{"id":708,"date":"1997-01-13T13:05:00","date_gmt":"1997-01-13T12:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=708"},"modified":"2025-08-08T15:52:28","modified_gmt":"2025-08-08T13:52:28","slug":"servizi-pubblici-locali-e-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=708","title":{"rendered":"Servizi pubblici locali e sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>Le nostre sono aree di pmi, aree di distretti industriali, aree sostanziali per lo sviluppo della Toscana dove tutto questo si accompagna con adeguati servizi sociali ed una organizzazione avanzata, perch\u00e9 efficiente e di lunga tradizione, dei servizi ai cittadini.<br \/>Adesso per\u00f2 credo siamo ad un passaggio che rischia, se non adeguiamo le nostre azione alla sfida, di mettere in crisi la proposta forte nostra che \u00e8 stata prodotto\/citt\u00e0\/cultura sociale.<br \/>Queste, infatti, sono aree forti ma lo sono forti in s\u00e9, presa ognuna per conto proprio. Ma questo non basta perch\u00e9 da sole non fanno una massa critica sufficiente per affrontare una nuova situazione che cambia.<br \/>Cosa cambia:<br \/>&#8211; Mondializzazione dei mercati<br \/>&#8211; Europa: economia e normativa<br \/>&#8211; Ambiti Territoriali Ottimali e nuove industrie dei servizi<br \/>&#8211; Privatizzazioni : Enel, Snam, Trasporti, etc.<br \/>&#8211; Coinvolgimento del privato nella gestione dei servizi e nella progettazione territoriale<\/p>\n<p>Verso la Mondializzazione dei mercato e l&#8217;Europa Economica occorre che questa presenza esclusiva di pmi si ponga una ambizione forte che \u00e8 quella di ridisegnare lo sviluppo socio-economico della Toscana avendo tre obiettivi :<br \/>&#8211; La Frontiera Europa &#8211; adeguarsi culturalmente e strutturalmente perch\u00e9 l&#8217;interlocutore dei Sindaci sul tema dello Sviluppo sia Bruxelles e non Roma o addirittura Firenze;<br \/>&#8211; Partenariato al Centro (con i Patti Territoriali); Partenariato territoriale (questo di oggi) e Partenariato Settoriale (ad esempio ATCE)<br \/>&#8211; Fare Sistema : Prodotto\/ le citt\u00e0 \/ cultura sociale , sapere ricerca.<\/p>\n<p>Se l&#8217;obiettivo di fondo della UE \u00e8 il favorire (dopo il &#8217;99) le azioni tra partner diversi noi dobbiamo fare il partenariato territoriale, facendo sistema in modo pi\u00f9 ampio ( i prodotti\/ le citt\u00e0 \/ la cultura sociale, il sapere) andando ad un patto territoriale tra i sistemi economici locali, prima di tutti i distretti industriali, di pmi spinto dalle aree pi\u00f9 dinamiche come le nostre.<\/p>\n<p>Per quello che riguarda i nuovi Ambiti Ottimali e nuove industrie di servizi, occorre attenzione perch\u00e9 la nuova legislazione comporta 3 rischi:<br \/>&#8211; che i gestori siano sani e quindi fatti di aziende efficienti<br \/>&#8211; che l&#8217;adeguamento delle dimensioni non comporti una prevalenza della politica su chi conduce le aziende<br \/>&#8211; di danni economici derivanti dalla impossibilit\u00e0 di forme di compensazione tra servizi<\/p>\n<p>Per la normativa europea il primo elemento da considerare \u00e8 l&#8217;inevitabile processo di costruzione di forme di concorrenza in tutti i servizi considerati sino ad oggi in monopolio. L&#8217;attenzione attuale \u00e8 soprattutto per Enel, Telecom e trasporti (FF.SS. e Alitalia), ma ben presto il problema verr\u00e0 posto per tutta la distribuzione di energia, per l&#8217;acqua ed i servizi relativi alla raccolta e smaltimento rifiuti. I meccanismi per l&#8217;introduzione di un mercato quanto meno simulato sono gi\u00e0 presenti in molti paesi europei, in particolare le autorit\u00e0 di controllo della gestione che fissano alle aziende gestrici tariffe e relativi standard di servizio.