delle scelte inevitabili su un fronte nuovo: quello della crescita. Un fronte rispetto al quale ha oggettivamente meno armi. Un fronte da aggredire senza perdere nulla delle sue conquiste di welfare, sanit\u00e0, sociale. Un fronte reso ancora pi\u00f9 difficile in presenza dei tagli che vengono dal governo su sanit\u00e0, sociale, sapere.<\/p>\n<p>In questo senso possiamo dire di essere ad un passaggio epocale che potr\u00e0 essere superato positivamente se la Toscana sapr\u00e0 tirar fuori tutte le sue virt\u00f9, in modo intelligente, responsabile e coeso, come sa fare quando si trova di fronte a sfide alte. E questa \u00e8 una sfida che dobbiamo vincere.<\/p>\n<p>Proviamo a declinare quelle che sono le principali linee di questo progetto a cui far seguire delle proposte concrete.<\/p>\n<p>Una Toscana aperta al mondo<\/p>\n<p>E&#8217; il punto di partenza, una \u201cconditio sine qua non\u201d. Vuol dire stare dentro i grandi processi globali e non in modo passivo: non limitarsi a contare quanti prodotti esportiamo e quanti turisti internazionali accogliamo (vecchia concezione dell\u2019internazionalizzazione), superare il provincialismo, dialogare con tutti i continenti ed imparare a cooperare con tutti, ospitare gli studenti pi\u00f9 bravi del mondo, e poi attrarre, attrarre e ancora attrarre. Significa sostenere la Toscana che si collega con il mondo attraverso joint-ventures, cooperazioni, ecc., incentivare unapromozione unificata ed efficace in tutte le direzioni, della Toscana storica e di quella moderna, in modo da sviluppare sempre pi\u00f9 la nostra attrattivit\u00e0, fattore fondamentale di crescita e sviluppo.<\/p>\n<p>Una nuova e moderna industrializzazione: legare l&#8217;esistente e nuovi settori a partire dalle energie rinnovabili<\/p>\n<p>E&#8217; necessario superare la discussione se sia meglio la old economy o i nuovi settori, il anifatturiero o il turismo, la piccola impresa o le multinazionali. In realt\u00e0 abbiamo bisogno di tutto per costruire una Toscana \u201ccompleta\u201d o \u201ccompiuta\u201d, competitiva per mille motori e non dipendente da un solo settore. Agricolture, turismi, servizi, nicchie d\u2019eccellenza, distretti tradizionali innovati, formazione alta e vasta. Questo significa lavorare ad ampio raggio, sapendo coniugare le diverse opportunit\u00e0. Una nuova e moderna industrializzazione, intesa dunque nei due sensi: verso i settori tradizionali che sono capaci di immettere innovazione, nuove idee, contenuti legati alla ricerca; verso i settori nuovi, con particolare riferimento alle energie rinnovabili.<\/p>\n<p>Il sapere e la conoscenza come risorsa prima: la Toscana \u201cregione degli studi\u201d<\/p>\n<p>Senza un\u2019iniezione di valore derivante dalla conoscenza non riusciremo a risalire nella scala competitiva. Non scommettiamo sulla curva bassa dello sviluppo, sul taglio dei costi, seppure sia un problema da non ignorare, su qualunque forma di dumping. Vinciamo con la qualit\u00e0, che viene dal sapere diffuso, dinamico, concreto. Occorre fare della Toscana \u201cla Regione degli studi\u201d, non far scappare all\u2019estero i nostri talenti, investire sulla ricerca, diffondere ovunque banda larga e open source, arrivare realmente all&#8217;obiettivo\u201cun computer per tutti\u201d come sfida di una conoscenza allargata.