La Toscana nei secoli è stata la patria dell’innovazione in tutti i campi e vogliamo continuare ad essere una terra che attrae e ospita innovazione. E non solo perché in una terra bella e dove si sta bene le idee nuove vengono meglio. La nostra regione è la prima in Italia per numero di spin-off universitari, ma solo sesta per numero di start-up; proprio in questa direzione stiamo lavorando per favorire le condizioni per un balzo in avanti. Per questo abbiamo azzerato per un anno l’irap alle startup innovative, per questo investiremo buona parte del ciclo di programmazione 2014-2020 dei fondi europei a favore di progetti promossi da aziende dinamiche e innovative, quelle che in questi anni hanno dimostrato di saper reggere meglio gli urti della crisi. La regione sta giocando con risorse e convinzione una partita da cui dipende il futuro del nostro sviluppo economico, investendo nel potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, puntando sugli open data come chiave attrattiva per il mercato e leva per il profitto delle imprese. Noi ci siamo e, come ho detto stamani nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio portando i saluti della Regione all’assemblea di Assinform, siamo pronti e disponibili a collaborare con il mondo dell’impresa per dare gambe a idee e progetti capaci di innovare la Toscana.
