{"id":790,"date":"1999-04-03T13:58:00","date_gmt":"1999-04-03T11:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=790"},"modified":"2025-08-11T16:12:57","modified_gmt":"2025-08-11T14:12:57","slug":"la-guerra-nei-balcani-consiglio-comunale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=790","title":{"rendered":"La guerra nei Balcani: Consiglio Comunale"},"content":{"rendered":"<p>Solo qualche mese \u00e8 passato &#8211; era l&#8217;autunno dell&#8217;anno scorso, da quel consiglio comunale aperto precipitosamente convocato per affrontare l&#8217;emergenza della ripresa dei bombardamenti anglo-americani sull&#8217;Iraq. Cambia lo scenario, cambiano i popoli e le vittime, immutato e drammatico rimane il panorama di guerra, di morte e di distruzione.<br \/>\nGi\u00e0 all&#8217;epoca, credo di averlo detto in tale occasione &#8211; e non era necessario essere profeti &#8211; presagi e segni preoccupanti e sinistri erano nitidamente percepibili, qui vicino a noi. Tutti noi credo ci sentiamo in qualche modo scioccati e increduli di fronte a ci\u00f2 che sta avvenendo. Ora, la guerra \u00e8 &#8220;in casa&#8221;, si riesce quasi a percepirne il frastuono e a scorgere i bagliori all&#8217;orizzonte. Colpisce luoghi che ci sono tutto sommato familiari, Belgrado e altre citt\u00e0 della Jugoslavia, veramente a due passi da noi, zone nelle quali spesso siamo state durante le nostre vacanze.<br \/>\nConsentitemi di non soffermarmi sugli avvenimenti e sui termini della questione del Kossovo che stanno al fondo di questa crisi. Giornali e televisioni hanno informato e informano abbondantemente sull&#8217;argomento e credo che tutti noi siamo stati in grado di avere una panoramica dei fatti.<br \/>\nUna cosa per\u00f2 mi preme dire, almeno per inquadrare la questione. <strong>Credo che tutti noi, anche i pi\u00f9 distratti in materia storica, siamo in grado di ricordare come, a scuola, fin dalle prime classi ci venisse descritto l&#8217;ambito dei Balcani come una polveriera dalla quale hanno sempre preso origine i conflitti pi\u00f9 estesi e spaventosi.<\/strong><br \/>\nEbbene, per qualche decennio, in questo secondo dopoguerra, questa polveriera sembrava disinnescata. La federazione Jugoslava, sotto il dominio di una personalit\u00e0 discutibile ma indubbiamente prestigiosa come quella di Tito, pareva aver trovato un equilibrio, precario ma tutto sommato accettabile, di convivenza tra i diversi popoli. Al Kossovo, regione a grande prevalenza albanese, nell&#8217;epoca di Tito, era stata concessa un&#8217;ampia autonomia.<br \/>\nAlla morte di Tito &#8211; per ragioni ormai note e che non \u00e8 il caso di richiamare qui &#8211; molti di questi precari equilibri sono saltati e la federazione \u00e8 andata rapidamente incontro alla disgregazione.<br \/>\n<strong>Quello che mi preme \u00e8 che la comunit\u00e0 internazionale, ovvero l&#8217;Unione europea e in particolare alcuni paesi dell&#8217;Unione, di fronte a questa disintegrazione, invece di lavorare alla ricostruzione degli equilibri persi, hanno scelto, spesso per ragioni di bottega, di soffiare sul fuoco dei nazionalismi, accelerando e inasprendo il processo che ha dato per risultato le guerre di secessione di Slovenia e Croazia e poi la grande e tuttora purtroppo incombente tragedia della Bosnia-Erzegovina e di Sarajevo.