📍Vogliamo che i #beniconfiscati alle #mafie siano restituiti ai cittadini il prima possibile e con il miglior progetto. Non c’è cosa peggiore che far passare il tempo e abbandonare un bene al degrado.
➡️ Il nostro simbolo è la tenuta di Suvignano, che Giovanni Falcone sequestrò a Cosa Nostra nel lontano 1983. L’anno scorso siamo riusciti a restituirlo ai toscani e oggi lavoriamo perchè diventi la Casa della Legalità dei toscani e un’azienda agricola efficiente riconvertita al biologico.
➡️ Sappiamo che restituire ai cittadini un bene tolto dalle mani mafiose è un processo lungo, complicato, pieno di ostacoli. Solo al terzo grado di giudizio una casa, un terreno, un’azienda possono essere considerati definitivamente riutilizzabili.
➡️ Per questo oggi ho voluto aprire una riflessione con l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, la Prefettura, il Tribunale di Firenze, la Corte d’Appello, le Procure, l’Anci, i sindacati e le associazioni per capire cosa possiamo fare tutti insieme per agevolare questo sistema e per accelerare i tempi e provare ad impegnarci tutti attraverso la stipula di un Protocollo di Intesa.
➡️ Ad esempio, penso a un utilizzo temporaneo del bene subito dopo il sequestro. O alla possibilità di iniziare a progettare il futuro dell’immobile già dopo il secondo grado dell’iter di confisca definitiva, per farci trovare pronti una volta che il percorso sarà concluso.
❗️ Per fare questo ci vuole un quadro di regole condiviso. Oggi ho trovato in tutti una grande disponibilità . Ci mettiamo subito al lavoro.
