{"id":802,"date":"2005-10-27T14:10:00","date_gmt":"2005-10-27T12:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=802"},"modified":"2025-08-18T13:44:29","modified_gmt":"2025-08-18T11:44:29","slug":"consiglio-regionale-straordinario-sulleconomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vittoriobugli.it\/?p=802","title":{"rendered":"Consiglio Regionale Straordinario sull&#8217;Economia"},"content":{"rendered":"<p>Signor Presidente, Presidente Martini, Assessori, Consiglieri,<br \/>\nringrazio tutti i membri della Commissione per il lavoro che hanno fatto in questi mesi che \u00e8 qui impossibile descrivere ma \u00e8 ben rappresentato nella documentazione che abbiamo consegnato nei giorni scorsi.<br \/>\nRitengo che il Consiglio di oggi rappresenti una prima occasione importante in cui si parla di economia, dello sviluppo della nostra Regione, all&#8217;inizio di una legislatura che vedr\u00e0 questi temi al centro della nostra attenzione.<br \/>\nE per questo che abbiamo pensato, successivamente, di continuare il lavoro di  approfondimento con delle iniziative mirate, tese ad approfondire ulteriormente i temi prioritari che saranno individuati dalla discussione. Iniziative aperte al contributo di soggetti rappresentativi della realt\u00e0 economica regionale e all&#8217;intervento di studiosi.<br \/>\nEsse sono descritte nella premessa della documentazione e non ci torno se non per dire che l&#8217;intenzione \u00e8 quella di costruire un evento dedicato all&#8217;economia regionale da ripetersi annualmente.<br \/>\nUn momento in cui la nostra realt\u00e0 regionale si metta a confronto con chi studia e opera nel mondo complesso e in rapida mutazione dell&#8217;economia, che oramai \u00e8 economia mondiale e dunque complessa e interessante, rischiosa ed esaltante, nello stesso momento.<br \/>\nE ci sottopone ad una nuova sfida rispetto alla quale non dobbiamo n\u00e9 possiamo farci trovare passivi, immobili, quasi impauriti e in attesa di medicine magiche.<br \/>\nIl ruolo di questa assemblea \u00e8 anzitutto quello di far percepire alla comunit\u00e0 regionale il tratto di questa sfida, l&#8217;entit\u00e0 del tanto che vi \u00e8 da fare e, senza nasconderne e sottovalutarne i rischi, far percepire che se ci rimbocchiamo tutti le maniche e lavoriamo con seriet\u00e0 ed entusiasmo a questi obiettivi abbiamo la possibilit\u00e0 di raggiungere i risultati che questa comunit\u00e0 ha sempre saputo raggiungere in tutte le fasi della sua storia, anche quando si \u00e8 trovata di fronte a difficolt\u00e0 pi\u00f9 grandi di questa.<br \/>\nMa veniamo a tentare velocemente e sommariamente di comprendere questa situazione, il nostro quadro di contesto.<br \/>\nNell&#8217;ultimo triennio, le condizioni del ciclo economico internazionale hanno avuto sostanzialmente un trend positivo e vi \u00e8 stata una crescita a livello mondiale, che si dovrebbe mantenere anche per il prossimo periodo.<br \/>\nAll&#8217;interno di questa crescita mondiale si \u00e8 per\u00f2 registrato per l&#8217;Area Euro un dato decisamente pi\u00f9 negativo, che sembra destinato a permanere anche nel prossimo futuro, rispetto alle altre economie avanzate ed \u00e8 ancora pi\u00f9 rispetto alle economie asiatiche.<br \/>\nRispetto a questo quadro Europeo la situazione dell&#8217;Italia \u00e8 ancora peggiore. Il nostro Paese, nel corso degli ultimi anni, ha espresso una dinamica del PIL al di sotto della media dell&#8217;Area Euro. Siamo in una stanziale stagnazione dell&#8217;economia nazionale e le previsioni per l&#8217;anno in corso, comunque interpretate, non sembrano mutare la sostanza di questo quadro.<br \/>\nIn Toscana siamo sostanzialmente in linea con questo quadro nazionale ma con dati addirittura peggiorativi rispetto ad esso.<br \/>\nIl governo nazionale \u00e8 rimasto assente di fronte alla crisi industriale. I sistemi locali di piccola e media impresa sono stati lasciati completamente soli di fronte alla crisi.