{"id":564,"date":"2024-01-23T12:44:00","date_gmt":"2024-01-23T11:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=564"},"modified":"2025-08-05T12:53:59","modified_gmt":"2025-08-05T10:53:59","slug":"a-gigi-protettore-di-banditi-e-pastori-di-nicola-muscas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=564","title":{"rendered":"&#8220;A Gigi, protettore di banditi e pastori&#8221; di Nicola Muscas"},"content":{"rendered":"\n<p>Con Gigi Riva se ne va l\u2019ultimo dei ribelli, un irregolare per sottrazione, uno che non ostenta e non millanta, uno che quando ha potuto ha sempre tolto: retorica epica poesia. \u00abMa no, niente: ho visto il pallone arrivare, l\u2019ho colpito, mi \u00e8 andata bene\u00bb. Selvaggio e sentimentale, lascia potenza e bellezza. E una rabbia, mio Dio, \u00abuna rabbia che \u00e8 la rabbia che fanno gli amici\u00bb, come diceva di lui Pierpaolo Pasolini. \u00abParlo della rabbia dovuta alla sua rinuncia, alla sua fuga, alla sua assenza\u00bb. Ma non furono n\u00e9 rinuncia n\u00e9 fuga, furono scelta e ostinazione. Gigi Riva pi\u00f9 sardo dei sardi, Gigi Riva e il gran rifiuto a Gianni Agnelli, Gigi Riva e quello scudetto vinto \u00abper noi, banditi e pastori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo Cagliari era una rivoluzione sghemba, un galeone pirata in mare aperto costruito da un bucaniere come Andrea Arrica, che Riva lo ha soffiato al Bologna grazie a un blitz corsaro; e guidato da Manlio Scopigno, \u00abun professore quarantacinquenne che per caso insegna calcio anzich\u00e9 Hegel\u00bb, come scrisse il suo amico e tifoso Luciano Bianciardi. \u00abEra un\u2019ira di Dio\u00bb, ha detto a caldo Dino Zoff durante la lunga bellissima diretta che Videolina ha dedicato alla morte di Riva.<br><br>Sono voluti intervenire in tanti: Capello, Boninsegna, Tardelli, Sacchi. Racconta Gigi Piras, bomber anni \u201980 di un Cagliari spesso con l\u2019acqua alla gola: \u00abQuando noi ragazzi siamo arrivati in prima squadra ci fermavamo con lui a calciare in porta, a fine allenamento. Sembrava un sogno ma se provavamo i tiri a giro Riva se ne andava negli spogliatoi. Ci diceva: \u201cChiamatemi quando avete finito di fare le seghe al pallone\u201d\u00bb. Per Riva tutto doveva essere forte, tutto a cento all\u2019ora, meglio se a duecento. Era capace di alzarsi da tavola e lasciarli tutti l\u00ec, al Corallo, per andare lungo costa sull\u2019Alfa 1600, a disegnare le curve della litoranea per Villasimius. \u00abQualche volta ci ha fermato la polizia\u00bb, ha detto Boninsegna, \u00abma gli hanno chiesto l\u2019autografo\u00bb. <br><br>In molti hanno pensato che sarebbe morto giovane. Di suo non teneva nulla, conservava tutto la Fausta, amata sorella, giornali ritagli premi ricordi. Riva aveva in garage soltanto due scatoloni: uno per Lorenzo Bandini, il pilota morto tra fiamme e lamiere a Montecarlo, l\u2019altro per Luigi Tenco. Anche il suo sembrava un destino segnato da eroe tragico. E invece ha vissuto. Ci ha mostrato come da eroe si diventa mito: scomparendo, in un mondo in cui ci si scanna per apparire, in assenza, stavolta s\u00ec, come Mina come i grandi. Parlando poco quasi niente, per lo pi\u00f9 camminando, sinch\u00e9 ha potuto, nel centro di Cagliari, con quel suo passo lungo ampio deciso, la sigaretta in bocca sempre, un sorriso e un saluto a chi lo chiedeva. Per anni lo abbiamo visto passare stretto nel cappotto, bello come un divo. Hud, lo chiamavano i compagni, come Paul Newman in Hud il selvaggio. <br><br>Per l\u2019Italia \u00e8 stato l\u2019Angelo Azzurro, il pi\u00f9 grande bomber della storia della Nazionale, 35 gol in 42 partite, roba da pazzi. Un europeo in bacheca, una finale mondiale persa contro un Brasile ingiocabile, pochi giorni dopo la partita del secolo con la Germania, e due gambe rotte perch\u00e9 la gamba non si toglie mai, va bene?<br><br>Per i sardi \u00e8 stato padre figlio fratello, amico fragile. Arrivano sui nostri telefoni messaggi di cordoglio come fosse morto uno di casa. E in effetti ho sempre confuso l\u2019anno di nascita di Riva con quello di mio padre, che invece era tre anni pi\u00f9 giovane. Riva e pap\u00e0, li avevo come sovrapposti e oggi mi arrivano gli stessi messaggi di quando \u00e8 morto lui. Forza, mi scrivono, oppure mi dispiace, coraggio. E io per\u00f2 stavolta ricambio: grazie, rispondo, stringiamoci tutti, non disuniamoci. <br><br>Gigi si \u00e8 mostrato l\u2019ultima volta l\u2019anno scorso per la proiezione del film che gli ha dedicato Riccardo Milani (\u00abMa dura ancora molto \u2018sto film?\u00bb), e si \u00e8 mostrato fragile, lui che \u00e8 stato un\u2019ira di Dio. Ha parlato di depressione, la sua, che lo ha accompagnato tutta la vita, vita da orfano, un padre trapassato da una scheggia di ferro in fonderia, una madre morta prima che Riva diventasse Riva. L\u2019infanzia il collegio gli incubi le fughe. Un buco nell\u2019anima e il rifugio in una Sardegna rinnegata. Non ci voleva venire, non ci voleva restare, non se n\u2019\u00e8 andato pi\u00f9. Erano gli anni \u201960, il presidente della Regione si chiamava Paolo Dettori e cos\u00ec parlava di quella che per tutta Italia era la \u201cquestione Sardegna\u201d: \u00abNei primi otto mesi del 1966 si sono avuti in Sardegna 17 omicidi a fronte dei 29 commessi in tutto il 1965, dei 23 del 1964 e dei 42 del 1963. Sempre in questi otto mesi, si sono avuti 8 sequestri di persona, a fronte dei 6 del 1965 e dei 4 del 1964\u00bb. Non era la Sardegna delle vacanze. Riva non ci ha scelto a luglio e agosto. Ci ha scelto e basta, mentre il governo mandava sull\u2019isola i Baschi Blu, un migliaio di uomini scelti tra i reparti speciali di polizia e carabinieri. <br><br>Riva ci ha scelto e ci ha difeso e ha fatto di noi i pi\u00f9 forti di tutti, almeno per una sola schifosa maledettissima volta. \u00c8 stato di parola, spesso contro i suoi stessi interessi, come certi selvaggi come certi ribelli, come i pazzi. \u00abSe non avessi fatto il calciatore? Avrei fatto il contrabbandiere\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code><\/code><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Gigi Riva se ne va l\u2019ultimo dei ribelli, un irregolare per sottrazione, uno che non ostenta e non millanta, uno che quando ha potuto ha sempre tolto: retorica epica poesia. \u00abMa no, niente: ho visto il pallone arrivare, l\u2019ho colpito, mi \u00e8 andata bene\u00bb. Selvaggio e sentimentale, lascia potenza e bellezza. 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