<\/p>\n<p>Investire sulla contemporaneit\u00e0, tenere insieme dinamismo e qualit\u00e0<\/p>\n<p>Dinamismo e qualit\u00e0 sono obbligatoriamente collegati, non si pu\u00f2 scegliere tra l\u2019uno e l\u2019altra. Solo un dinamismo nuovo e duraturo ci garantir\u00e0 il mantenimento della qualit\u00e0 della vita che c\u2019\u00e8 nei nostri territori, combattendo la rendita (tutte le rendite, nessuna esclusa), vincendo pigrizie sociali, appagamenti, corporativismi e comprendendo tutte le possibilit\u00e0 che abbiamo. Investire, in questo senso, sulla contemporaneit\u00e0, a cominciare dalla necessit\u00e0 di dare pi\u00f9 concretezza ad un\u2019azione di contrasto al declino demografico e alla necessit\u00e0 di rileggere e qualificare in chiave contemporanea i luoghi e i paesaggi. Solo una direzione di qualit\u00e0 culturale, ambientale, sociale, perfino morale pu\u00f2 dare un senso ad una fase dinamica, pu\u00f2 darle valore ed utilit\u00e0 piena. Dobbiamo essere una comunit\u00e0 regionale che non \u00e8 per la decrescita n\u00e9 per la crescita lenta, ma che invece lega alla crescita il futuro delle nostre conquiste, ma non a qualunque crescita. La cifra della crescita e dello sviluppo in Toscana \u00e8 la sua \u201cqualit\u00e0 totale\u201d! Il territorio \u00e8 il fattore dello sviluppo.<\/p>\n<p>La coesione sociale come motore e un nuovo patto tra le generazioni<\/p>\n<p>Una \u201ccoesione sociale\u201d in senso lato, intesa come capacit\u00e0 di tenere insieme tutti gli strati popolari, ma anche le istituzioni, i territori, la stessa politica. Non possiamo perdere nessuno per strada, dobbiamo tutelare i pi\u00f9 deboli e gli emarginati, essere inclusivi e non escludenti perch\u00e8 la giustizia sociale non \u00e8 una palla al piede dello sviluppo, ma al contrario un elemento di forza. Dobbiamo puntare sulla coesione sociale, rafforzandola e sviluppandola ancora, ossia riorganizzare il welfare intorno alle sue priorit\u00e0 ed in modo pi\u00f9 efficace, a cominciare dal tema complesso dell&#8217;immigrazione e dall&#8217;impoverimento diffuso che si sta manifestando. Coesione sociale significa anche un nuovo patto tra le generazioni. Il nostro sistema sociale, questo fiore all\u2019occhiello delle politiche toscane, rischia di incrinarsi per effetto della crisi demografica in atto. Nella nostra regione la qualit\u00e0 della vita \u00e8 alta e dunque si vive a lungo. Il numero degli anziani \u00e8 in crescita, una crescita inversamente proporzionale alle nascite. Un sistema sociale \u00e8 fondato sull\u2019equilibrio tra le generazioni. I giovani, attraverso il loro lavoro contribuiscono alla ricchezza dello Stato che a sua volta va ad incidere su servizi e pensioni. Se, a fronte di una aumento del numero della popolazione anziana e dunque di una sempre maggiore richiesta di servizi e necessit\u00e0 non consegue una crescita delle \u201cnuove forze\u201d della societ\u00e0, una loro stabilit\u00e0 lavorativa, familiare e quindi una possibilit\u00e0 di fare figli e produrre ricchezza, il sistema potrebbe non reggere pi\u00f9. E\u2019 necessaria la selezione di alcune politiche chiare sul lavoro, la famiglia, la casa che siano sostenute trasversalmente dalle varie fasce della popolazione perch\u00e9 su tutte vanno ad incidere. Le politiche per il mondo giovanile avranno ricadute anche su una vita pi\u00f9 dignitosa per la popolazione anziana e dunque garantiranno a tutti un futuro migliore. Per queste ragioni \u00e8 necessario un nuovo patto tra generazioni.<\/p>\n<p>Unire la Toscana<\/p>\n<p>Abbattere ogni tipo di frammentazione, modernizzare l&#8217;azione pubblica e renderla pi\u00f9 efficiente, assumere a tutti i livelli il paradigma del \u201cfare sistema\u201d non come sterile e oramai fiacca evocazione, ma come passione ed azione quotidiana. Qualificare molto la governance: Aree vaste, riforme istituzionali, Polo Universitario Unico, Nuova concertazione; puntare sulla partecipazione e sul dialogo, ovviamente al fine di decidere non di limitarsi ad enunciamenti; \u201cfare sistema\u201d in tutti i settori e da parte di tutti i soggetti, mettendo da parte gelosie e municipalismi superati; organizzando una vera ed efficace governance istituzionale, una concertazione produttiva, una capacit\u00e0 di tutta la Toscana di relazionarsi insieme con i livelli \u201csuperiori\u201d: il Governo, il Parlamento, l\u2019Europa, il Mondo. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile per i vari soggetti in campo andare ognuno in ordine sparso.<\/p>\n<p>Il fare come priorit\u00e0: semplificare, infrastrutturare, velocizzare gli investimenti<\/p>\n<p>Occorre sfruttare le migliori competenze chiarendo i ruoli e definendo le responsabilit\u00e0 in una logica \u201cdel dare\u201d tra soggetti, anzich\u00e9 \u201cdel prendere\u201d. Gli investimenti previsti non possono pi\u00f9 attendere e accanto a questi occorre mettere in campo una serie di nuovi che scaturiscano da un concetto rinnovato di relazioni e partnership sociali: il vecchio metodo dell&#8217;investimento pubblico finanziato dal pubblico non pu\u00f2 pi\u00f9 essere il solo praticabile. Rendere la vita facile a imprese e persone libera energie e risorse che non possiamo tenere compresse. E&#8217; anche il modo per essere terra amica e facile per tutti, e dunque ancora maggiormente appetibile al mondo.<\/p>\n<p><strong>90 Punti per la Toscana<\/strong><\/p>\n<p>A. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; No a uno sviluppo di \u201ccarta\u201d: il lavoro al centro della crescita<\/p>\n<ol>\n<li>Impegnare il PD Toscano per ottenere provvedimenti del governo a sostegno dei redditi da lavoro che sono fortemente attaccati dalla crisi<\/li>\n<li>Sostenere i lavoratori in cassa integrazione anche dando copertura ai periodi nei quali non ricevono reddito<\/li>\n<li>Combattere la precariet\u00e0 e le pratiche occupazionali abusive<\/li>\n<li>Applicare il Patto per i lavoratori atipici: qualificare ogni forma di occupazione e aggiornare il lavoro per tutta la vita; considerare la formazione di tutti i soggetti in cerca di occupazione come attivit\u00e0 a cui riconoscere un valore, favorire la stabilizzazione e continuare a sostenere la garanzia per l\u2019accesso al credito per i lavoratori a tempo determinato<\/li>\n<li>Giovani e donne protagonisti del rilancio dei lavori: un osservatorio su imprese ed enti pubblici su differenze di et\u00e0, sesso e paese di provenienza degli occupati.<\/li>\n<li>Favorire la creazione di imprese di giovani e donne anche attraverso forme di incentivo e di prestito d&#8217;onore<\/li>\n<li>Donne protagoniste nel rilancio dei lavori: attuare il Patto per l&#8217;occupazione femminile<\/li>\n<li>Lavoro sicuro &#8211; una grande campagna di comunicazione sociale per una crescita della coscienza collettiva della legalit\u00e0, il rispetto delle regole e l&#8217;autocontrollo<\/li>\n<li>Lavoro sicuro: patente a punti per le imprese, confermare l&#8217;aumento della prevenzione e dei controlli, anche in agricoltura<\/li>\n<\/ol>\n<p>B. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Il sapere per la crescita<\/p>\n<ol>\n<li>Le Universit\u00e0 insieme: un \u201cpolo regionale\u201d di alta formazione e ricerca incentrato sulle strutture di formazione e ricerca esistenti<\/li>\n<li>Un sapere di eccellenza: definire e perseguire uno standard di eccellenza come criterio per il sostegno pubblico alla diffusione del sapere, della ricerca e del trasferimento tecnologico<\/li>\n<li>Mettere a disposizione il sapere al \u201csaper fare\u201d: unificare a livello di area vasta il sistema territoriale della ricerca e del trasferimento tecnologico, con le universit\u00e0 come riferimento<\/li>\n<li>Favorire i giovani studenti toscani, in particolare quelli che scelgono le materie scientifiche, attrarre talenti, Erasmus per tutti, anche con forme di prestito d&#8217;onore, creare una borsa Internet degli alloggi disponibili, anche nel mercato degli affitti, favorendo l&#8217;emersione di quelli privati e la