{"id":753,"date":"1997-09-18T09:07:00","date_gmt":"1997-09-18T07:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=753"},"modified":"2025-08-11T10:28:50","modified_gmt":"2025-08-11T08:28:50","slug":"seminario-occupazione-e-lavoro-dei-comitati-di-area-dei-distretti-industriali-di-empoli-e-castelfiorentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=753","title":{"rendered":"Seminario Occupazione e lavoro dei Comitati di Area dei Distretti Industriali di Empoli e Castelfiorentino"},"content":{"rendered":"<p>Occasione odierna \u00e8 quella di fare un incontro, una sorta di seminario (organizzato dai Comitati di Area dei DDII di Empoli e Castelfiorentino) prima che una iniziativa pubblica.<br \/>\nQuesto seminario deve servirci come una delle prime iniziative per approfondire insieme<br \/>\ne tematiche connesse al lavoro e alla formazione allo scopo di inserirle in un piano locale di sviluppo, consentirci di dare le nostre indicazioni per PRS e far diventare il tutto &#8220;Azione concreta concertata &#8221; e &#8220;progetti reali&#8221;<br \/>\nNon sta a me entrare nel merito tecnico delle cose, altri lo faranno senz&#8217;altro meglio.<br \/>\nVoglio fare solo alcune considerazioni.<br \/>\nL&#8217;occupazione \u00e8 la priorit\u00e0 in tutti i Paesi e le politiche giuste ancora non sono state trovate da nessuno Stato della U.E.<br \/>\nSono state chiarite per\u00f2 due cose dalla UE: la crescita macroeconomica \u00e8 necessaria ma deve essere accompagnata da modifiche nel mercato del lavoro.<br \/>\nTutti gli attori devono essere coinvolti ed il livello locale \u00e8 quello che conta di pi\u00f9. La cooperazione a pi\u00f9 livelli deve portare al fatto che sociale ed economico sono la faccia della stessa medaglia per migliorare la crescita e l&#8217;occupazione.<br \/>\nIn questo senso appaiono determinanti e sufficientemente chiariti i seguenti fattori:<\/p>\n<ul>\n<li>Rapidit\u00e0 di cambiamenti: ora servono persone con alte capacit\u00e0 \u00f1 I sistemi formativi non hanno tempi adeguati a questi.<\/li>\n<li>Cambia la natura del lavoro: ridurre la scala, lavorare in rete, gruppi di imprese etc. \u00f1tempi pi\u00f9 flessibili e nuovi lavori portano a modificare il livello o le modalit\u00e0 di vita, l&#8217;utilizzo e la caratterizzazione del tempo libero. Le imprese si delocalizzano &#8220;pensano globale e agiscono locale&#8221;. Patti territoriali del lavoro (ne lanciano 18) che devono essere fatti in tutta l&#8217;UE<\/li>\n<li>Cambiamento demografico. Deve modificarsi casa, scuola, asili, trasporti etc. ed il contratto tra generazione del passato non regge pi\u00f9.<\/li>\n<li>Le donne: lavoro, famiglia e part time donne. E&#8217; tutelato il part time? E&#8217; possibile formare le donne che fanno part time<\/li>\n<li>Educazione permanente e formazione professionale. Ogni individuo avr\u00e0 2.3.4 carriere nella vita. Solo il 7% delle persone fa formazione e nella piccola impresa ancora meno perch\u00e9 ha meno margini. Newdeal (nuovo patto) tra governo e impresa, tra uomo e donna, perch\u00e9 se non si fa questo non si pu\u00f2 pretendere di non fare solo discorsi. Se due persone vanno in formazione ci vogliono altre 2 persone al loro posto: chi paga? Come avviene questo cambiamento culturale?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell&#8217;ambito delle soluzioni ai problemi posti da questi fattori e del tentativo di sfruttare le opportunit\u00e0 che di converso vengono da questi fattori medesimi, anche in virt\u00f9 di quanto dicevo all&#8217;inizio della necessit\u00e0 di sfruttare il coinvolgimento di tutti gli attori, ed in particolare di quelli locali, si pone &#8211; secondo me- il problema prioritario di vedere come agiamo noi attori locali e su quali priorit\u00e0.