Essere arrivati ad un’unica interfaccia condivisa per i Suap della Toscana è un risultato che non era scontato. Così come non lo erano le altre otto misure di #semplificatoscana : nodi e ostacoli della burocrazia che sono stati risolti. Ci siamo riusciti affrontando la questione con un metodo diverso: andando a chiedere direttamente a chi ogni giorno ha a che fare con la pa che cosa non va ma soprattutto idee e suggerimenti per migliorarla e renderla più efficiente.
La stessa idea che ha ispirato la nascita di Open Toscana: un luogo in cui la pa non si limiti ad offrire servizi “a sportello” al cittadino ma ci si confronti e ci collabori. Vorremo che tutto questo, come ho detto stamani a Castelfranco di Sotto (foto in basso) durante un convegno su Suap e semplificazione, diventasse l’inizio di un nuovo paradigma. Non calato dall’alto ma condiviso, in cui la soluzione suggerita da uno (cittadino, impresa, ente locale) possa magari diventare un modello valido per altri. O anche per tutti se funziona.
Se vogliamo andare verso questo modello e rafforzarlo dobbiamo remare tutti dalla stessa parte. Con investimenti che si concentrino tutti in una direzione anziché disperdersi in mille rivoli e per sviluppare le infrastrutture e la tecnologia necessarie. Essere “open” non solo a parole ma nei fatti, aprendosi all’innovazione e anche a contaminazioni esterne. E’ una sfida che riguarda non solo la pa, ma tutta la politica.
