{"id":772,"date":"1997-11-15T12:58:00","date_gmt":"1997-11-15T11:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=772"},"modified":"2025-08-11T13:03:56","modified_gmt":"2025-08-11T11:03:56","slug":"400-anniversario-della-fondazione-delle-scuole-pie-calasanzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=772","title":{"rendered":"400\u00b0 anniversario della fondazione delle Scuole Pie Calasanzio"},"content":{"rendered":"<p>Saluto molto affettuosamente tutti Voi, il Padre generale, vi ringrazio e rinnovo il mio caro saluto a sua eminenza il cardinale Piovanelli.<br \/>\nSono qui con voi questa mattina per testimoniare la partecipazione della citt\u00e0 alle celebrazioni per i quattrocento anni della nascita delle Scuole Pie, in un duplice senso:<br \/>\n-da una parte sono con voi per sottolineare ancora una volta, perch\u00e9 tutti noi sappiamo quanto sia importante non stancarsi mai di farlo, l&#8217;importanza della formazione e della cultura nell&#8217;emancipazione degli uomini soprattutto di quelli pi\u00f9 poveri, e quindi rendere omaggio all&#8217;idea ed all&#8217;impegno di Giuseppe Calasanzio di quattrocento anni fa;<br \/>\n-dall&#8217;altra sono qui per rendere omaggio al ruolo ed alla presenza ad Empoli dell&#8217;opera dei padri Scolopi o meglio ancora del &quot;Calasanzio&quot; cos\u00ec come con termine popolare viene riconosciuta la vostra presenza in citt\u00e0.<br \/>\nRileggevo ieri sera un passaggio del programma dell&#8217;amministrazione. Dice:<br \/>\n&quot;La scuola e la formazione in generale possono divenire forze propulsive capaci di concorrere al cambiamento di questa nostra societ\u00e0.<br \/>\nIntelligenza, sapere e conoscenza, rappresentano, oggi pi\u00f9 che mai, una risorsa strategica per la democrazia: non possono essere appannaggio di pochi e concorrono in modo determinante all&#8217;allargamento degli spazi di libert\u00e0 di tutti i cittadini.<br \/>\nQuesta opera di promozione formativa si ispira all&#8217;idea di cultura come fatto pubblico e collettivo, come un bene di carattere sociale che concorre alla complessiva crescita civile di tutta la comunit\u00e0. Essa si dovr\u00e0 ispirare al criterio del pluralismo, inteso come massima circolazione di tutte le idee e di tutti gli orientamenti, come spirito di tolleranza e rifiuto di ogni integralismo.&quot;<br \/>\nSiamo in altra epoca, ma le tematiche di fondo sono sempre le stesse che 400 anni fa ispirarono la nascita della prima scuola pubblica popolare e gratuita d&#8217;Europa: il diritto alla scuola e quindi alla formazione per tutti, in modo particolare per i pi\u00f9 piccoli ed i pi\u00f9 poveri.<br \/>\nCredo che la formazione, oggi come allora, debba venire considerata uno strumento di emancipazione sociale ed una base fondamentale della nostra democrazia.<br \/>\nDare a tutti le stesse possibilit\u00e0 di riuscita nella vita, quindi dare un p\u00f2 di pi\u00f9 a chi ha pi\u00f9 bisogno, \u00e8 un impegno che tutti coloro che sono chiamati a reggere la Cosa Pubblica debbono mettere al primo posto.<br \/>\nOggi fortunatamente le condizioni di vita sono molto cambiate ed in meglio, anche se, va ricordato, in alcune parti del mondo ed anche d&#8217;Italia si vive in condizioni che possono essere definite ai limiti del vivere civile.<br \/>\nSe oggi fosse tra noi Giuseppe Calasanzio non se ne starebbe certo con le mani in mano. Anche nelle zone pi\u00f9 ricche ed emancipate del nostro Paese, anche nella nostra citt\u00e0, troverebbe qualcosa da fare, troverebbe delle &quot;povert\u00e0&quot; di cui occuparsi.<br \/>\nMezzora fa eravamo ad inaugurare la nuova Casa Accoglienza: la citt\u00e0 cresce, diviene pi\u00f9 citt\u00e0, traccia il suo futuro, ma con lei deve crescere l&#8217;accogliere, il saper ascoltare, il bisogno di chi ha bisogno, talvolta di sola formazione, di sola cultura, talvolta addirittura di un letto e di un pasto.<br \/>\nMa le nuove povert\u00e0 moderne hanno anche un&#8217;altra peculiarit\u00e0: hanno sempre meno i caratteri della materialit\u00e0 e sempre pi\u00f9 quelli dei valori, della spiritualit\u00e0 intesa anche in senso laico, non solo religioso.<br \/>\nCredo che l&#8217;impegno contro queste nuove povert\u00e0 sia pi\u00f9 difficile ed impegnativo. Esse sono pi\u00f9 difficoltose da individuare e combattere.<br \/>\nNoi viviamo qui ed oggi, e questo deve essere il nostro impegno.<br \/>\nNon sta a me ricordare chi fosse Calasanzio e la portata dell&#8217;opera iniziata a Roma quattrocento anni nella chiesa di Santa Dorotea in Trastevere.<br \/>\nLo avete fatto in tre interessanti e partecipate conferenze che come Amministrazione comunale abbiamo seguito con grande interesse.<br \/>\nCredo che il senso della mia presenza questa mattina sia quello del ringraziamento dell&#8217;Amministrazione comunale per l&#8217;opera intrapresa da Giuseppe Calasanzio ma soprattutto per l&#8217;opera che i Padri Scolopi hanno svolto e stanno svolgendo nella e per la nostra citt\u00e0.