Dopo un manifestazione come quella di stamani a Suvignano…

Dopo un manifestazione come quella di stamani a Suvignano abbiamo qualche responsabilità in più: rafforzare la nostra azione per la legalità e contro le mafie, ottenere il giusto utilizzo per questa tenuta, fare in modo che tutti i beni sequestrati abbiano una gestione culturale, sociale ed economica positiva ed autosufficiente. Pensiamo dunque ad un percorso concreto all’interno del quale evitare la messa all’asta della tenuta, predisporne una gestione efficiente, che faccia crescere l’occupazione, l’economia del territorio e i valori della legalità e aprire contemporaneamente una fase di nuova attenzione alla legalità stessa, alla lotta alle mafie, coinvolgendo le istituzioni e la società toscana e valutando se non sia il caso di produrre anche una nuova legge regionale toscana sulla legalità. Il perché della nostra presenza stamani sta tutta nelle parole di un giovane di 19 anni, riportate da un quotidiano: “Mi chiedo a cosa possano servire gli innumerevoli sforzi di tutti coloro che costantemente si battono per la legalità, che in questo Paese tanto si fatica ad ottenere. Ogni giorno centinaia di persone, non eroi ma persone oneste, portano allo sfinimento il proprio corpo, il proprio cuore e il proprio coraggio per assicurare un barlume di giustizia e di speranza a chi abita, e a chi abiterà, il nostro Paese […] La mafia è uno dei più grandi mali d’Italia, il popolo italiano lo sa ma molti ancora chiudono gli occhi, si tappano le orecchie e la bocca. Noi non ci stiamo, il bene dev’essere affidato a chi lo gestirà nel nome del giusto, del lavoro pulito e della legalità”. Tutto si tiene in questa riflessione.

Questa tenuta enorme, la più grande del Centro-Nord, è un bene che dimostra e simboleggia il potere e la forza della criminalità organizzata, che cosa è in grado di fare anche nella nostra Toscana, e quindi nel Centro e nel Nord d’Italia. E di come è possibile sconfiggerla. Ecco perché qui non si può correre il rischio andare verso una destinazione diversa da quelle previste prioritariamente dalla legge La Torre. Una legge che, ricordo, ha preso tal nome perché quel parlamentare, quel grande uomo, ha perso la propria vita proprio per questi valori.Importantissima e di grande valore la presenza di suo figlio Franco stamani con noi: una presenza che ci aiuta molto a riflettere e provare a fare le cose perbene.

Il viceministro Bubbico ha confermato la disponibilità a riconsiderare la decisione di mettere all’asta la tenuta. La prossima settimana ci incontreremo per esaminare il progetto presentato da Regione Toscana e Enti locali del territorio, un progetto che riesce a contemperare le finalità sociali previste dalla normativa con il proseguimento dell’attività produttiva. Sarà molto importante che questo confronto con il Governo vada a buon fine e ringrazio i Parlamentari che in questi giorni hanno manifestato la loro adesione perché sono certo che ci sosterranno anche in questa decisiva occasione.

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