<br \/>\nIl Paese non ha Regioni che sono nel novero di quelle di eccellenza della UE. Le Regioni del Centro Nord, e tra esse la Toscana, sono collocate in una posizione Medio Alta, quelle del Centro Sud sono collocate in una posizione Medio Bassa. Tutte, sia quelle del Centro Nord che quelle del Centro Sud, sono accomunate dal fatto che nella loro collocazione crescono meno del livello medio europeo. La Toscana \u00e8 tra quelle che stanno crescendo con livelli ancora meno performanti.<br \/>\nLa recente crisi dell&#8217;economia toscana \u00e8 da vedersi dunque innestata in un contesto ben pi\u00f9 ampio di difficolt\u00e0 che coinvolgono l&#8217;intera economia nazionale.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 un caso Toscana, ma vi sono comunque maggiori problemi attraversati dalla nostra economia regionale che dipendono da alcuni specifici fattori, tra i quali hanno un peso notevolissimo il maggiore legame con l&#8217;area del dollaro, la pi\u00f9 forte specializzazione nelle produzioni della moda.<br \/>\nA questo si aggiungono le ragioni principali della crisi a livello di Paese, maggiormente accentuate per la Toscana:<br \/>\n-la composizione dell&#8217;offerta produttiva, scarsa per le produzioni che crescono ed eccessiva per quelle che soffrono<br \/>\n-la composizione della dimensione aziendale, troppo piccola, e la relativa scarsa propensione all&#8217;innovazione e alla presenza sui mercati.<br \/>\n-la presenza di problemi di efficienza nel complesso delle attivit\u00e0 presenti all&#8217;interno delle diverse filiere del terziario che concorrono a determinare il binomio prezzo-qualit\u00e0 dei prodotti (commercio, credito, trasporti, assicurazioni, servizi professionali, informatica, etc..).<br \/>\nE a determinare l&#8217;incerto andamento dell&#8217;economia contribuiscono anche il settore primario e il turismo che stanno soffrendo anch&#8217;essi di difficolt\u00e0 non trascurabili.<br \/>\nOccorre quindi che il sistema produttivo riposizioni la sua offerta, effettui i necessari cambiamenti strutturali ad iniziare dall&#8217;innovazione e vengano ristrutturate le componenti del terziario e della pubblica amministrazione determinanti per il miglioramento della competitivit\u00e0 del sistema produttivo ed economico in generale.<br \/>\nQuesta frase pu\u00f2 essere detta cos\u00ec o scavata nella sua complessit\u00e0. La situazione ci impone di scavarla nella sua complessit\u00e0.<br \/>\nLa Toscana non \u00e8 una regione qualsiasi. Qui abbiamo saputo coniugare la salvaguardia del nostro bellissimo territorio, la presenza di una buona sanit\u00e0 e di buoni servizi sociali e formativi al benessere di uno sviluppo diffuso e coeso tra tutti gli attori.<br \/>\nE&#8217; una Regione dove il Governo ha bene operato e continua per questo ad avere la fiducia di una fortissima maggioranza di elettori. Un governo che ha fatto della coesione sociale lo strumento, il valore principale, e che dunque ha effettuato le sue scelte mettendo al centro il bene prezioso della concertazione con tutte le forze sociali.<br \/>\nLa Toscana non \u00e8 una regione qualsiasi. E&#8217; una delle regioni che deve dare il suo contributo per ricostruire una prospettiva diversa a questo paese, per ridare fiducia a questo paese.<br \/>\nE oggi siamo in una fase per cui la modificazione della struttura delle cose del mondo ci richiede un colpo di reni per adeguarci a queste innovazioni e rimanere con il nostro passo.<br \/>\nSiamo disposti? Siamo pronti a svolgere tutti un ruolo consapevole di questo, responsabile. Stare un passo indietro rispetto alle esigenze parziali, di schieramento politico, territoriale, di visibilit\u00e0 varie? Siamo disposti a farlo e chiedere di faro lo stesso a tutte le componenti della societ\u00e0 toscana?<br \/>\nIo credo che abbiamo il dovere e la responsabilit\u00e0 di farlo.<br \/>\nDobbiamo dire e perseguire che occorre un&#8217;accelerazione nella rapidit\u00e0 e nella qualit\u00e0 delle risposte.<br \/>\nDobbiamo richiederci e richiedere delle reazioni significative da parte degli operatori regionali (imprese, famiglie, enti pubblici,\u2026).<br \/>\nDobbiamo rivendicare con forza che ci\u00f2 avvenga prima di tutto dal livello nazionale ed europeo, senza i quali difficilmente si potr\u00e0 assistere a inversioni di tendenza rispetto alla situazione attuale.