<br \/>\nIo credo che sostanzialmente possiamo agire nel tentare di favorire l&#8217;acquisizione da parte dei lavoratori dei loro tre diritti fondamentali: Informazione, Formazione e Mobilit\u00e0<br \/>\nIl giovane in cerca della prima occupazione, o il capofamiglia disoccupato da anni, oggi sono totalmente abbandonati a se stessi in un mercato del lavoro grande e complesso.<br \/>\nOccorrerebbero servizi efficienti, capaci di porli in condizione di perfezionare la propria offerta di lavoro in relazione alla domanda effettivamente esistente e di porli in contatto con tutte le imprese potenzialmente interessate alla loro prestazione.<br \/>\nQuesto servizio oggi non \u00e8 offerto dagli uffici di collocamento pubblici, capaci di porre in comunicazione tra loro soltanto una percentuale minima della domanda e dell&#8217;offerta di lavoro, e solo nei settori del lavoro meno qualificato.<br \/>\nQualcosa sta cambiando con la regionalizzazione del collocamento: io credo che non sia la soluzione migliore e definitiva, ma sar\u00e0 tanto pi\u00f9 valida nella misura in cui le Regioni sapranno far rientrare in questo sistema il sindacato, le organizzazioni degli imprenditori e gli Enti locali, in una parola &#8220;il territorio&#8221;.<br \/>\nNel frattempo si pu\u00f2 fare qualcosa se \u00e8 vero che in un paese industriale avanzato il mercato del lavoro \u00e8 una realt\u00e0 troppo complessa per poter essere costretta in un unico canale, attrezzata con un unico servizio di mediazione tra domanda e offerta, foss&#8217;anche il pi\u00f9 efficiente.<br \/>\nSi tratta di por mano alla creazione di una grande e articolata rete di servizi, caratterizzata al tempo stesso dalla cooperazione e dalla concorrenza tra iniziativa pubblica e privata, nella quale possano essere valorizzate tutte le energie e le risorse disponibili collegate con il servizio pubblico mediante una rete informatica e telematica.<br \/>\nNoi inizieremo gradualmente questo tipo di servizi, nei limiti oggi consentiti, utilizzando due strumenti fondamentali: gli uffici relazioni con il pubblico e la rete civica.<br \/>\nE&#8217; realistico, e al tempo stesso necessario, proporsi di ridurre l&#8217;importanza di questo ruolo, a vantaggio di una rete di servizi di incontro fra domanda e offerta facilmente accessibili per chiunque, innanzitutto perch\u00e9 questi possono contribuire in modo decisivo a fluidificare tale incontro e a rendere possibile una pi\u00f9 raffinata selezione reciproca tra datori e prestatori di lavoro; ma anche perch\u00e9 la libera e gratuita accessibilit\u00e0 di quei servizi da parte di tutti i lavoratori \u00e8 indispensabile per una equa redistribuzione delle occasioni di lavoro a vantaggio di quelli (e sono molti) ai quali non \u00e8 dato, o \u00e8 pi\u00f9 difficile che per altri, I&#8217;accesso ai canali informali e che non dispongono di reti parentali, o dispongono di reti poco estese. Per questo aspetto non \u00e8 forse esagerato considerare il centro per l&#8217;impiego come elemento essenziale del tessuto democratico, garanzia di uguaglianza effettiva tra i cittadini.<br \/>\nSe la nuova rete di servizi pubblici e privati fosse capace di canalizzare e quindi rendere immediatamente visibili anche soltanto un terzo del totale degli incontri fra domanda e offerta di lavoro, questo costituirebbe un risultato di enorme rilievo: vorrebbe dire, per esempio, che nella Universit\u00e0 sul territorio laddove si &#8220;fa&#8221; innovazione<br \/>\nCi vada chi &#8220;crea&#8221; innovazione Lavori Socialmente Utili<br \/>\nIntegra<br \/>\nNon profit<br \/>\nAmbiente e servizi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occasione odierna \u00e8 quella di fare un incontro, una sorta di seminario (organizzato dai Comitati di Area dei DDII di Empoli e Castelfiorentino) prima che una iniziativa pubblica. 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