La Toscana ha finalmente una legge sugli open data. Il Consiglio regionale ha infatti approvato approvato oggi all’unanimità (unanime era stato anche l’ok da parte della commissione competente, il testo licenziato nel dicembre scorso dalla Giunta regionale. È un buon traguardo, raggiunto dopo avere fatto una consultazione e una collaborazione tra i nostri tecnici ed esperti, i rappresentanti delle istituzioni, i cittadini che hanno dato il loro contributo con idee e suggerimenti. La nostra regione può contare ora su uno strumento innovativo, che vuole contribuire a realizzare un’amministrazione pubblica sempre più digitale e aperta, basata sulla trasparenza, sulla diffusione dei dati liberamente accessibili e riutilizzabili, sulla partecipazione e sulla collaborazione con le altre amministrazioni pubbliche, i cittadini, le imprese e tutti i soggetti del territorio. È questo il nostro obiettivo e gli open data rappresentano un elemento imprescindibile per raggiungerlo. Per questo abbiamo realizzato Open Toscana, che non a caso ha nel bottone dei dati aperti il suo cuore pulsante. Uno spazio in cui la pubblica amministrazione non si limita ad essere uno “sportello” per accedere a determinati servizi, ma vuole diventare un soggetto dialogante che si interfaccia con il cittadino anche per chiedergli suggerimenti o un contributo alle decisioni che lo riguardano. Negli open data la Toscana può soprattutto trovare una occasione di sviluppo, in grado di favorire la nascita di servizi innovativi, stimolare la crescita economica con le tante start up toscane e l’impegno sociale. Se Google, Apple e Microsoft usano i nostri opendata non vedo perchè non possano essere un motore per le giovani aziende toscane che fanno innovazione.
A questo link il testo della legge