<br \/>\nOccorre uno slancio di fase in grado di:<br \/>\n-entrare in un&#8217;ottica di medio-lungo periodo pervasa da una consapevolezza diffusa dell&#8217;entit\u00e0 straordinaria degli sforzi necessari<br \/>\n-effettuare un ulteriore sforzo per accelerare la rapidit\u00e0 e la qualit\u00e0 degli interventi, di un nuovo dinamismo di qualit\u00e0, di tutti i soggetti<br \/>\n-guardare avanti e aprire al nuovo, all&#8217;esterno, alle forze pi\u00f9 giovani e dinamiche, e lavorare per favorire ogni forma di integrazione<br \/>\n-compiere un grande sforzo di &quot;vero, reale, praticato sistema&quot; che faccia unione tra tutti i soggetti puntando sull&#8217;ulteriore rafforzamento della concertazione e della governace cooperativa<br \/>\n-puntare sulla ricerca, sull&#8217;innovazione e su nuovi settori come motori dello sviluppo<br \/>\n-favorire e attuare una diversificazione intelligente e governata del sistema produttivo<br \/>\n-accompagnare efficacemente il rafforzamento, l&#8217;innovazione e la ricollocazione del grande patrimonio materiale e immateriale che abbiamo in Toscana e nei nostri sistemi distrettuali di piccola impresa<br \/>\nOccorre che tutto il patrimonio sociale, culturale, di identit\u00e0 e di esperienza della Toscana, cos\u00ec ricco e articolato, si metta a &quot;girare&quot; in modo ancora pi\u00f9 sincrono e veloce. Come ha sempre fatto nei momenti pi\u00f9 importanti. Vi sono tutte le condizioni per attivare una fase maggiormente, significativamente, dinamica e di qualit\u00e0.<br \/>\nE dunque, partendo dal Patto per lo Sviluppo del 2004, che ha rappresentato e rappresenta l&#8217;esempio di forte implementazione del metodo della concertazione, si vada verso una ancora maggiore coesione tra i soggetti basata su un approccio realistico, consapevole, tra Istituzioni e societ\u00e0 toscana, consci che:<br \/>\n-la crescita del nostro PIL \u00e8 vicino allo zero<br \/>\n-la domanda di interventi socio-sanitari sar\u00e0 in continua crescita per l&#8217;andamento demografico previsto che porta ad un aumento notevole della spesa socio-sanitaria<br \/>\n-perdureranno e si amplieranno in generale le esigenze imposte da una sostanziale carenza di risorse, gi\u00e0 a partire, credo, dal bilancio in corso perch\u00e9 fortemente penalizzato dai tagli dei trasferimenti dallo Stato.<br \/>\nEntrare in questa logica del governare con ancora pi\u00f9 efficacia e con azioni di orientamento di tutti i soggetti al bene comune e produrre su questo un patto con tutta la societ\u00e0 toscana basato su elementi di rinnovato dinamismo e di qualit\u00e0, nonch\u00e9 sulla forte condivisione nel definire le priorit\u00e0 da percorrerle, \u00e8 l&#8217;obiettivo alto ma concreto che ci aspetta.<br \/>\nIl tempo ristretto concede solamente di proporre queste priorit\u00e0, cercando almeno di indicarne i contenuti principali. Le priorit\u00e0 che indichiamo sono:<br \/>\n-l&#8217;adeguamento della proiezione internazionale competitiva della Toscana<br \/>\n-la centralit\u00e0 dell&#8217;industria e la politica industriale regionale per i distretti<br \/>\n-la necessit\u00e0 di puntare sull&#8217;innovazione e la ricerca<br \/>\n-la scelta di puntare sulla qualit\u00e0 del lavoro e della conoscenza<br \/>\n-l&#8217;adeguamento della competitivit\u00e0 complessiva del sistema, delle infrastrutture, dei  servizi e delle Istituzioni<br \/>\nCirca l&#8217;adeguamento della proiezione internazionale competitiva della Toscana<br \/>\noccorre dire subito che occorre andare ad una qualificazione di Toscana Promozione tale da poter consentire di divenire supporto indispensabile e di aggregazione delle funzioni per le tante agenzie territoriali di promozione. E&#8217; decisivo andare ad un superamento delle duplicazioni di queste tante strutture che esistono a livello locale e convogliare le energie per ottimizzare, rendere pi\u00f9 efficiente il sistema e recuperare le risorse per investirle in azioni di maggiore consistenza ed efficacia.<br \/>\nMa per questo serve una qualit\u00e0 e una concentrazione pi\u00f9 efficiente degli strumenti che mettiamo a disposizione di tante piccole imprese che non possono farlo da s\u00e9.