mobilit\u00e0 di quelli pubblici<\/li>\n<li>Investire in buona edilizia per i giovani studenti realizzando nelle citt\u00e0 universitarie sperimentazioni di edifici ecosostenibili e digitali, progettati da giovani professionisti con concorso internazionale. Riservarne una parte per i giovani talenti provenienti dall&#8217;estero<\/li>\n<li>Sostenere il sapere virtuoso: supporto ai giovani ricercatori<\/li>\n<li>Contrastare i tagli per il diritto allo studio, sostenere e ottimizzare le azioni, estendere il diritto allo studio a tutto il ciclo scolastico secondario<\/li>\n<\/ol>\n<p>C. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Concentrarsi sulle imprese: ottimizzare il sistema per accrescerne la competitivit\u00e0<\/p>\n<ol>\n<li>Ottimizzare l&#8217;azione politico istituzionale: una forte politica industriale regionale verso la produzione, integrata con i settori dello sviluppo e programmata e gestita con i territori<\/li>\n<li>La politica industriale, i piani di intervento e gli strumenti per ognuno dei distretti industriali, per ognuna delle filiere produttive, per ogni azienda leader<\/li>\n<li>Ottimizzare gli strumenti: un&#8217;unica agenzia regionale per il servizio alle imprese, il traferimento delle risorse, la promozione, il turismo, il credito, l&#8217;energia, la ricerca e il trasferimento tecnologico.<\/li>\n<\/ol>\n<p>D. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Una nuova industrializzazione nei settori del futuro basata fortemente sulla ricerca e sul trasferimento tecnologico<\/p>\n<ol>\n<li>Costruire un&#8217;industria delle energie rinnovabili e del risparmio energetico: una priorit\u00e0<\/li>\n<li>Portare la produzione per mezzo di energie rinnovabili al 50% del fabbisogno di energia elettrica entro il 2020. Per il sistema pubblico entro il 2014, dando vita a una competizione tra enti locali che stimoli a implementare le rinnovabili e premi i pi\u00f9 virtuosi, i loro cittadini e le loro imprese.<\/li>\n<li>Mettere in cantiere 3 \u201ceco-quartieri laboratorio\u201d che vivono con tecnologie verdi e tecnologie di comunicazione.<\/li>\n<li>Costruire un raccordo forte con le categorie professionali tecniche, soprattutto nelle giovani generazioni, per diffondere cultura moderna in edilizia, infrastrutturazione, tutela risorse ambientali, utilizzo tecnologie sostenibili<\/li>\n<li>Mettere in gioco la sanit\u00e0 per lo sviluppo: completare il piano degli investimenti nei tempi previsti. Costruire intorno al sistema sanitario una filiera regionale di ricerca e industria nel settore delle biotecnologie,della farmaceutica e delle scienze della vita<\/li>\n<li>Costruire un&#8217;industria regionale del turismo e dell&#8217;accoglienza sostenibile, innovativa, per l&#8217;usufruibilita dei beni culturali e fuor dalle rendite<\/li>\n<li>Sviluppare la filiera ricerca-trasferimento tecnologico-industria e costruire industrie regionali nei settori della logistica, della cantieristica, della meccanica di qualit\u00e0, del digitale, dell&#8217;ICT, della domotica.<\/li>\n<\/ol>\n<p>E. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Agricoltura e sviluppo rurale lungo strada della modernizzazione e della competitivit\u00e0<\/p>\n<ol>\n<li>Un grande patto fra agricoltura e consumatori per la qualit\u00e0 e la sicurezza alimentare: vendita diretta in azienda, filiera corta, farmer\u2019s market.<\/li>\n<li>Creare filiere forti tra agricoltori, industria ed artigianato di trasformazione, distribuzione commerciale, ristorazione.