Stamani, intervenendo alla Scuola Normale di Pisa in occasione della chiusura del master interunivesitario sulla formazione di esperti in processi partecipativi, ho rilanciato il ruolo della Toscana come frontiera avanzata della partecipazione. Per la Toscana partecipazione è arrivare a decisioni rapide dopo un dibattito pubblico fatto senza spontaneismo e improvvisazione, ma che al tempo stesso rafforzi la responsabilità di chi decide. Ci sono tre filoni sui quali la nuova legge, approvata a luglio scorso, si muove: l’introduzione del “dibattito pubblico” sul modello francese obbligatorio per i progetti di importo superiore a 50 milioni; l’utilizzo di specifiche competenze professionali, interne ed esterne alla macchina pubblica; l’uso sistematico e allargato di internet e delle nuove tecnologie. E proprio la rete può diventare un vero strumento democratico di partecipazione, che renda più facile e produttivo il confronto tra i cittadini, e tra i cittadini e le istituzioni, e non come un luogo “mitico” con cui si prova a sostituire le istituzioni della democrazia rappresentativa.