{"id":723,"date":"1997-01-19T16:06:00","date_gmt":"1997-01-19T15:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=723"},"modified":"2025-08-08T16:18:39","modified_gmt":"2025-08-08T14:18:39","slug":"1997-01-19-conclusioni-al-convegno-sul-volontariato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=723","title":{"rendered":"Conclusioni al convegno sul Volontariato empolese"},"content":{"rendered":"<p>Credo che il Convegno abbia gi\u00e0 fatto quello che doveva e quello che c&#8217;\u00e8 da fare senz&#8217;altro non lo si pu\u00f2 fare attraverso delle conclusioni, seppure del Sindaco. Prima di tutto vorrei ringraziare gli Assessori regionali che sono intervenuti a questo Convegno non tanto per passerella, specialmente l&#8217;intervento di Benesperi; su quello di Don Stinghi non dico niente perch\u00e9 i suoi interventi mi sembra siano stati riconosciuti da tutti come approfonditi e seri. Principalmente vorrei ringraziare le Associazioni anche perch\u00e9 io credo che oggi, sebbene poi quando ci si trova a vivere le cose questo non sembra mai e non riserviamo la giusta importanza. Oggi credo si sia fatto un passaggio importante, che pu\u00f2 lasciare un segno.<\/p>\n<p>Ha gi\u00e0 lasciato un segno. Per la prima volta ci siamo messi in grado di discutere. Ma guardate bene, non oggi, perch\u00e9 se si fosse fatto un Convegno chiamando scienziati di fama europea a parlarci del Volontariato, poteva anche essere una cosa artificiosa. Invece in questi mesi le associazioni si sono viste, hanno ragionato di queste cose, ci hanno discusso, ci hanno pensato; siamo arrivati a questo Convegno che poi \u00e8 stato un momento, pratico, di costruzione effettiva di un passaggio. E quindi io credo che il risultato rimarr\u00e0 perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 stato tutto ci\u00f2. Non \u00e8 stata la giornata di oggi. E&#8217; stato il lavoro preparatorio. E&#8217; stato il fatto che prima di tutto al Convegno sono intervenute persone che hanno relazionato su un lavoro fatto in questi ultimi mesi. E quindi non \u00e8 una cosa artificiosa ed autocostruita, una giornata che passa e va, ma \u00e8 una cosa che \u00e8 entrata nel merito e che quindi pu\u00f2 essere usata senz&#8217;altro in maniera positiva per costruire ancora qualcosa di pi\u00f9 avanzato.<br \/>\nCome mai abbiamo fatto questo Convegno?<br \/>\nE&#8217; stata solo una sollecitazione che \u00e8 venuta per la sensibilit\u00e0 di qualcuno o c&#8217;\u00e8 qualcos&#8217;altro? Non \u00e8 un caso che la societ\u00e0 empolese in questo passaggio si ponga alcune riflessioni, alcuni interrogativi su quello che \u00e8 oggi il mondo del volontariato.<br \/>\nE&#8217; un momento ricercato perch\u00e9 bene o male era opportuno, incontrarsi, vedersi, fare un convegno sulle associazioni del Volontariato o forse questa era una sensazione che per lo meno da parte del Sindaco vi era la necessit\u00e0 di cominciare ragionare anche di qualcosa di pi\u00f9 grosso.<br \/>\nNon lo so se sia venuto fuori oggi. In parte s\u00ec. Forse non era neanche giusto venisse fuori oggi, per\u00f2 io credo che qualcosa di pi\u00f9 grosso in realt\u00e0 ci sia.<br \/>\nE qualcosa di pi\u00f9 grosso io credo che si possa riassumere cos\u00ec. Cio\u00e8, oggi, tutto il mondo del volontariato che ha vissuto per anni, perch\u00e9 ha vinto delle sfide in alcune parti della societ\u00e0 civile, di pi\u00f9 in alcune parti meno; in alcune citt\u00e0 di pi\u00f9 e in alcune citt\u00e0 meno, si trova forte nella realt\u00e0 empolese, organizzato, strutturato, ma si sente ancora una ricchezza, un qualcosa in pi\u00f9 che rispetto alla societ\u00e0, alla politica, alla vita di tutti i giorni. Si mette a disposizione della societ\u00e0 ma che proprio per essere un qualcosa in pi\u00f9 quasi quasi se ne potrebbe fare anche a meno.