Già prima della conversione del decreto Salvini avevamo denunciato insieme ad Anci gli effetti che può produrre sul territorio (solo in Toscana quasi 5000 persone sarebbero costrette all’irregolarità), creando problemi ai sindaci e producendo insicurezza e criticità di gestione sociale.
La stessa cosa l’avevamo detta al ministro in sede di consultazione con le Regioni.
A fine anno abbiamo presentato una proposta di legge dove si affermano i diritti essenziali di tutte le persone sul nostro territorio e si consente legittimamente ad istituzioni, associazioni e cittadini di operare affinché nessuno si trovi a vivere in Toscana senza questi diritti essenziali.
Oggi c’è una forte iniziativa dei sindaci che sta prendendo corpo e verso la quale la Regione offre disponibilità e sostegno.
Da giorni stiamo lavorando per produrre un ricorso contro alcune norme contenute nel decreto Salvini.
A questo proposito mostriamo tutta la nostra disponibilità a valutare insieme ai sindaci l’esercizio previsto dalla legge La Loggia (norma che prevede la possibilità per i Comuni di richiedere attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali che sia la Regione a farsi carico del ricorso alla Consulta in tempi più rapidi e modalità coerenti con il dettato costituzionale).
Si rafforzerebbe così, in un percorso Regione – Comuni costituzionalmente corretto ed efficace, l’obiettivo di far valutare la norma alla Consulta.