<\/strong><br \/>\nE guardate, queste cose le dicevamo gi\u00e0 nel nostro Consiglio Comunale del 26 luglio del 1995 quando ci trovammo a riflettere sull&#8217;inasprimento distruttivo degli avvenimenti che gi\u00e0 tre anni prima erano apparsi nella loro connotazione e che allora stavano precipitando. Sono passati quasi 4 anni e siamo di nuovo qui, con i fatti di questi giorni. La comunit\u00e0 internazionale, l&#8217;Unione europea e i grandi paesi dell&#8217;Europa non sono quindi esenti da responsabilit\u00e0 nella tragedia jugoslava.<br \/>\nIl regime serbo-jugoslavo di Milosevic \u00e8 un regime dittatoriale, odioso, ottuso, criminale, che \u00e8 riuscito, tra le altre cose, revocando l&#8217;autonomia del Kossovo, a far riesplodere un focolaio di tensione nelle forme a tutti note.<br \/>\nL&#8217;origine e la colpa degli avvenimenti gravi di oggi si chiamano massacro di Bucovar, Fosse comuni, pulizie etniche. Si chiamano violazione dei diritti umani. Si chiamano Serbia che non ha offerto alternative.<br \/>\nMa di fronte all&#8217;ostinazione, all&#8217;irriducibilit\u00e0 e anche agli orrori del regime di Milosevic in Kossovo &#8211; e all&#8217;irriducibilit\u00e0, bisogna dirlo, dell&#8217;Uck, il partito indipendentista albanese &#8211; non c&#8217;era altra soluzione se non il ritiro della delegazione OSCE e il ricorso alla forza da parte della NATO?<br \/>\nN<strong>oi eravamo e restiamo convinti &#8211; e con noi molti altri italiani, lavoratori, comuni cittadini e personalit\u00e0 &#8211; che si dovessero esperire, in questi anni, lunghi anni, fino alla cocciutaggine, altre e possibile vie alternative di pressione e di negoziato per mettere fine alla repressione serba nel Kossovo<\/strong> e riportare le componenti al tavolo della trattativa e che il ricorso al linguaggio delle armi rischi di contribuire ad aggravare ed estendere il conflitto, inasprendo ancor di pi\u00f9 gli odi, i risentimenti e i propositi di vendetta.<br \/>\nSe sento qui, ancora una volta, il bisogno di esprimere l&#8217;assurdit\u00e0, il ribrezzo per la guerra in generale come strumento di soluzione delle controversie e dei conflitti, intendo allo stesso tempo esprimere un forte richiamo\u00a0affinch\u00e9 <strong>cessi un intervento che mi appare essere illegittimo<\/strong>.<br \/>\n<strong>Illegittimo perch\u00e9 Patto Atlantico e NATO, alleanza e strumento puramente difensivi, come tali concepiti e sorti, vengono in questo caso usati, credo per la prima volta nella storia, come strumenti di offesa, sia pure ai fini di ristabilimento della pace<\/strong>.<br \/>\nGi\u00e0 nell&#8217;introduzione al Consiglio comunale aperto in occasione dei bombardamenti anglo-americani sull&#8217;Iraq ricordo di aver richiamato il concetto che qualsiasi intervento militare esterno, per essere legittimo, dovrebbe aver quanto meno la sanzione delle Nazioni Unite, che, con i gravi limiti a tutti noti, costituiscono, almeno per ora, l&#8217;unica organizzazione in cui l&#8217;intera comunit\u00e0 mondiale si riconosce e si legittima.<br \/>\n<strong>Questo mondo ormai unipolare, dove gli Stati uniti rischiano di essere rimasti l&#8217;unica potenza dominante, sembra ormai scivolare su una china che pu\u00f2 divenire inarrestabile. Si sta rapidamente passando da una fase, gi\u00e0 di per s\u00e9 preoccupante, in cui il &#8220;via libera&#8221; dell&#8217;ONU assumeva spesso le forme di un imprimatur di legittimit\u00e0 messo all&#8217;ultimo momento per &#8220;coprire&#8221; un intervento, ad un&#8217;altra &#8211; a mio parere disastrosa per gli effetti che potr\u00e0 avere in futuro sul rispetto del diritto internazionale e sulle relazioni internazionali &#8211; in cui si ritiene di poter fare a meno anche di qualsiasi elemento o copertura di legittimit\u00e0 formale da parte dell&#8217;ONU.