<br \/>\nIntanto gi\u00e0 da anni io credo che per alcune fasce di Volontariato non si possa dire che se ne pu\u00f2 fare a meno. Per\u00f2 ancora c&#8217;\u00e8 questa cultura nella societ\u00e0, forse anche nelle Associazioni di Volontariato stesso; tanto pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 nell&#8217;Ente pubblico. Ma la domanda da farsi, secondo me, non \u00e8 tanto quello che \u00e8 ora e quello che \u00e8 stato, ma quello che potr\u00e0 essere. Cio\u00e8 io credo che bisogna cominciare a interrogarsi seriamente sul fatto che questa risorsa, ma con questa semplifico, perch\u00e9 poi non \u00e8 solo il Volontariato, ha delle serie probabilit\u00e0 di diventare la risorsa essenziale, non pi\u00f9 una ricchezza in pi\u00f9, ma da diventare una risorsa essenziale, e strategica, per la nostra societ\u00e0.<br \/>\nScusatemi se faccio alcune riflessioni di questo tipo, ma io penso ne vada la pena.<br \/>\nIo credo che lo sviluppo, in generale a livello internazionale stia entrando in conflitto con quella che \u00e8 la societ\u00e0; si sta entrando in conflitto quotidianamente perch\u00e9 la crescita economica non riesce ad alimentare, non riesce ad incrementare, come faceva una volta, ma divora quasi, la socialit\u00e0, la coesione, la socializzazione. Non assorbe, come \u00e8 stata in grado da fare, ma produce e in maniera molto allargata, fenomeni di marginalit\u00e0, fenomeni di esclusione, fenomeni di disgregazione. E il pubblico, che per anni \u00e8 stato in questo quadro un attenuatore di queste cose oggi sembra pi\u00f9, gli stati sembrano pi\u00f9 orientati ad investire le proprie risorse per partecipare a questa sfida, che \u00e8 la sfida della globalizzazione che non ad attenuare questi effetti che si stanno producendo nella stessa societ\u00e0.<br \/>\nQuesta specie di &#8220;patto sociale&#8221;, di ordine sociale, che \u00e8 stato anche un po&#8217; alla base degli ultimi decenni si sta in qualche maniera destrutturalizzando. Vi \u00e8 un nuovo ciclo produttivo nel quale prende predominanza il mercato, il cliente, la globalizzazione non solo del mercato, ma anche del mercato del lavoro. All&#8217;interno di questo ciclo produttivo si registra un mondo del lavoro per cos\u00ec dire, sporco, che tende ad avere dei processi lavorativi eterogenei, dispersi sul territorio, non formalizzati, quindi l&#8217;artigiano che divenga parte per\u00f2 di un processo produttivo di un&#8217;impresa pi\u00f9 grande, anzi grandissima, anzi a livello internazionale, anzi impresa del mercato globale. Figure che non sono pi\u00f9 uniformate nel mondo del lavoro a quelle classiche. Gente che comincia a lavorare da casa. Uffici che non stanno pi\u00f9 nelle fabbriche. Il tutto finalizzato per\u00f2 ad un processo che \u00e8 quello di globalizzazione che poi ha un fine ultimo che \u00e8 quello che tutti si partecipa positivamente affinch\u00e9 questo mercato giri affinch\u00e9 questa macchina funzioni.<br \/>\nEcco io credo che, allora, in questa ottica, dove il problema degli stati pu\u00f2 essere pu\u00f2 quello di diventare competitivi rispetto ad altri. Noi oggi abbiamo gi\u00e0 un problema di entrare, giustamente, in Europa. Per entrare in Europa dobbiamo fare sacrifici, investire risorse. Abbiamo questo tipo di problemi, come Paese.<br \/>\nIn questa ottica in cui gli stati sono pi\u00f9 portati a partecipare a questa, come dire: competizione globale, accanto alle imprese multinazionali che hanno al loro interno, vi \u00e8 forse meno spazio per avere risorse a disposizione per attenuare i danni sociali che poi vanno avanti, le marginalit\u00e0 di cui parlavo all&#8217;inizio.<br \/>\nEcco che allora si innesta un nuovo processo, che non \u00e8 pi\u00f9 quello di competere, fra pubblico, privato, volontariato; di avere delle competizioni asfittiche. Un nuovo processo che, secondo me lascia povero, lascia destrutturato quello che \u00e8 il territorio, cio\u00e8 la necessit\u00e0 di avere bisogno indispensabile di un nuovo patto sociale, su quello che \u00e8 il territorio. E sul territorio vi \u00e8 l&#8217;istituzione pubblica, vi \u00e8 l&#8217;ente locale, vi sono i comuni, ma vi sono anche le Associazioni di Volontariato; vi \u00e8 anche tutto un terzo settore che deve crescere e deve svilupparsi.<br \/>\nCio\u00e8, tutta questa nuova organizzazione produrr\u00e0 conseguenze che se il territorio non avr\u00e0 la capacit\u00e0 di dare risposte proprie, mettendo a disposizione le risorse che ha, e quindi il pubblico, e quindi il volontariato, e quindi il terzo settore, poi porta dei danni sociali profondi, perch\u00e9 non saremo in grado di dare risposte altrimenti.