<br \/>\nPrima di tutto per la promozione che necessit\u00e0 di avere strategie ben delineate e diversificate per la promozione del made in Italy, del made in Tuscany, dei vari settori, delle medie aziende e delle piccole aziende. Un sistema qualificato e governato dal Piano Promozionale che deve divenire lo strumento di programmazione in cui si individuano le strategie e dove si riconoscono tutti gli attori del sistema regionale.<br \/>\nE poi con una gestione qualificata che consenta la &quot;personalizzazione&quot; del servizio tarata sulle esigenze aziendali, meno generale possibile, trovando alleanze con gli altri centri di supporto alla promozione a cominciare da Ice e Enit.<br \/>\n\u00e8 anche sul fronte dell&#8217;internazionalizzazione che maggiormente si avverte la mancanza di un supporto adeguato che conduca l&#8217;impresa minore al superamento degli ostacoli legati all&#8217;inesistenza di economie di scala.<br \/>\nEd \u00e8 anche per questo settore dell&#8217;attivit\u00e0 delle imprese che FidiToscana pu\u00f2 divenire partner essenziale con linee d&#8217;intervento apposite definite con Toscanapromozione.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi da reinterpretare il modo con cui si guarda alla nostra proiezione internazionale troppo basata sulla promozione all&#8217;estero dei nostri prodotti anzich\u00e9 di tutte le fasi della filiera produttiva, commerciale e finanziaria delle imprese.<br \/>\nMa \u00e8 anche decisivo che la Toscana sia ancora pi\u00f9 attrattiva che in passato per la collocazione sul nostro territorio di aziende estere ad alto valore aggiunto di innovazione e attrattiva verso l&#8217;economia della conoscenza. Alcuni, pochi casi, basterebbero per aprire la strada a questo tipo di investimenti esteri. Varrebbe forse la pena di tentare un approccio concreto che possa servirci anche per costruire un modello e che individui alcuni interlocutori esteri interessati a stabilizzarsi in Toscana e aprire con essi un tavolo di confronto che cerchi di individuare, insieme agli enti locali, alle universit\u00e0, ai centri di ricerca, alcune condizioni attraverso le quali favorire questi interventi.<br \/>\nCirca la centralit\u00e0 dell&#8217;industria e la politica industriale regionale per i distretti<br \/>\noccorre ribadire l&#8217;importanza dell&#8217;industria nel nostro sistema di sviluppo ed in particolare dell&#8217;industria manifatturiera. E questo possiamo farlo concretamente costruendo delle scelte che vadano nel senso di favorire una presenza industriale forte e moderna. Scelte che riguardino infrastrutture, servizi e regole.<br \/>\nScelte che richiedano politiche nazionali tese a ribaltare l&#8217;attuale tendenza che ha portato spesso l&#8217;industria, in particolare quella manifatturiera, da colonna portante della nostra economia nazionale a divenire una realt\u00e0 che subisce l&#8217;esistenza di poteri molto legati alla rendita anzich\u00e9 allo sviluppo come quello del grande capitale finanziario e quello dei blocchi mediatici.<br \/>\nIl nostro sistema dei distretti \u00e8 stato quello su cui abbiamo costruito il nostro sistema di sviluppo e quello dove tuttora si concentra la ricchezza industriale e manifatturiera della Toscana. Non ha senso una discussione che guardi al superamento dei distretti, se non altro perch\u00e9 inverosimile vista la nostra realt\u00e0.<br \/>\nHa senso andare anzitutto ad una ridefinizione dei distretti che tenga conto della filiera produttiva oltrech\u00e8 della allocazione territoriale dei distretti. Una ridefinizione basata sulle filiere produttive esistenti ma che guardi anche a quelle nuove che si stanno imponendo.<br \/>\nE se \u00e8 vero che vi sono distretti che hanno oggettive difficolt\u00e0 di tenuta per la particolarit\u00e0 del settore, \u00e8 anche vero che vi sono invece una serie di distretti che sono ad alto valore aggiunto o a bassa incidenza dei costi di manodopera che possono tenere e altri nuovi che possono svilupparsi. Su ognuno di questi servono politiche comuni di innalzamento della competitivit\u00e0 del sistema e politiche industriali diversificate in funzione delle loro peculiarit\u00e0.