«Prima cosa. La decisione in merito alla creazione di un CIE è di competenza del Ministro degli Interni sentiti altri Ministri. Ci dite che ci vuole assolutamente un CIE in Toscana. Ma allora non capiamo:- se fino ad ora Maroni non ha ritenuto di iniziare la procedure per l’istituzione di un CIE in Toscana i casi sono due: o il CIE non serve oppure il Ministro non sta facendo bene il suo lavoro-. Allora non capiamo perchè vi agitate tanto a richiederlo. Volete per forza, per motivi solo di strumentalizzazione politica o motivi ideologici costringere qualche comunità della Toscana a prendersi un CIE. Se è così ditelo chiaramente a quei cittadini toscani che ci dovranno convivere. Se è così noi non ci stiamo».
«Seconda cosa. I Cie come si sono visti finora non vanno bene: lo dicono tutti! Lo dicono Medici Senza Frontiere, Amnesty International, altre associazioni. Lo dice anche l’ONU. Allora noi diciamo che siamo decisamente contrari a strutture che non salvaguardino i diritti delle persone e dove siano lesi i diritti umani. Voi lo volete così? Vi preme che ci sia punto e basta o forse è opportuno farlo perbene?
«Terza cosa. Se il ministro ritiene che è utile, allora noi diciamo: bene, ma in Toscana vorremmo dire la nostra, perché anche la Corte costituzionale ha stabilito che le Regioni hanno il diritto di farlo. E noi diremo: i Cie siano luoghi civili, dove vengono rispettati al meglio i diritti umani delle persone.».
Lo ha detto Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, dichiarando il voto favorevole dei democratici alla mozione presentata dai capigruppo di maggioranza e approvata in Aula sulla “eventuale collocazione di un Centro di Identificazione ed Espulsione in Toscana.