<\/li>\n<li>Azioni di forte semplificazione sulle imprese agricole<\/li>\n<li>Rafforzamento dell\u2019export coordinato dei nostri prodotti di qualit\u00e0<\/li>\n<li>Creazione di un fondo di rotazione e di garanzia per le imprese che investono in: ampliamento aziendale, ricambio generazionale, ingresso donne, risparmio idrico ed energetico, tracciabilit\u00e0 e sicurezza alimentare, passaggio da agricoltura tradizionale a biologico<\/li>\n<li>Agricoltura di qualit\u00e0: una risposta laddove le produzioni hanno un valore anche all&#8217;economia e all\u2019ambiente. Dall&#8217;agricoltura risposte all\u2019occupazione se declinata e sostenuta dalle istituzioni in moderne azioni di tutela ambientale, sviluppo di energie rinnovabili, difesa del suolo<\/li>\n<li>Realizzare e potenziare le infrastrutture a servizio dell&#8217;agricoltura<\/li>\n<\/ol>\n<p>F. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Pi\u00f9 Toscana nel mondo, pi\u00f9 mondo in Toscana<\/p>\n<ol>\n<li>Pi\u00f9 Toscana nel mondo: la nostra regione nelle reti lunghe, una grande offerta di marketing territoriale della Toscana: favorire la promozione, la distribuzione in forma integrata tra i vari settori<\/li>\n<li>Riorganizzare il sistema territoriale della promozione unificando i settori e le strutture presenti a livello provinciale e mettendole in relazione biunivoca con il sistema regionale.<\/li>\n<li>Attrattivit\u00e0 delle imprese come punto fondamentale<\/li>\n<\/ol>\n<p>G. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Toscana facile<\/p>\n<ol>\n<li>Definire entro l&#8217;anno un&#8217;efficace riforma regionale delle procedure: snellimento, sburocratizzazione, celerit\u00e0 nei tempi e trasparenza per l&#8217;avvio di nuove imprese<\/li>\n<\/ol>\n<p>H. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Realizzare le infrastrutture materiali che abbiamo in cantiere<\/p>\n<ol>\n<li>Realizzare le infrastrutture necessarie (porti, aeroporti, ferrovie, interporti, strade di grande comunicazione). La capacit\u00e0 di attrazione della Toscana dipende in gran parte dalla qualit\u00e0 delle sue infrastrutture portuali e aeroportuali. E&#8217; percio vitale l&#8217;infrastrutturazione della Toscana per consentire di raggiungere gli obiettivi della sua modernizzazione. Gli investimenti in itinere per le infrastrutture, la logistica, la viabilit\u00e0 e i trasporti nella nostra regione rappresentano una mole notevole. Gli investimenti in infrastrutture (computando le risorse FAS, FESR e gli stanziamenti regionali ed esclusi gli investimenti privati e statali attivati in particolare sulle grandi opere) sono praticamente triplicati dal 2002 al 2007, diventando la prima voce di spesa per investimenti del bilancio regionale. Questo \u00e8 il risultato di una scelta strategica volta a perseguire 2 grandi obiettivi: 500mila passeggeri al giorno sui treni regionali; lo sviluppo della piattaforma logistica toscana. La scelta \u00e8 dunque un sistema integrato di mobilit\u00e0, di trasporto e di logistica per realizzare servizi avanzati nella gestione, nel trattamento e nella trasformazione delle merci. La previsione di bilancio indica che fino al 2013 la Toscana investir\u00e0 300 milioni di euro l\u2019anno per questi obiettivi, aumentando il totale annuale grazie all\u2019utilizzo del 20% del totale dei fondi FESR proprio per questa voce (dai 67 milioni spesi tra il 2000 e il 2006 si passa ai 187 previsti per il periodo 2007-2013). Nel 2008 il totale per questa voce risulta superiore ai 300 milioni di Euro e, se mantenuta la capacit\u00e0 di spesa, rimarr\u00e0 su quella cifra fino al 2013. I principali interventi infrastrutturali in programma nella regione (che ricomprendono tra gli altri interventi finanziati, con fondi statali, regionali e privati, interventi realizzati e opere ancora da finanziare) prospettano un volume di investimenti pari a quasi 18 miliardi di euro. Essi sono: Tratta AV Fi-Bologna (3.500); Nodo ferroviario AC\/AV + interventi connessi (1.600); Interventi ferroviari vari (1.200); Terza corsia Barberino-Incisa (1.463); Variante di Valico &#8211; tratto toscano (1.100); Corridoio Tirrenico (3.300); E78 \u2013 Completamento SI-GR + ulteriori interventi (980); FIPILI &#8211; Messa in sicurezza ed adeguamento (148); Bretella Signa-Prato (243); Viabilit\u00e0 regionale &#8211; 1450 km (765); Porti, interporti e aeroporti (200); Darsena Europa porto di Livorno (500); Linea ferroviaria Pistoia-Lucca (234); Pontremolese (2.250); Valichi appenninici (330); Collegamenti ferroviari area Pisa-Livorno (140) per un totale di 17.900 milioni di euro.