<br \/>\nNon o se sono stato chiaro per i pochi minuti che possono avere avuto a disposizione per questa cosa. Mi pare per\u00f2 che su questo ci sia bisogno di ripartire con una riflessione, che poi \u00e8 la riflessione di fondo di cui facevo riferimento all&#8217;inizio e cio\u00e8 che se questo \u00e8 vero, se questa analisi da approfondire fosse giusta, allora il volontariato diventa risorsa essenziale. Perch\u00e9? Perch\u00e9 il fenomeno della globalizzazione dei mercati, il fenomeno della nuova tipologia del lavoro porta con s\u00e9 anche conseguenze di necessit\u00e0 e indispensabilit\u00e0 della flessibilit\u00e0 da parte dell&#8217;impresa.<br \/>\nQuesto porta con se quindi delle conseguenze che per essere flessibile l&#8217;impresa ha bisogno di manodopera, di cervelli, di strutture interne che pensino per l&#8217;impresa. Non il contrasto che c&#8217;era una volta laddove il mercato era vasto e si doveva produrre tanti pezzi perch\u00e9 comunque si riusciva a venderli e il problema era quindi fare tanti pezzi standardizzati perch\u00e9 poi a venderli non era un dramma perch\u00e9 il mercato li richiedeva, oggi il mercato \u00e8 ristretto; occorre fare pochi pezzi ad un prezzo valido e riuscire per\u00f2 ad essere flessibili, ad accogliere esigenze sempre nuove.<br \/>\nQuesto comporta quindi che tutti si partecipi a questo procedimento; questo comporta che non vi sia contrasto sociale fra impresa e lavoratori. Questo comporta che, quel patto sociale di cui parlavo prima poi deve avere delle conseguenze sul territorio. Questo comporta, come sta comportando, che molti lavoratori devono uscire dalla produzione; aumentano i disoccupati, aumentano le fasce di incertezza sociale. Questo comporta che deve essere costruito, se si vuole avere un minimo di cuscinetto, un minimo di risposta a questa cosa, un settore nuovo nel quale queste persone debbano essere coinvolte, debbano essere utilizzate, debbano trovare &#8230;&#8230;<br \/>\nIo parlo di cose, per lo meno cerco di accennarle, che senz&#8217;altro non sono cose a noi vicine nel tempo; senz&#8217;altro sono cose che specialmente per una realt\u00e0 come la nostra, quella empolese, in cui \u00e8 ancora forte l&#8217;impresa artigiana, la piccola impresa, in cui il modello economico \u00e8 ancora molto lontano, per\u00f2 io credo che questa lettura di fondo bisogna cominciare ad averla, perch\u00e9 \u00e8 solo se si inizia ad averla, che ci si sente veramente responsabili di quello che si sta facendo. Cio\u00e8 oggi diventa veramente responsabile ragionare in questi termini, di come si strutturer\u00e0 questo settore.<br \/>\nE allora se vogliamo che questo nuovo terzo settore, come lo chiamano, non &#8220;profit&#8221;, ecc., che \u00e8 un po&#8217; di moda nei passaggi, sia politici che giornalistici, cresca, si sviluppi, nasca nella maniera opportuna, noi dobbiamo vincere un&#8217;altra sfida che \u00e8 quella di farlo nascere in un ambiente, in un contenitore adeguato in cui vi sia un&#8217;impronta culturale dichiaratamente e marcatamente impostata sul sociale. E questa impronta culturale, dichiaratamente e marcatamente impostata sul sociale si pu\u00f2 avere solo se a queste cose, fin dall&#8217;inizio ci lavorano: il territorio, le istituzioni sul territorio, l&#8217;associazionismo, il volontariato sul territorio. Perch\u00e9 questa \u00e8 la parte sana che pu\u00f2 pensare culturalmente alla sfera del sociale pi\u00f9 che a quella delle merci e degli interessi economici.<br \/>\nE allora questa \u00e8 una grossa sfida che noi senz&#8217;altro non avremo da combattere domani o luned\u00ec, avremo da combattere fra qualche anno, ma \u00e8 una grossa sfida che, un&#8217;area come questa in cui il Volontariato \u00e8 forte, in cui le Istituzioni sono vicine al volontariato, in cui per anni si \u00e8 lavorato e si lavora insieme, bisogna che si ponga gi\u00e0 da ora l&#8217;obiettivo di giocare questa battaglia e di vincerla.