L’area dell’Empolese Valdelsa è ricompresa in più Distretti Industriali: quello di Empoli, quello di Castelfiorentino ed il Comune di Fucecchio è ricompreso in quello di S.Croce S/Arno.
In stretta contiguità vi è il Distretto Industriale di Poggibonsi e quello della Val di Nievole. Una parte importante della Toscana centrale è, quindi, caratterizzata dalla presenza di questo particolare modello produttivo e dei servizi.
Credere che questa area possa dare un contributo significativo al suo sviluppo significa, soprattutto, far sì che i Distretti Industriali divengano davvero il punto di applicazione privilegiato delle politiche industriali della Regione e si pongano in maniera incisiva all’attenzione degli organi istituzionali, quali interlocutori attivi nelle politiche economiche nazionali e comunitarie.
Con oltre 31.000 addetti (ISTAT, 1991) l’Empolese Valdelsa si è riconfermata la terza area industriale della Toscana, dopo Firenze e Prato.
Se si guarda, inoltre, alla crescita della produzione di servizi, si nota la dinamicità dell’Empolese Valdelsa anche in questo settore. Ciò smentisce coloro che stigmatizzavano il distretto industriale come ambito poco adatto a far crescere al suo interno un reticolo di unità produttive dei servizi rivolti sia alle imprese che alla comunità. Reticolo che si è rivelato importante per la competitività dei plessi locali di piccole e medie imprese.
A loro volta, il distretto industriale di Empoli e quello di Castelfiorentino si pongono come gravitazionali fra altri quattro identificati dalla Regione Toscana e fra i due grandi sistemi metropolitani e presentano dei valori significativi così sintetizzabili:
-una presenza sempre consistente dell’industria ed il proseguimento dell’espansione del terziario;
-uno dei più importanti “nodi” delle vie di comunicazione della regione;
-una posizione turistica conseguentemente strategica;
-una conservata predominanza operaia e piccolo-imprenditoriale;
-una giacenza pro-capite record di depositi bancari;
-una straordinaria ricchezza ospedaliera ed assistenziale in rapporto al numero degli abitanti;
-una dotazione di scuole di assoluto rilievo e ricchezza di indirizzi, oltre che di vastità del bacino di gravitazione:
-una presenza propria peculiare nell’offerta di servizio pubblico di acqua, energia, smaltimento dei rifiuti.
I due distretti industriali potranno operare, tenendo conto del quadro sopra riportato, secondo queste linee:
-essere di stimolo per una iniziativa di indirizzo politico sui temi dello sviluppo economico che abbia valenza di area;
-consentire una ricollocazione a livello più adeguato delle esigenze dell’area rispetto ai referenti pubblici regionali, nazionali e comunitari;
-costruire un intervento a “rete”, fino dalla fase decisionale, tra istituzioni e privato attraverso le sue organizzazioni;
-consentire una effettiva capacità progettuale ed operativa attraverso la realizzazione di uno strumento tecnico che possa dotarsi di professionalità adeguate.
Si delinea la necessità di individuare nei seguenti filoni portanti il programma di fondo dello sviluppo economico dell’area e del distretto.
Decentramento dei servizi
Un decentramento dei servizi strategici dedicati al sostegno delle aziende:
– Apertura di un ufficio Unico delle Entrate come priorità nel piano di attivazione predisposto dal Ministero delle Finanze nel quinquennio 1996-2000
-Attivazione del collegamento telematico del Catasto presso i Comuni;
-Realizzazione della nuova sede INPS in grado di svolgere tutte le funzioni necessarie per l’area (riscossione contributi, attività di vigilanza, ufficio legale ecc.);
-Potenziamento della sede INAIL come predisposto dai piani dell’Istituto;
-Rafforzamento degli Uffici della Camera di Commercio;
-Apertura di Uffici Doganali.
Rete viaria
-Le priorità assoluta è costituita dalla Strada Statale 429. La realizzazione della nuova S.S. 429 è assolutamente prioritaria. I Comuni, insieme ai cittadini di quest’area, si battono da anni per la realizzazione di questa infrastruttura. Essa rappresenta, da un lato, la risposta alle esigenze di carattere ambientale e di sicurezza della popolazione e, dall’altro, la soluzione di molti dei problemi di collegamento delle aziende della zona e tra i distretti industriali presenti, oltre che per la realizzazione di un moderno ed efficiente sistema sanitario locale.
