Suvignano è soprattutto un simbolo e i simboli valgono spesso più dei beni materiali. Domenica scorsa eravamo più di mille, per chiedere che la più grande delle tenute sequestrate alla mafia in Toscana non sia posta in vendita e che venga realizzato il progetto, di grande valore sociale, che ne prevede l’utilizzo da parte delle istituzioni locali e delle associazioni. Ieri una svolta importante, forse decisiva. Il viceministro Bubbico ha infatti assicurato al presidente Rossi che sarà modificata la normativa sui beni confiscati, creando così le condizioni per poter realizzare il progetto che prevede la restituzione dell’intero complesso al territorio e ai cittadini. La Regione ha le idee chiare, da tempo messe nero su bianco: una gestione multifunzionale fondata sull’agricoltura sostenibile e di qualità. Per creare nuova occupazione e soprattutto per rafforzare la cultura della legalità e della lotta alla mafia. È un nuovo inizio per Suvignano.