<br \/>\nLa collocazione dei distretti sui mercati \u00e8 la questione fondamentale e dunque occorre favorire la centralizzazione in capo ai distretti delle funzioni necessarie per aprirsi ai mercati stessi (promozione, innovazione, adeguamento manageriale, ricerca, etc.). E che questa centralizzazione venga governata e strutturata dal livello regionale, in modo particolare con innesti di innovazione forte e con il supporto del credito. Il sistema dei distretti \u00e8 quello pi\u00f9 qualificato per accogliere e completare le &quot;filiere&quot; della ricerca ed innovazione. Il &quot;risultato&quot; della ricerca e la sperimentazione tecnologica devono necessariamente passare per i distretti che, a tal proposito, devono riqualificarsi e rendersi essi stessi promotori di una domanda in termini di ricerca ed innovazione, partecipando, ad esempio, agli strumenti di gestione delle &quot;filiere&quot;.<br \/>\nE diventa anche decisivo andare ad individuare distretto per distretto la possibilit\u00e0 di innesto di investimenti esterni in settori ad alto valore aggiunto e attinenti con la filiera distrettuale, nonch\u00e9 avere un confronto diretto con l&#8217;esperienza di quelle aziende leader presenti nel distretto per verificare come possano essere attivate intorno ad esse operazioni di aggregazione funzionale o aziendale che facciano da modello verso la modificazione delle dimensioni delle imprese presenti.<br \/>\nE&#8217; determinante la presenza e il ruolo di FidiToscana in politiche di accompagnamento e di supporto finanziario che siano calate alle esigenze di quel particolare distretto.<br \/>\nE&#8217; stata positiva l&#8217;esperienza del Bond di distretto che pu\u00f2 essere ripetuta aprendola a tutti gli istituti di credito e cercando di mirarla anche ad un numero di interventi che abbiano maggiore consistenza.<br \/>\nMa nei nostri distretti esistono aziende che hanno tutte le caratteristiche per poter fare il passo dell&#8217;entrata in borsa. Bene sarebbe riuscire a monitorarle e aprire un confronto per capire quali siano le problematiche che tengono bloccata questa scelta per cercare di andare al loro superamento<br \/>\nCirca la necessit\u00e0 di puntare sull&#8217;innovazione e la ricerca<br \/>\nSiamo di fronte ad uno dei temi veramente decisivi che necessiterebbe di risorse notevoli per imporre il necessario cambio di marcia. Risorse che sono carenti e che hanno tempi di ritorno mediamente lunghi.<br \/>\nIn Toscana vi sono molte strutture che fanno ricerca e innovazione ed hanno risultati di punta nel panorama nazionale. La prima cosa a cui occorre lavorare \u00e8 il riordino e l&#8217;aggregazione delle funzioni di queste tante realt\u00e0 e riuscire a strutturare una cabina di regia a livello regionale che governi le scelte: i settori in cui \u00e8 opportuno intervenire, la certificazione della qualit\u00e0 degli interventi, le modalit\u00e0 con cui attivare risorse non solo pubbliche, l&#8217;assegnazione di volta in volta della responsabilit\u00e0 dei progetti a singoli soggetti che ne rispondano, etc.<br \/>\nServe un rapporto flessibile, di facile accessibilit\u00e0 e sburocratizzato tra il mondo della ricerca e le imprese.<br \/>\nServe un tavolo di confronto fra la Regione e le grandi imprese presenti sul nostro territorio che investono in ricerca. Occorre sapere cosa fanno, a che livello sono, quali esigenze hanno e come pu\u00f2 essere impostato un rapporto con le Universit\u00e0.<br \/>\nServe favorire la politica dei Brevetti (aziende, istituti ricerca, universit\u00e0, cnr&#8230;ecc) per stimolare la ricerca in settori economicamente e produttivamente utili e comporre il divario con le aziende.<br \/>\nServe anche in questo settore un ruolo di FidiToscana perch\u00e8 il livello di rischiosit\u00e0 degli investimenti innovativi e il protrarsi nel tempo della loro redditivit\u00e0 a regime impediscono di far fronte agli investimenti in ricerca e innovazione da parte di molte imprese. E allora un efficace finanziamento dei progetti innovativi pu\u00f2 essere assicurato attraverso l&#8217;apporto di capitali di rischio pi\u00f9 a lungo termine in grado di portare nelle aziende, oltre ai mezzi freschi, anche il know how finanziario necessario alla programmazione e gestione, particolarmente impegnative, dei flussi monetari connessi a progetti di investimento con rischio elevato rispetto al rendimento a breve.