<br \/>\nQuesto patto sociale nuovo, tra territorio e societ\u00e0 civile rientrare, ritornare a fare politica; quello che diceva Rossi, in maniera concreta, ritornare a fare societ\u00e0 civile, \u00e8 una cosa che in un&#8217;area come questa \u00e8 una sfida che deve essere giocata.<br \/>\nCose pi\u00f9 concrete. L&#8217;obiettivo di questo Convegno era anche quello, dichiarato fin dall&#8217;inizio, di ricercare un coordinamento.<br \/>\nMi pare che su questo gi\u00e0 nei pre-convegni si siano espresse favorevolmente tutte le Associazioni, anche chi \u00e8 intervenuto oggi si \u00e8 espresso favorevolmente. Io penso che di qui a breve si possa andare a costituire un comitato unitario di coordinamento, una consulta, comunque un organismo, verso il quale il Comune si impegna a fare la sua parte, fino anche se \u00e8 ritenuto giusto ed opportuno a farne il coordinamento, e forse sarebbe, da un punto di vista tecnico, la cosa migliore. Certamente il Volontariato deve rimanere una ricchezza autonoma verso la quale non si possono imporre delle scelte ma lo strumento tecnico il comune lo pu\u00f2 fare di essere da coordinamento. Credo che, al di l\u00e0 dei tanti discorsi che si possano fare bisogna mettere anche sul tappeto delle iniziative concrete. Noi stiamo per aprire, come comune, un ufficio di relazioni con il pubblico. Io penso che se il Volontariato lo vorr\u00e0, se il coordinamento che si costituir\u00e0 lo vorr\u00e0, questo Ufficio di Relazioni con il pubblico pu\u00f2 anche fornire tutte le informazioni ai cittadini su quella che \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 del Volontariato.<br \/>\nPu\u00f2 essere quel libretto parlato da alcune persone che stanno nell&#8217;Ufficio, alle quali i cittadini si possono rivolgere e possono avere le risposte che vengono anche da parte delle Associazioni del Volontariato.<br \/>\nAlla stessa maniera mi sento di essere d&#8217;accordo anche su questo bisogno che c&#8217;\u00e8 di comunicare, sia all&#8217;interno del nostro territorio che verso il resto del mondo e di mettere a disposizione &#8211; noi andremo presto a costituire una rete civica, spero di tutti i comuni dell&#8217;area, su Internet, chiaramente ormai siamo tutti l\u00ec; alla stessa maniera mi sento di mettere a disposizione questo strumento. Cos\u00ec come si pu\u00f2 valutare la possibilit\u00e0, presso l&#8217;Ufficio di Relazioni con il pubblico, di istituire un Ufficio di assistenza per chi ha esigenze, come ho sentito prima, di tipo burocratico, amministrativo, legale per il Volontariato.<br \/>\nNon \u00e8 un impegno grandissimo. Io credo non importi stare aperti tutti i giorni, 24 ore al giorno. Si tratta di avere per\u00f2 un primo riferimento perch\u00e9 buttarne uno qua e uno l\u00e0, io credo che il posto migliore sia averlo laddove si presuppone che i cittadini vadano per avere il maggior numero di informazioni.<br \/>\nQuesta \u00e8 una cosa concreta che si pu\u00f2 incominciare a mettere insieme.<br \/>\nIo credo poi che dobbiamo fare un altro sforzo tutti insieme. Il Volontariato opera su tante tematiche. Io insisto nel dire che bene o male la tematica principale \u00e8 quella legata nell&#8217;ambito del sociale, anche se poi ci sono tantissime associazioni che lavorano in ambiti diversi, ma quella prevalente \u00e8 quella in ambito sociale.<br \/>\nLo dico perch\u00e9 mi torna comodo per fare un altro tipo di ragionamento. Noi oggi siamo stati qui e abbiamo fatto il nostro primo Convegno del Volontariato di Empoli. Da un alto si deve essere soddisfatti, da un altro non troppo, nel senso che io credo che laddove il Volontariato voglia operare in maniera ottimale, cos\u00ec come laddove le Amministrazioni vogliono governare in maniera ottimale, bisogna incominciare a ragionare anche nel Volontariato per ambiti. Non basta essere coordinati a Empoli, ma se l&#8217;Associazione di Volontariato opera nella Sanit\u00e0 e nel sociale, il suo ambito di riferimento deve essere quello che \u00e8 l&#8217;ambito di riferimento della sanit\u00e0 e del sociale, cio\u00e8 deve essere l&#8217;ambito di riferimento dei comuni che stanno sulla nostra USL, perch\u00e9 cos\u00ec si integrano veramente le nostre forze.