<\/li>\n<\/ol>\n<p>I. Proposte per la crescita, il lavoro e la competitivit\u00e0 &#8211; Unire la Toscana: superare i localismi, valorizzare le eccellenze dei territori<\/p>\n<ol>\n<li>Proporre una sfida alle rappresentanze sociali: rilanciare insieme la concertazione per innalzare i contenuti, avere una maggiore efficacia d&#8217;insieme e responsabilizzare il sistema per la crescita.<\/li>\n<li>Entro il 2012 realizzare una sola azienda almeno regionale per ognuno dei servizi pubblici acqua, rifiuti, gas e accorpare la propriet\u00e0 pubblica in una unica struttura almeno regionale.<\/li>\n<li>Integrare il trasporto pubblico locale e quello ferroviario in modo da costituire un reale servizio competitivo di mobilit\u00e0 urbana ed extraurbana regionale<\/li>\n<li>Riguadagnare la fiducia dei cittadini nella gestione dei servizi, delle reti e delle risorse: un ruolo forte di garanzia dei cittadini e delle istituzioni al regolatore pubblico. Coinvolgere la societ\u00e0 toscana creando strumenti di valutazione certa e indipendente di tutti i servizi pubblici, ivi compresa l&#8217;amministrazione<\/li>\n<li>Creare nelle aree vaste sistemi di mobilit\u00e0 efficaci per i cittadini e le merci, ad iniziare dall&#8217;area vasta fiorentina e dalla possibilit\u00e0 di realizzare una metropolitana di superficie tra FI, PO e PT<\/li>\n<li>Combattere la penalizzazione sulle finanze locali sistematicamente attuata nei confronti degli Enti Locali da parte del governo centrale e per modificare sostanzialmente il patto di stabilit\u00e0<\/li>\n<li>Accettare la sfida del Federalismo Fiscale: la Toscana definisca una sua proposta<\/li>\n<li>Definire entro un anno le riforme istituzionali utili alla Toscana: adeguare i livelli istituzionali alle necessarie scale di governo<\/li>\n<li>Pianificare a livello di area vasta: coodinare i piani per area vasta superando le logiche dei confini geografici<\/li>\n<li>Favorire la costruzione di un sistema aeroportuale regionale con la rapida integrazione funzionale degli scali di Firenze e Pisa e facilitare la gestione unitaria<\/li>\n<li>Integrare gli aeroporti, i porti e gli interporti regionali<\/li>\n<li>Entro il 2010 reti ad alta velocit\u00e0 di trasmissione dati su tutto il territorio regionale<\/li>\n<li>Insieme vale doppio: incentivare, attraverso finanziamenti ponderati, i progetti che coinvolgono pi\u00f9 comuni, pi\u00f9 enti, pi\u00f9 aziende<\/li>\n<\/ol>\n<p>L. Proposte per il territorio e l&#8217;ambiente &#8211; Favorire la progettazione contemporanea come nuova armonia del paesaggio, fare le grandi opere ambientali.<\/p>\n<ol>\n<li>Un progetto \u201cContemporaneit\u00e0 Toscana\u201d: il bello contemporaneo come nuova armonia del paesaggio, favorire la costruzione di quartieri modello di alto valore progettuale e formale privilegiando la ristrutturazione di aree degradate e periferie<\/li>\n<li>Sperimentare modelli di casa sostenibile, di azienda sostenibile, nuove forme di viabilit\u00e0 pi\u00f9 eco-sostenibili<\/li>\n<li>Praticare il risparmio energetico, diffonderne la cultura e favorirne la diffusione e l&#8217;informazione per cittadini e imprese, sperimentare e incentivare il certificato di garanzia ecologica per le nuove abitazioni e per le