<br \/>\nE&#8217; chiaro che una normativa che favorisca la strutturazione di questo sistema \u00e8 un obiettivo da perseguire nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<br \/>\nMa uno degli obiettivi principali rimane quello di creare una rete pubblica &#8211; enti locali ed universit\u00e0 &#8211; e privata &#8211; centri di ricerca ed imprese &#8211; capace di sviluppare la ricerca, di trattenere i cervelli e, soprattutto, di attrarne dall&#8217;esterno. E su questo occorre andare ad un confronto con le universit\u00e0 toscane nel quale si mettono sul piatto le nostre finalit\u00e0, si ascoltano le loro e si definiscono pochi progetti di respiro ed essenziali.<br \/>\nIn questo quadro la diffusione di spin-off, di nuove attivit\u00e0 che nascono da progetti di ricerca e innovazione, sono un&#8217;altra delle leve determinanti. E possono essere, se ben verificati e certificati nella loro solidit\u00e0 scientifica e nella loro potenzialit\u00e0 di mercato, un settore nel quale possono investire &quot;vecchi imprenditori&quot; in nuovi settori.<br \/>\nQuesto dell&#8217;innovazione pu\u00f2 essere in generale un settore, se si trovano gli strumenti giusti, nel quale possono essere investite le notevoli disponibilit\u00e0 finanziare ancora presenti in tanti imprenditori.<br \/>\nCirca la scelta di puntare sulla qualit\u00e0 del lavoro e della conoscenza<br \/>\nDobbiamo esprimere anzitutto la solidariet\u00e0 e la vicinanza reale con i tanti lavoratori che stanno subendo provvedimenti legati a casi di crisi aziendali. E&#8217; questa la prima nostra attenzione da tenere perch\u00e9 riguarda la vita di oramai centinaia di famiglie che vedono complicarsi il futuro in maniera drammatica. E non pu\u00f2 essere una cosa rituale. Dobbiamo avere il monitoraggio costante di queste realt\u00e0 e vedere con accanimento di fare tutto il possibile perch\u00e9 queste situazioni non rimangano lasciate a se stesse.<br \/>\nLa nostra strada \u00e8 quella di valorizzare la risorsa lavoro, effettuare investimenti su e nei saperi, accompagnare il processo di innovazione tecnologica e di riconversione economica e produttiva con una politica di solida e stabile occupazione, sostenere l&#8217;offerta anche attraverso politiche pubbliche mirate e selettive per rendere alternativa una competitivit\u00e0 basata sulla qualit\u00e0 dello sviluppo ad una competitivit\u00e0 fondata sulla riduzione dei costi, su un&#8217;offerta marginale e dequalificata, sulla riduzione dei diritti e la precarizzazione del lavoro.<br \/>\nLa precariet\u00e0 del lavoro, per le sue dimensioni e le sue conseguenze sociali, \u00e8 oggi insostenibile nella condizione di molte lavoratrici e di molti lavoratori e finisce per permeare di s\u00e9 la dimensione sociale della precariet\u00e0, a partire dalla condizione dei giovani e di un&#8217;intera generazione. Lavorare per la riduzione del lavoro precario anche con forme innovative da sperimentare sul territorio regionale, deve essere dunque una delle nostre priorit\u00e0. Proviamo ad iniziare dalle esperienze fatte in alcune realt\u00e0 della regione con accordi per una maggiore tutela dei lavoratori flessibili impiegati nei settori pubblici. Verifichiamo queste esperienze a livello regionale per capire se sono ripetibili ed eventualmente cerchiamo di incentivarle.<br \/>\nAbbiamo poi il grande tema di accentuare ulteriormente l&#8217;azione sulla priorit\u00e0 della sicurezza sui luoghi di lavoro per fermare lo stillicidio di morti sul lavoro e la catena insopportabile di incidenti nei luoghi di lavoro attraverso una lotta serrata, insieme a tutti i soggetti interessati, ad ogni forma di mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, al lavoro nero e al subappalto accompagnata da politiche tese a contrastare il lavoro precario.<br \/>\nCirca l&#8217;adeguamento della competitivit\u00e0 complessiva del sistema, delle infrastrutture, dei servizi e delle Istituzioni<br \/>\nsiamo direttamente coinvolti come sistema pubblico regionale.