<br \/>Non possiamo nasconderci che le nostre aziende per lo stesso fatto di essersi sviluppate in regime di assoluta mancanza di concorrenza, scontano inevitabili livelli di inefficienza, questo nonostante i correttivi e le attenzioni che comunque abbiamo avuto. Sarebbe fondamentale cogliere le attuali possibilit\u00e0 di espansione in nuovi territori e servizi per recuperare maggiori livelli di efficienza senza particolari traumi nell&#8217;organizzazione interna e in una situazione di crescita occupazionale.<\/p>\n<p>Nella nuova situazione non saranno possibili forme di compensazione fra i servizi. La nascita di un mercato nel settore dell&#8217;energia e l&#8217;attivazione della gi\u00e0 costituita autorit\u00e0 non permetter\u00e0 pi\u00f9 extraprofitti sulla distribuzione del metano. Tali guadagni sono sino ad oggi serviti a coprire i costi di altri servizi regolati da tariffe politiche o addirittura ancora da tributi scissi dai costi effettivi del servizio. Questa situazione \u00e8 tipica dei servizi idrici: acquedotto, fognature e depurazione. Abbiamo ancora un periodo di transizione che deve essere giocato per adeguare le tariffe e per costruire eventuali ammortizzatori sociali per le fasce pi\u00f9 deboli.<br \/>Nel contempo si aprono anche affascinanti prospettive soprattutto nel campo della distribuzione dell&#8217;energia dove lo &#8216;spezzatino&#8217; dell&#8217;Enel, se attuato, permetterebbe ad aziende tipo la nostra di entrare nella distribuzione di comparto e nella piccola produzione di energia realizzando interessanti sinergie fra i servizi gestiti dalle nostre aziende (esempio la cogenerazione da metano o da rifiuti).<br \/>Anche la nuova regolamentazione in studio a Brussels per l&#8217;utilizzazione della rete di grande adduzione del metano impone dimensioni imprenditoriali diverse dalle attuali. Tale regolamentazione tende ad attuare il &#8220;common carry&#8221; allo scopo di permettere alle singole aziende o a soggetti economici diversi, in Italia ad esempio dalla Snam, di contrattare direttamente con i paesi produttori.<br \/>L&#8217;abbassamento per quanto ci compete del costo dell&#8217;energia permetter\u00e0 uno scarto in avanti dei rapporti con le forze economiche locali che devono vedere le nostre aziende come partner naturali per la risoluzione dei loro problemi non solo nel campo dell&#8217;approvvigionamento energetico, ma anche in quello idrico, depurativo di smaltimento dei liquami, dei tossici e nocivi ecc. Servizi che ad oggi nessuna delle nostre aziende \u00e8 in grado di effettuare e che creano non pochi problemi soprattutto alle piccole e medie imprese.<br \/>Un altro grande punto di inadeguatezza del sistema complessivamente messo in piedi da Enti locali e aziende \u00e8 la qualit\u00e0 dei servizi resi.<br \/>Nel settore delle acque il livello raggiunto non pu\u00f2 lasciare soddisfatti, ricorrenti sono le crisi idriche, inefficiente il sistema fognario e basso il livello depurativa. A fronte di questa situazione abbiamo una normativa nazionale e regionale che ci impone di crescere in dimensione sino a poter gestire interi ambiti per l&#8217;intero ciclo. L&#8217;attuale dimensioni aziendali non permettono a nessuna delle aziende Toscane di candidarsi a divenire il primo nucleo di una seria industria dell&#8217;acqua in grado di investire nel breve con rientro nel medio lungo periodo, scaglionando gli aumenti tariffari. Dobbiamo essere in grado di finanziare e realizzare la rete duale per le zone industriali, adeguare gli acquedotti rurali per lo sviluppo turistico, dotarsi di un