-Direttamente collegata alla realizzazione della nuova S.S. 429 è la costruzione dello svincolo a ovest di Empoli sulla S.G.C. FI-PI-LI ad Empoli. Tale svincolo, oltre che necessario per l’innesto della S.S. 429 alla S.G.C. FI-PI-LI è necessario al completamento dell’anello di comunicazione dei Comuni in riva destra dell’Arno, al collegamento di tutti e 15 i Comuni della U.S.L. 11 alla costruenda zona ospedaliera di Empoli, al superamento della ferrovia ed al relativo collegamento con le zone produttive.
-Necessaria, ed indispensabile per accedere in maniera più consona agli insediamenti produttivi, commerciali e di terziario avanzato, è anche la ristrutturazione dello svincolo “Empoli est” della FI-PI-LI.
Rete ferroviaria
Disegnare la rete viaria e dei trasporti significa prima di tutto mantenere un equilibrio, una complementarità, fra il trasporto su gomma e quello su rotaia. All’interno di questa affermazione, il potenziamento del trasporto su rotaia – sia per i passeggeri che per le merci – assume, per la nostra zona, un’importanza particolare sia per la comunicazione interna all’area (la pendolarità interna all’area legata al lavoro ed alla scuola è alta) che per quella esterna.
Nel quadro del sistema ferroviario regionale Empoli rappresenta uno snodo centrale per il collegamento fra il capoluogo della Regione, l’area della costa (Pisa, Livorno, ecc..), la Provincia di Siena ed i diversi Comuni che fanno parte dei Distretti Industriali di Empoli, Castelfiorentino, Poggibonsi, Santa Croce Sull’Arno e della Val di Nievole. Anche da ciò si comprende l’importanza di un potenziamento e di una velocizzazione della rete ferroviaria.
Il completamento del quadruplicamento della linea Empoli – Firenze, la programmazione di orari cadenzati, velocizzerebbe di gran lunga il collegamento Est-Ovest interno alla Regione. Così come il completamento del raddoppio della linea Empoli-Siena consentirebbe di dare un contributo decisivo alla diminuzione del trasporto su gomma sulla S.S. 429 e di rendere più rapidi gli spostamenti interni all’area (Valdelsa – Empoli) nonché quelli esterni (Siena-Empoli-Firenze/Pisa).
Nel quadro ancora più strettamente connesso all’attività economica riveste fondamentale importanza la realizzazione dei servizi di scambio gomma-rotaia previsti nella nuova zona industriale di Montelupo F.no.
Nel quadro della mobilità delle merci è poi opportuno assicurare una maggiore funzionalità ed un potenziamento delle attività con l’aeroporto di Pisa e con il porto di Livorno.
La realizzazione di un efficiente collegamento a rete tra gomma, rotaia, aereo e nave è una questione che deve essere affrontata dagli organi competenti come servizio indispensabile per questa area.
Rete infrastrutturale dei servizi
E’ irrinunciabile pensare alla creazione di una rete infrastrutturale dei servizi che, prendendo avvio dalla incentivazione della fruibilità e diffusione dei servizi già offerti sul territorio ( centri di servizio, associazioni imprenditoriali e di categoria, strutture degli altri Distretti Industriali, centri di ricerca, Camera di Commercio, Eurosportelli, ecc)
si integri con le aziende, le strutture pubbliche e i centri di servizio della zona e con quelli presenti nelle zone limitrofe anche attraverso la creazione di una rete telematica che li colleghi e li integri con le funzioni amministrative locali e li connetta con la Regione e l’Europa anche in un’ottica di individuazione delle risorse utilizzabili in supporto ai singoli progetti.
L’implementazione di una rete di fibra ottica che copra tutta l’area riveste importanza primaria per lo sviluppo dell’economia e della democrazia.
Deve essere posta con celerità la questione della installazione e della gestione di questa rete, poiché strategica per garantire il futuro alle attività locali.