<br \/>\nInfrastrutture<br \/>\nOccorre anzitutto che vengano portate avanti con la massima decisione le infrastrutture gi\u00e0 pianificate con lo sforzo straordinario della Regione e quelle previste dal Governo nazionale. Su questo tema effettueremo tra poco un Consiglio Regionale dedicato e dunque non mi dilungo se non per dire che \u00e8 indubbiamente un punto fondamentale che dovremo saper cogliere appieno in occasione di questo prossimo appuntamento.<br \/>\nAree Vaste<br \/>\nOggi servono scelte fatte ad un livello di scala adeguato. Quando diciamo che \u00e8 necessaria una dimensione dell&#8217;impresa adeguata alla competizione e cerchiamo di andare a favorirne l&#8217;adeguamento dimensionale, non possiamo fare a meno di pensare che lo stesso vale per il sistema pubblico, che anzi deve fungere da volano e modello in questa direzione.<br \/>\nLe grandi scelte che riguardano la vita moderna di comunit\u00e0 sono scelte che hanno un livello di scala di Area Vasta. Oramai molte di esse hanno addirittura livelli di scala superiori. Questo, tra l&#8217;altro, \u00e8 imposto dalla nuova concezione dei Fondi Strutturali europei che guardano con attenzione a questo livello di scala istituzionale.<br \/>\nEnergia<br \/>\nUna delle questioni che pi\u00f9 incide nei costi aziendali e sull&#8217;intera struttura economica della Toscana sono i costi energetici. Occorre andare subito a definire le priorit\u00e0 che intendiamo adottare per abbattere il deficit energetico regionale, concretizzare le scelte che sono in fase di attuazione, mettere le gambe ai principi adottati fino ad oggi, attivare concretamente le filiere energetiche alternative e la nascita di nuove attivit\u00e0 nel settore.<br \/>\nOccorre incentivare il risparmio energetico negli edifici e nelle imprese come &quot;prima fonte energetica&quot; a disposizione per il risparmio delle famiglie e l&#8217;accrescimento di competitivit\u00e0 delle imprese.<br \/>\nServizi Pubblici a rilevanza industriale<br \/>\nE&#8217; un settore determinante per contenere il livello dei costi di famiglie e imprese, essere esso stesso volano fondamentale di sviluppo, contribuire concretamente e in maniera determinante alla realizzazione degli investimenti ambientali che ancora rimangono da effettuare per la salvaguardia del territorio<br \/>\nSono queste materie che richiedono un processo industriale per essere gestite all&#8217;altezza dei tempi, con livelli di scala adeguati per finanziare gli investimenti con il supporto del mercato, per costruire una filiera legata all&#8217;innovazione e alla ricerca in settori con alto tasso di espansione.<br \/>\nPer far questo occorrono gestori industriali di carattere almeno regionale in grado di condurre gestioni industriali di scala vasta che siano in grado di essere efficienti, competere sul mercato ed essere pronti alla liberalizzazione di questi servizi.<br \/>\nCredito<br \/>\nSul tema del credito le questioni sono ancora pi\u00f9 complesse e meritano un approfondimento successivo di cui ci faremo promotori.<br \/>\nAppare dunque opportuno, specialmente in un&#8217;ottica di medio termine, parlare di risorse finanziarie chiedendosi anzitutto quale sia stata l&#8217;evoluzione quantitativa del risparmio della Toscana e come si \u00e8 trasformato il suo impiego.<br \/>\nFino agli anni 80 il consistente risparmio toscano delle imprese e delle famiglie che veniva impiegato:<br \/>\n-per circa il 50% in Bot, Cct e strumenti simili e che quindi ritornava allo Stato e dallo Stato ritornava sul nostro territorio in trasferimenti, pensioni, etc.<br \/>\n-per circa il 50% alle imprese garantendo cos\u00ec lo sviluppo economico dei Distretti Industriali<br \/>\nOggi le risorse finanziarie sono gestite, anche attraverso la borsa, in strumenti finanziari globali che spesso vanno verso la rendita. E anche i nostri Istituti di Credito toscani investono in operazioni globali.<br \/>\nLa struttura produttiva Toscana \u00e8 scarsamente in grado ottenere un tal tipo di risorse perch\u00e9 non ci sono aziende in grado di riattivarle essendo non quotate in borsa, piccole, destrutturate, etc. e quindi con accesso impossibile agli strumenti finanziari evoluti.