ristrutturazioni<\/li>\n<li>Concludere la costruzione dei termovalorizzatori entro il 2012<\/li>\n<li>Estendere la raccolta differenziata \u201cporta a porta\u201d su tutto il territorio regionale entro il 2012 ed implementare parallelamente la necessaria infrastrutturazione per il riuso del rifiuto differenziato<\/li>\n<li>Realizzare le grandi opere per la captazione, distribuzione e depurazione delle acque entro il 2015 e sburocratizzazione degli atti necessari per gli interventi<\/li>\n<li>Attuare un grande piano per il risanamento ambientale e idrogeologico dei corsi d&#8217;acqua, per la prevenzione e difesa del suolo, con un deciso intervento del Governo<\/li>\n<\/ol>\n<p>M. Proposte per la coesione sociale e il welfare &#8211; Un welfare diffuso, efficiente e calibrato sulle nuove esigenze delle famiglie e delle persone<\/p>\n<ol>\n<li>Mantenere l&#8217;eccellenza in sanit\u00e0<\/li>\n<li>Ogni persona non-autosufficiente una risposta: fondo per la non-autosufficienza<\/li>\n<li>Costruire azioni per non isolare gli anziani dal contesto sociale e sperimentare la casa ideale per gli anziani: almeno un caso pilota per ogni Asl<\/li>\n<li>Realizzare un piano, aperto al privato e allo strumento del project financing, per accrescere offerta e qualit\u00e0 dell&#8217;edilizia popolare, in particolare per i giovani<\/li>\n<li>Immigrazione: consenso o difesa dei valori, ideologizzazione o governo, problema o risorsa?<\/li>\n<li>Governare l&#8217;immigrazione: un patto tra cittadini, un codice della convivenza<\/li>\n<li>Governare l&#8217;immigrazione: integrazione come punto fermo, anche attraverso la pianificazione di interventi urbanistici ed amministrativi che evitino la separazione di parti di citt\u00e0<\/li>\n<li>Immigrazione: aprire una stagione eccezionale di approfondimento e studio per dare risposta alla complessit\u00e0 dei problemi, mettere in gioco i migliori saperi, affrontare il tema in modo trasversale e giungere a buone pratiche di governo<\/li>\n<\/ol>\n<p>N. Proposte per la conoscenza, la formazione e la cultura &#8211; Crescere sapendo di pi\u00f9<\/p>\n<ol>\n<li>Non pi\u00f9 liste d&#8217;attesa negli asili nido<\/li>\n<li>Servizi scolastici flessibili: orari flessibili, mensa dal primo giorno di scuola, sperimentazione per risolvere le strordinariet\u00e0 dei bisogni familiari, etc.<\/li>\n<li>Dare pi\u00f9 spazio alla creativit\u00e0 fin dalle scuole elementari, adeguare la formazione a chi insegna.<\/li>\n<li>Un grande piano per l&#8217;edilizia scolastica e di adeguamento tecnologico, in particolar modo per la scuola secondaria, con il contributo del privato e del project financing<\/li>\n<\/ol>\n<p>O. Proposte per la conoscenza, la formazione e la cultura &#8211; La cultura come valore diffuso e fruibile<\/p>\n<ol>\n<li>Gestire il patrimonio culturale come leva di formazione e conoscenza e come leva di eccoglienza turistica e di una nuova economia della cultura<\/li>\n<li>Teatro, musica, danza, cinema, festival: creare un sistema regionale dello spettacolo che ottimizzi le risorse, ampli il suo pubblico, rinnovi i linguaggi e si leghi di pi\u00f9 al territorio<\/li>\n<li>Digitalizzare documenti e archivi, allargare le reti informatiche tra istituzioni culturali per nuovi servizi e una nuova fruizione del patrimonio librario e documentario<\/li>\n<\/ol>\n<p>P. Proposte per il governo e la partecipazione &#8211; Migliorare l&#8217;efficacia della Pubblica Amministrazione<\/p>\n<ol>\n<li>Sviluppare aree sperimentali \u201cfull digital\u201d per il supportare interi processi di filiera con servizi digitali<\/li>\n<li>50 giovani di talento a disposizione della PA<\/li>\n<li>Sperimentare sanzioni se non vengono rispettati tempi di risposta certi da parte della PA<\/li>\n<li>Qualit\u00e0 normativa: proseguire nella revisione