In questa ottica, particolare attenzione sarà rivolta agli interventi tesi alla diffusione delle conoscenze, attraverso anche la formazione di figure professionali specifiche che possano operare adeguatamente rispetto alle esigenze di un moderno sistema di terziario avanzato.
In particolare è ipotizzabile un intervento su:
-Attività di monitoraggio sulla situazione economica dell’area svolta in collaborazione con i principali centri di rilevazione della congiuntura economica.
-Guida ai finanziamenti pubblici regionali, nazionali, comunitari.
-Supporto alla creazione di nuove imprese, anche in collaborazione con le associazioni imprenditoriali.
-Supporto alla innovazione tecnologica anche tramite la creazione di organo e/o centro, quale anello di congiunzione tra: le conoscenze delle tre Università regionali e le esigenze/prospettive delle attività locali.
-Supporto per la conoscenza e l’interconnessione con le attività della CEE.
In tempi brevi si dovrà inoltre arrivare alla costruzione degli edifici dove insediare gli attuali centri di servizio presenti nella zona e le altre strutture di supporto alla piccola e media impresa. Tali edifici, a Empoli e Castelfiorentino, potranno anche costituire da sede per le strutture che sorgeranno a supporto del distretto. L’Empolese Valdelsa è al centro di un’area che vede la presenza di questo particolare tipo di modello di sviluppo. Si presta, quindi, particolarmente a divenire sede di un Osservatorio e di un Centro Studi sui Distretti Industriali. Tale strumento, costituito attraverso un’intesa fra Regione, Provincia e Comuni, si presta ad essere utilizzato dalle istituzioni, dalle imprese, dalle diverse organizzazioni economiche e sociali, per programmare e verificare gli interventi.
Particolare importanza riveste inoltre l’iniziativa della Provincia di effettuare uno studio sulle opportunità imprenditoriali nei due Distretti dell’area.
Opportuno è inoltre lavorare per la realizzazione di un progetto, in coordinamento con il Distretto Industriale di S.Croce e con il progetto regionale per la Rete Telematica, di una rete a servizio delle imprese e dei tre distretti.
Formazione professionale e manageriale
La creazione di un sistema flessibile di formazione professionale e manageriale che si integri con l’attuale sistema scolastico e che lavori su progetti di intervento facilmente adeguabili ed aggiornabili a seconda delle esigenze al fine di consentire la creazione di quel serbatoio di conoscenze e professionalità, di risorse umane, indispensabile psmaltimento dei rifiuti.
I due distretti industriali potranno operare, tenendo conto del quadro sopra riportato, secondo queste linee:
-essere di stimolo per una iniziativa di indirizzo politico sui temi dello sviluppo economico che abbia valenza di area;
-consentire una ricollocazione a livello più adeguato delle esigenze dell’area rispetto ai referenti pubblici regionali, nazionali e comunitari;
-costruire un intervento a “rete”, fino dalla fase decisionale, tra istituzioni e privato attraverso le sue organizzazioni;
-consentire una effettiva capacità progettuale ed operativa attraverso la realizzazione di uno strumento tecnico che possa dotarsi di professionalità adeguate.
Si delinea la necessità di individuare nei seguenti filoni portanti il programma di fondo dello sviluppo economico dell’area e del distretto.
Turismo
L’esigenza più importante è quella di disporre di una sorta di Authority territoriale in grado di valorizzare il nostro bacino turistico attraverso le proprie capacità di coordinamento degli indirizzi di sviluppo e l’attivazione di strumenti capaci di raccordare privato e pubblico, per l’adozione di un programma di promozione e commercializzazione della potenzialità dell’Empolese Valdelsa.
Interventi prioritari sono:
-la valorizzazione e la promozione globale dell’immagine dell’area con caratterizzazione del patrimonio storico-artistico e paesistico e della localizzazione geografica di vicinanza alle città d’arte.