<br \/>\nEcco dunque un altro motivo di fondamentale importanza che ci porta a battere in testa se non si moltiplicano imprese con queste caratteristiche, ivi comprese quelle pubbliche che ne beneficierebbero anche in termini di qualificazione gestionale.<br \/>\nSulle Banche Toscane \u00e8 necessario dire, in analogia a quanto sopra, che \u00e8 interesse del territorio che le Banche abbiano il cervello in Toscana. E&#8217; qui, ma non c&#8217;\u00e8 tempo, ci sarebbe da fare il ragionamento circa le Banche del Tirreno, La Cassa di Risparmio di Firenze e lo stesso Gruppo MPS.<br \/>\nUna utilit\u00e0 di rapporti, in questa scarsit\u00e0 di risorse, pu\u00f2 esserci tra Banche e Enti Pubblici per trovare risorse su idee che oggi non vengono sviluppate perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 il know- how per farlo n\u00e9 da parte degli EEPP, n\u00e9 da parte delle banche.<br \/>\nVarrebbe la pena istituire di lavoro e di formazione tra tecnici della Regione, dell&#8217;ANCI, del sistema Bancario per la creazione di strumenti adatti al sistema pubblico che restituiscano capacit\u00e0 di investimento a quest&#8217;ultimo.<br \/>\nVi \u00e8 poi la necessit\u00e0 di trasformare e ampliare gli interventi passando da un sistema basato quasi esclusivamente sulle garanzie, a un sistema in cui si finanziano idee e progetti mantenendo le garanzie. Il Bond di sistema \u00e8 un buon strumento che va in questa direzione.<br \/>\nE questo ci porta al ruolo di FidiToscana e dalla sua collocazione come strumento essenziale per la definizione di una politica industriale ragionale. Fidi Toscana rappresenta uno snodo strategico per l&#8217;attuazione della programmazione regionale e per la promozione dello sviluppo. Se intendiamo andare sempre pi\u00f9 verso un ruolo della politica industriale regionale su pochi strumenti di intervento \u00e8 chiaro che Fidi pu\u00f2 svolgere un ruolo diverso che ho per\u00f2 cercato di indicare nei passaggi precedenti.<br \/>\nTurismo<br \/>\nUn&#8217;ultima considerazione riguarda il turismo. E&#8217; un settore che, seppure stia subendo delle flessioni, ha delle potenzialit\u00e0 fortissime.<br \/>\nBisogna anche qui innovare per tempo e andare verso una moderna &quot;industria del turismo&quot; di livello regionale, aggregando e riordinando gli strumenti attuali ed eliminando le dispersioni.<br \/>\nBisogna &quot;davvero (sottolineo davvero) fare sistema&quot; anzitutto tra i soggetti pubblici sia nella programmazione,che nella promozione, rafforzando il ruolo di Toscana promozione per l&#8217;internazionalizzazione delle imprese, promozione all&#8217;estero ecc. e delle APT per la promozione in Italia.<br \/>\nPoi tra soggetti pubblici e privati per la qualificazione del sistema e l&#8217;adeguamento del rapporto qualit\u00e0-prezzo<br \/>\nInfine a livello regionale perch\u00e9 le politiche per il turismo devono essere pi\u00f9 integrate con le altre politiche di sviluppo regionale: Cultura, Ambiente, Infrastrutture ecc.)<br \/>\nE occorre intervenire da subito su alcuni elementi di criticit\u00e0:<br \/>\n-rapporto qualit\u00e0\/prezzo<br \/>\n-incentivazione dell&#8217;attivit\u00e0 di commercializzazione dei tanti turismi che la Toscana pu\u00f2 offrire, attraverso la creazione da parte dei soggetti privati di pacchetti mirati che possono favorire la destagionalizzazione di mete meno conosciute della nostra Regione (oggi si promuove troppo e si commercializza poco).<br \/>\n-incentivare la capacit\u00e0 di aggregazione delle micro-imprese che operano nel settore.<br \/>\n-modernizzare infrastrutture leggeri e modelli gestionali per tipologie crescenti di turismo come quello ambientale (percorsi ciclabili, ippovie, green ways, etc.) e quello legato al benessere (centri termali, etc.), l&#8217;agriturismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signor Presidente, Presidente Martini, Assessori, Consiglieri, ringrazio tutti i membri della Commissione per il lavoro che hanno fatto in questi mesi che \u00e8 qui impossibile descrivere ma \u00e8 ben rappresentato nella documentazione che abbiamo consegnato nei giorni scorsi. 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