Siamo stati i primi ad avere legge su partecipazione e dopo una prima fase di start-up possiamo dire che da oggi inizia una nuova stagione. Due sono gli aspetti principali che caratterizzano questa normativa: il dibattito pubblico alla francese e un utilizzo importante e sistematico della rete e delle nuove tecnologie. Questa mattina l’Autorità per la partecipazione, organismo indipendente a cui la legge assegna il compito di verificare e indirizzare i processi partecipativi, ha presentato in Consiglio regionale venti nuovi progetti partecipativi locali. Ogni progetto sostenuto dall’Autorità avrà un proprio spazio http://open.toscana.it/web/partecipa gratuito e accessibile all’interno di Open Toscana, dove sarà possibile seguire direttamente tutte le fasi del processo ma soprattutto partecipare.
Un altro modo per fare della pubblica amministrazione un luogo di scambio e relazione. Innovare la pa, significa soprattutto imparare a “contaminarla”, trasformandola quindi in un luogo di relazione e cooperazione, invitando i cittadini a partecipare.
Due dei progetti presentati stamani riguarderanno anche la Regione intesa come ‘macchina’. Uno interessa la semplificazione (ne ho parlato nel post pubblicato ieri), con la consultazione on-line sulle nove misure possibili (e una decima da suggerire) per alleggerire gli oneri burocratici delle imprese. C’è una stanza anche sugli open data, in cui chiediamo ai cittadini di dirci quali dati vorrebbero che venissero messi a disposizione. E poi un laboratorio di idee tra i dipendenti della Regione, che sarà inaugurato nei prossimi giorni, per proporre progetti, soluzioni e modi per programmare meglio il futuro lavorativo nell’articolato sistema regionale fatto di Giunta e Consiglio.