-l’attivazione di alcuni uffici di informazione ed accoglienza turistica (IAT) collegati alla banca dati regionale che contiene ogni informazione turistica della Toscana;
-la costituzione di un circuito turistico dell’area effettuato attraverso la produzione, con caratteristiche uniformate, di materiale promozionale e di itinerari e materiale per visite guidate mirato per fasce di utenza (scolastico, medio ed alto livello culturale);
-l’individuazione e la localizzazione delle strutture e dei servizi necessari;
-il potenziamento delle strutture ricettive;
-lo sviluppo della produzione e commercializzazione ai turisti di prodotti agro-alimentari tipici, souvenir, artigianato locale, artigianato artistico, arte contemporanea, antiquariato;
-il reperimento delle risorse attraverso l’elaborazione di progetti specifici di intervento che facilitino l’accesso a finanziamenti pubblici e riescano a convogliare gli investimenti privati.
-la ulteriore qualificazione e lo sviluppo del sistema museale ed il suo collegamento con nuove strutture di vendita della produzione locale.
I problemi del lavoro e dell’occupazione
I problemi del lavoro e dell’occupazione sono strettamente connessi con l’andamento generale dell’economia ed appaiono sempre più essere come il problema dei problemi. Anche se la nostra area non appare suscitare preoccupazioni elevatissime, appare sempre più verificabile anche nel nostro contesto che il sistema economico anche quando riesce a produrre ricchezza non riesce però a produrre occupazione e lavoro.
L’attenzione che il distretto industriale deve dedicare al problema dei giovani, al problema dello sviluppo, al problema dell’integrazione nel tessuto socio-economico di nuovi cittadini provenienti da nazioni diverse, dimostra che la soluzione, anche solamente parziale, del problema può venire solo dall’interconnessione di diversi fattori che devono essere tutti inquadrati in questa ottica di attenzione.
Una attenzione attiva e non di tipo assistenzialistico alle problematiche attinenti al lavoro può venire inoltre da un’azione tesa a destinare risorse di comuni, provincia e regione per lavori straordinari per la realizzazione di “progetti socialmente utili”, che vedano coinvolti i giovani in cerca di prima occupazione, i disoccupati, i cassintegrati, le donne. Con questo strumento, legge 19.7.1994 n.451 e legge regionale 7.3.1994 n.23, è possibile un inserimento nel mondo del lavoro particolarmente efficace e flessibile per fasce di lavoratori iscritti da più di due anni nella prima classe delle liste di collocamento. Occorrerà lavorare affinché questi strumenti possano operare ancora più efficacemente ed in modo più snello possibile.
Altrettanto impegno dovrà essere dedicato alla:
-creazione di banche dati che, interagendo con le aziende, gli enti pubblici le varie istituzioni e la locale sezione dell’Ufficio del Lavoro e della Massima Occupazione, siano in grado di favorire l’incontro della domanda con l’offerta di lavoro e rendere meno difficoltoso l’accesso dei giovani al mondo del lavoro;
-creazione di servizi di orientamento al lavoro, capaci di esplicare sia un’attività informativa che di fornire moduli di orientamento. Ciò all’interno degli Uffici di Relazione con il Pubblico dei Comuni e in collegamento con le agenzie pubbliche provinciali e le agenzie private che già offrono analoghi servizi;
-attivazione di interventi di supporto e di indicazione dei percorsi utili nella preparazione a concorsi e selezioni.
I problemi connessi con il sistema del credito
Una riflessione generale in tal senso deve essere aperta insieme alle aziende di credito operanti sul territorio. Vi è la necessita di aprire un rapporto nuovo con il sistema bancario che sia in grado di approfondire le tematiche relative al credito e consenta di attuare politiche di sostegno all’accesso del medesimo da parte delle aziende, in particolare di quelle di nuova costituzione.
In questo quadro appare anche fondamentale una riflessione sul rapporto fra sistema economico, sistema bancario e settore non profit.
Appare inoltre opportuno che il Comitato di Area si attivi con iniziative mirate atte a favorire l’accesso al credito da parte delle aziende del territorio, integrandosi con le varie forme di intervento presenti: consorzi fidi, cooperazione di garanzia, etc.
Gli interventi a sostegno
L’obbiettivo prioritario che si devono porre le varie istanze che partecipano al “disegno” dello sviluppo economico toscano deve essere quello di basarsi su criteri che permettano uno sviluppo equilibrato della Toscana. E’ necessario evitare che la concorrenza fra sistemi locali non venga “falsata” dagli interventi comunitari