<\/strong><br \/>\nD&#8217;altra parte, in questo mondo devastato da conflitti di ogni tipo, non esistono, almeno per il momento, alternative alla bussola, pur gravemente inadeguata, delle Nazioni Unite. Chi dovrebbe accertare la necessit\u00e0 e la legittimit\u00e0 degli &#8220;interventi umanitari armati&#8221; non richiesti? Gli stessi paesi che li attuano? Chi stabilisce dove, come e quando intervenire? Sono domande legittime anche di fronte all&#8217;intervento NATO in Jugoslavia.<br \/>\n<strong>Per le considerazioni e le riflessioni cui ho accennato mi sembra che il nostro compito e il nostro dovere, per quello che ci compete come rappresentanti dell&#8217;intera comunit\u00e0 empolese, sia quello di associarsi alle gi\u00e0 numerose voci che chiedono la sospensione immediata delle ostilit\u00e0 da parte della NATO e il ritorno alla trattativa, per perseguire, con ostinazione, la via del dialogo e della pace. L&#8217;iniziativa deve essere restituita alla politica e alla diplomazia.<\/strong><br \/>\nIl governo italiano &#8211; che sembra essere considerato un interlocutore privilegiato da Belgrado &#8211; al di l\u00e0 di ogni sottile distinzione sulla qualit\u00e0 della partecipazione del nostro paese al conflitto &#8211; deve farsi portatore di un&#8217;iniziativa forte che prema per la sospensione immediata delle azioni di guerra e rilanci le trattative di pace nei modi e nei tempi ritenuti pi\u00f9 opportuni dai canali diplomatici, realizzando cosi concretamente il dettato costituzionale che vede l&#8217;Italia ripudiare la guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali.<br \/>\nLa posizione di Papa Giovanni Paolo II e l&#8217;azione che sta attivamente conducendo in queste ore la diplomazia vaticana credo possano servire da esempio e da stimolo.<br \/>\nNon voglio mettermi qui a fare retorica sull&#8217;assurdit\u00e0 e la crudelt\u00e0 della guerra, n\u00e9 sulle vittime e sulle distruzioni che provoca. Dir\u00f2 solo che, come tutti noi, se mi \u00e8 consentito come tutti gli empolesi, provo un brivido ogni volta che apro il giornale o guardo la televisione e vedo, a due passi da casa, immagini di un&#8217;Europa che credevo ormai relegate ai documentari o ai film di guerra; e provo angoscia per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Figli pi\u00f9 grandi o pi\u00f9 piccoli che si stanno abituando come noi a vedere queste immagini che con questa nuova tecnologia bellica sono trasmesse insieme a citt\u00e0 colpite che quasi non interrompono le loro normali attivit\u00e0. Immagini dunque che sembrano girate apposta per farci abituare alla guerra<br \/>\nCredo che il compito di questo consesso sia quello di farsi interprete di questa aspirazione alla pace e alla serenit\u00e0, di rifiuto di ogni forma di guerra, chiedendo che siano fermati i bombardamenti e siano ripresi i negoziati attraverso un&#8217;azione dell&#8217;Unione Europea sui Balcani e sostenere con forza che venga riattivato immediatamente il ruolo dell&#8217;ONU affinch\u00e8 prenda il controllo del territorio una forza multinazionale di interposizione.<br \/>\nPer questo ci dobbiamo auspicare che il Consiglio Comunale di Empoli esca anche stasera con una posizione unitaria a favore della pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo qualche mese \u00e8 passato &#8211; era l&#8217;autunno dell&#8217;anno scorso, da quel consiglio comunale aperto precipitosamente convocato per affrontare l&#8217;emergenza della ripresa dei bombardamenti anglo-americani sull&#8217;Iraq. 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