<br \/>\nIl &quot;Calasanzio&quot;, anch&#8217;io lo chiamo cos\u00ec, \u00e8 conosciuto da tutti, ha accolto e formato migliaia di giovani, si \u00e8 guadagnato un ruolo ed una presenza tra le pi\u00f9 significative e preminenti nella storia dell&#8217;educazione delle nostre popolazioni.<br \/>\nCredo di poter testimoniare qui, questa mattina, che l&#8217;amore che i padri Scolopi hanno rivolto alla citt\u00e0 di Empoli e a tutta la zona, cos\u00ec come quello rivolto da altre presenze come la Santissima Annunziata, da tutta la rete delle scuole materne cattoliche, \u00e8 contraccambiato, fortemente contraccambiato dalla citt\u00e0.<br \/>\nLa loro presenza \u00e8 avvertita ed ben accettata da tutti.<br \/>\nLa loro presenza \u00e8 diventata un&#8217;istituzione, un elemento essenziale del &quot;sistema citt\u00e0&quot;, che ne ha impregnato e ne impregna il carattere, la vita sociale, la sua crescita civile .<br \/>\nTenersi care queste istituzioni, queste ricchezze, fare in modo che vivano i loro momenti di espansione ed il loro momenti di difficolt\u00e0 in grande e rispettosa autonomia ma fare sentire loro che la citt\u00e0, le istituzioni, il Comune ci sono a garantire che continui e si accresca un habitat positivo, senza esagerare, ma come valori da difendere e da consolidare perch\u00e9 sono oramai elementi che fanno la connotazione della citt\u00e0.<br \/>\nVorrei questa mattina ricordare e ringraziare in particolarmente due di voi:<br \/>\n-il primo \u00e8 il padre Pagnini che \u00e8 impegnato in un&#8217;azione che forse rinverdisce le origini calasanziane, ad Anzaldo in Bolivia. E&#8217; una parte della nostra comunit\u00e0 che si sta impegnando dove la miseria e la povert\u00e0, questa volta anche materiali, sono pi\u00f9 evidenti;<br \/>\n-l&#8217;altro scolopio che vorrei ricordare purtroppo non \u00e8 pi\u00f9 con noi. Figlio di minatori, arriv\u00f2 bambino dall&#8217;Amiata per studiare al Calasanzio di Empoli e mantenne con la nostra citt\u00e0 un rapporto costante fino alla sua morte improvvisa.<br \/>\nPerdonatemi un&#8217;altra brevissima citazione al programma dell&#8217;amministrazione:<br \/>\n&quot; Con l&#8217;occhio rivolto al futuro diventa essenziale lavorare per favorire l&#8217;integrazione fra culture e popoli diversi, iniziando intanto ad educare i cittadini alla conoscenza, all&#8217;approfondimento, all&#8217;accettazione della diversit\u00e0 in modo da promuovere lo sviluppo di una cultura della solidariet\u00e0.<br \/>\nLa diversit\u00e0 dovr\u00e0 essere vista sempre pi\u00f9 come elemento di arricchimento invece che di separazione.&quot;<br \/>\nCome non riconoscere in queste parole il messaggio ed il senso dell&#8217;impegno di una vita di Padre Balducci. E&#8217; una presenza che ci manca. Oggi dove l&#8217;egoismo mascherato da localismo sembra prevalere o comunque creare pericolose divisioni, ci manca questo prete che ha saputo parlare a chi crede e a chi non crede, che ci ha parlato tra i primi della prospettiva dell&#8217;uomo planetario, della societ\u00e0 universale e multietnica, che ci ha parlato dei temi della pace e della non violenza, che si \u00e8 battuto contro la guerra e la pena di morte; che quando tutti guardano al rapporto est-ovest egli poneva il problema del rapporto nord-sud<br \/>\nCari amici scolopi, la vostra presenza e la vostra azione sono riuscite a contaminare nel senso pi\u00f9 puro e bello del termine anche culture non cattoliche e questo \u00e8 avvenuto ed avviene non perch\u00e9 si difende un&#8217;ideologia ma perch\u00e9 le idee sono pi\u00f9 forti.<br \/>\nConcludendo questo mio saluto vorrei fare un brevissimo accenno ad un tema di grande attualit\u00e0. Tutta la scuola sta vivendo un difficile momento di transizione, ma \u00e8 un momento che pu\u00f2 essere carico di tante positivit\u00e0.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un pericolo che qui io voglio richiamare Si rischia che il passaggio non sia positivo se non c&#8217;\u00e8 maturit\u00e0 nell&#8217;affrontarlo, se non c&#8217;\u00e8 apertura mentale al confronto.<br \/>\nVi sono integralismi che non servono, che danneggiano e basta.<br \/>\nIo mi sento arruolato nell&#8217;esercito del dialogo e del confronto. Vorrei dirlo a chi ha un ruolo di responsabilit\u00e0 ancora maggiore del nostro.<br \/>\nQuando si discute pacatamente, senza alzare barricate, quasi sempre si trova la soluzione.<br \/>\nEd alle barricate io preferisco i ponti.<br \/>\nPeccato non poter essere qui, tutti insieme, tra 100 anni a festeggiare il prossimo centenario. Lavoriamo tutti perch\u00e9 chi verr\u00e0 dopo di noi possa farlo nel migliore dei modi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saluto molto affettuosamente tutti Voi, il Padre generale, vi ringrazio e rinnovo il mio caro saluto a sua eminenza il cardinale Piovanelli. 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