<br \/>\nNoi diciamo oggi: intanto accontentiamoci di realizzare un coordinamento del volontariato di Empoli, ma io credo che l&#8217;obiettivo di fondo di tutte le Associazioni del volontariato sia quello di cercare di lavorare e di pensare per ambiti. Quello dell&#8217;assistenza sociale e della sanit\u00e0 \u00e8 questo; ecco perch\u00e9 noi stiamo facendo una battagliai grossa; mi dispiace che l&#8217;assessore Benesperi non ci sia pi\u00f9, per dire che la revisione della legge 42, la legge sul sociale non deve essere fatta avendo di riferimento le Provincie, ma deve essere fatta avendo a riferimento l&#8217;ambito vero, ottimale, in cui il sociale opera, che \u00e8 quello del territorio in cui si trovano le USL, che per la nostra Toscana coincide quasi sempre con le Provincie, eccezion fatta che per la nostra USL.<br \/>\nAnche il Volontariato deve ritrovarsi a ragionare per ambiti di questo tipo. L&#8217;abbiamo visto ora che siamo a fare il DEO. Il DEO agisce sull&#8217;ambito della USL e quindi sono nati rapporti, anche l\u00ec, non diciamo di scontro, ma di conflittualit\u00e0 fra le associazioni che operano in comuni diversi. Poi siamo arrivati a definire la cosa. Arriveremo a delle forme di coordinamento pi\u00f9 incisive, ma io credo che uno sforzo debba essere fatto anche in questo senso.<br \/>\nL&#8217;ultima cosa su cui mi voglio soffermare \u00e8 sulla Formazione. Cio\u00e8 io ho la sensazione che si scopra un po&#8217; la formazione come l&#8217;elemento che pu\u00f2 risolvere tante cose, e siccome in questo settore si scopre in ritardo, non perch\u00e9 l&#8217;ha scoperta in ritardo il settore, ma perch\u00e9 il pubblico non ha fatto il ragionamento con il quale cercavo di iniziare confusamente io per cui si \u00e8 accorto in ritardo che il sociale pu\u00f2 stare benissimo insieme alla formazione professionale e alla formazione classica. Eccome se ci pu\u00f2 stare, perch\u00e9, oltre a produrre un beneficio sociale, \u00e8 un elemento che produce un miglioramento economico, della ricchezza del territorio.<br \/>\nMa proprio per questo io credo che sulla Formazione le Associazioni di volontariato, ritenendolo giustamente un elemento strategico per migliorarsi e per migliorare il territorio, devono tentare in tutti i modi di aiutare gli enti locali in quella che \u00e8 la battaglia che si sta conducendo, per avere nell&#8217;empolese Valdelsa una nostra agenzia di formazione, ed \u00e8 una battaglia che si sta conducendo nell&#8217;ambito del Distretto industriale, insieme all&#8217;associazione di categoria, insieme ai Consorzi. Ed \u00e8 una battaglia che ormai \u00e8 quasi vinta, ma che deve partire e io credo che se nell&#8217;empolese l&#8217;Agenzia di Formazione partisse proprio con questa caratteristica specifica, di essere molto legata a progetti non tanto sul volontariato e basta, ma su tutto ci\u00f2 che riguarda questo patto sociale di cui cercavo confusamente all&#8217;inizio di parlare, sarebbe fortemente caratterizzante all&#8217;interno della nostra Regione. E quindi anche su questo vediamo di concordarci perch\u00e9 pi\u00f9 messaggi arrivano e meglio poi si arriva ai risultati.<br \/>\nIo non voglio dire altro se non che, non dimentichiamoci, non facciamo festa oggi e poi ci si rivede fra sei mesi, un anno. Chi ha organizzato il Convegno io credo possa fare uno sforzo in pi\u00f9, questa volta proprio volontariamente e darei proprio mandato di ritrovasi entro un mese, per rimettere a posto le idee che ci siamo dette qui oggi, che tra l&#8217;altro io spero possano essere prodotte abbastanza velocemente sugli atti del Convegno e partire concretamente in alcune delle cose che si dicevano oggi e che mi pare ci invitava a fare prima anche giustamente don Stinghi, che anch&#8217;io ho cercato di invitare a fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo che il Convegno abbia gi\u00e0 fatto quello che doveva e quello che c&#8217;\u00e8 da fare senz&#8217;altro non lo si pu\u00f2 fare attraverso delle conclusioni, seppure del Sindaco. 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