sistema fognario depurativo decente, proporsi come partner attendibile per la depurazione industriale. Nel campo dei servizi di igiene urbana, abbiamo scarsa credibilit\u00e0 per l&#8217;attivazione dei nuovi processi di smaltimento necessariamente basati sulla termodistruzione, poich\u00e9 nessuna delle nostre aziende pu\u00f2 presentarsi con centri propri di ricerca magari legati al mondo universitario e con un livello del dibattito che vada oltre al presentare le grandi realizzazione del nord Europa. Cos\u00ec come non siamo sufficientemente in grado di supportare le scelte regionali con chiare strategie aziendali, dove altre all&#8217;impostazione di principio siano evidenziati tempi e costi delle varie opzioni.<\/p>\n<p>La fusione delle nostre aziende in una nuova entit\u00e0 economica a sua volta suddivisa in bracci operativi per i vari settori, permetterebbe di raggiungere dimensioni assolutamente in grado di porla al di sopra di tutte le esperienze regionali e, per molti versi, nazionali.<br \/>Riportiamo l&#8217;ordine di grandezza dei principali indicatori economici:<br \/>&#8211; popolazione servita &#8211; un milione<br \/>&#8211; dipendenti &#8211; 1.000<br \/>&#8211; fatturato &#8211; 500 miliardi<br \/>&#8211; acqua venduta &#8211; 50 mln mc\/anno<br \/>&#8211; gas venduto &#8211; 500 mln mc \/anno<br \/>&#8211; rifiuti raccolti &#8211; 1.000 tonnellate \/ giorno<br \/>&#8211; rifiuti smaltiti &#8211; 800 tonnellate \/ giorno<\/p>\n<p>Il primo obbiettivo di questa nuova entit\u00e0 economica dovrebbe essere quello di proporsi a Firenze per i servizi idrici e distribuzione del gas proponendo l&#8217;entrata del capoluogo in una entit\u00e0 economica assolutamente in grado di reggere il suo eventuale ingresso, con questo naturalmente candidata a divenire il soggetto gestore unico del medio Valdarno con l&#8217;entrata degli altri comuni restanti. Apparir\u00e0 piuttosto evidente che anche per il basso Valdarno: o assisteremo ad un processo di aggregazione intorno al nucleo Pisa, Livorno e costa (area vasta), oppure si aprir\u00e0 un processo di ulteriore ingresso della restante parte dell&#8217;ambito ottimale per dar vita al soggetto gestore unico.<br \/>L&#8217; operazione dovr\u00e0 essere presentata come una seria proposta anche imprenditoriale proveniente da aree caratterizzate da ben cinque importanti distretti industriali, al fine di costruire un entit\u00e0 economica mista pubblico privato per rispondere alle esigenze delle piccole e medie imprese concernenti le gi\u00e0 citate esigenze energetiche, di approvvigionamento idrico, depurative di collocazione dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, ma anche di costruzione di reti telematiche locali.<br \/>Le capacit\u00e0 di investimento sul territorio saranno notevoli. Attualmente Publiser investe al limite delle sue possibilit\u00e0 sull&#8217;ordine dei 15 miliardi l&#8217;anno dello stesso ordine di grandezza sono gli investimenti del Consiag. La costruzione della nuova entit\u00e0 economica unitamente alle nuove forme di finanziamento a minor costo (emissioni di obbligazioni, azionariato diffuso ecc.) permetteranno un notevole impulso agli investimenti.<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nostre sono aree di pmi, aree di distretti industriali, aree sostanziali per lo sviluppo della Toscana dove tutto questo si accompagna con adeguati servizi sociali ed una organizzazione avanzata, perch\u00e9 efficiente e di lunga tradizione, dei servizi ai cittadini.Adesso per\u00f2 credo siamo ad un passaggio che rischia, se non adeguiamo le nostre azione alla 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