Abbiamo detto all’Europa che possiamo essere un Paese diverso. Le istituzioni non possono stare a guardare gli altri che affrontano la crisi, ma devono provare a riformarsi . Con la riforma del Senato stiamo provando a farlo, nel solco di quello che il presidente della Regione Bartolini sosteneva già nel 1984. Con la riforma del titolo V le Regioni avranno un ruolo diverso e questo le obbliga a ripensare al loro assetto. L’idea della macroregione lanciata da Rossi va in questo senso. In Toscana abbiamo colto il riordino delle province come occasione per ripensare l’ente. Adesso da ente di programmazione diventiamo anche ente gestore e saremo una Regione diversa. Certamente ora dobbiamo dimostrare ai cittadini che questa riforma funziona. Ma se la regione va sul territorio, gestisce funzioni importanti, certamente i comuni dovranno strutturarsi, essere più forti, esprimere una maggiore coesione territoriale per riempire quel vuoto lasciato dal ruolo che prima svolgevano le province. Per crescere e guardare verso l’alto il territorio ha bisogno di stare più insieme. Ecco perché ci vogliono le fusioni e le associazioni dei comuni, fatte coinvolgendo i cittadini e le imprese. Perché la forza del territorio la si esprime di più e meglio se si rappresenta una comunità numerosa ed economicamente significativa.
Ne abbiamo parlato a #Livorno a un’iniziativa organizzata dal pd cittadino.