legislativa basata sui testi unici e sulla diminuzione e trasparenza delle regole<\/li>\n<li>Unificare i regolamenti degli Enti locali<\/li>\n<li>Ditecelo voi: aprire una consultazione di cittadini e aziende sul web per segnalare criticit\u00e0 e inefficienze della PA<\/li>\n<\/ol>\n<p>Q. Proposte per il governo e la partecipazione &#8211; Favorire una migliore qualit\u00e0 della Democrazia e la partecipazione<\/p>\n<ol>\n<li>Partecipazione per governare: un progetto, un eletto che attua, molti che partecipano e verificano attraverso i nuovi strumenti della partecipazione<\/li>\n<li>Diritti e doveri uguali per tutti: un voto agli stranieri residenti<\/li>\n<li>Assumere la sicurezza come un obiettivo della progettazione urbana, coinvolgendo in un progetto pluridisciplinare gli attori delle politiche per la sicurezza, i residenti e gli utilizzatori degli spazi delle citt\u00e0.<\/li>\n<li>Evitare modelli di sviluppo urbano basati sulla creazione di zone pi\u00f9 sicure e protette rispetto al mondo esterno, perch\u00e9 generano esclusione. Pensare allo sviluppo urbano come ad una maglia continua con un chiaro disegno degli spazi pubblici.<\/li>\n<li>Fornire alloggi diversificati nello stesso quartiere; attrarre persone di diversi gruppi, garantendo un mix socio-economico necessario ad evitare la creazione di aree socialmente segregate.<\/li>\n<li>Rafforzare il senso di identificazione e appartenenza dei cittadini al proprio luogo di nascita o di residenza, con progetti di valorizzazione delle tradizioni e della storia locale che coinvolgano anche i cittadini stranieri.<\/li>\n<li>Vedere la citt\u00e0 con gli occhi dei pi\u00f9 deboli: illuminare,accessi ai parcheggi e alle fermate degli autobus dotate di sistemi di allarme immediato, creare percorsi protetti nelle zone a rischio (stazioni, ospedali, periferie); privilegiare le indicazioni e l\u2019orientamento dei pedoni anche con elementi visivi che rendano pi\u00f9 leggibili i percorsi urbani pi\u00f9 a rischio; aumentare i percorsi ciclabili e le strade a percorrenza mista (auto, biciclette e pedoni) che presentano maggiore densit\u00e0 di utilizzo e quindi maggior controllo.<\/li>\n<li>Prevenire e risarcire le vittime: numeri verdi antitruffa, assicurazione per gli anziani vittime di furti in casa, contributi per l\u2019installazione di sistemi di allarme.<\/li>\n<li>Conoscere il territorio, partecipare alla sua sicurezza: forum permanenti di quartiere che monitorano l\u2019emergere di situazioni a rischio, la necessit\u00e0 di riqualificazione di spazi a verde, l\u2019accessibilit\u00e0 dei luoghi di incontro, la cura dei giochi per i bambini, l\u2019illuminazione, punto di ascolto per gli anziani.<\/li>\n<li>I giovani, sicuri nelle scuole e guardiani del proprio territorio: educazione alla legalit\u00e0 e al volontariato sociale, sanzioni pi\u00f9 ferme per gli episodi di \u201cbullismo\u201d che coinvolgano non solo il singolo, ma la famiglia e il gruppo di \u201cpari\u201d al quale appartiene; uno spazio under 30 in ogni comune collocato nel cuore delle citt\u00e0, luoghi dello sport e della creativit\u00e0 anche in periferia, favorendo un controllo spontaneo di aree a bassa fruizione.<\/li>\n<li>Una convenzione per la sicurezza: tavolo permanente tra enti locali, forze dell\u2019ordine, polizia municipale, corpi di vigilanza privati, soggetti che operano nella prevenzione sociale, che allochi in modo efficiente risorse umane ed economiche.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una \u201cmodernizzazione pensata\u201d della Toscana La grande crisi che si \u00e8 presentata in modo cos\u00ec drammatico conferisce un contesto particolare alla risposta da dare, che si esplica in due fondamentali questioni. 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