Do il benvenuto a tutti voi a questa mattinata per la consegna del 45 Premio Pozzale Luigi Russo.
Siamo anche quest’anno a premiare due opere molto particolari, come è stata consuetudine del premio in tantissime occasioni.
Dare valore al gusto, al piacere del particolare e dell’approfondimento, del miglioramento narrativo e scientifico, dall’angolatura anch’essa particolare ma straordinariamente bella della diversità "ricca", è una prerogativa del premio che ne ha sempre contraddistinto il valore e che vorrei rimanesse per sempre lo spirito di fondo del Pozzale come richiamo del senso comune al rispetto della complessità dei fenomeni culturali, dei linguaggi e dei comportamenti.
Come non ritrovare appieno queste cose nelle due opere premiate oggi.
Un modo accattivante, scientificamente serio, completo di affrontare con la narrazione e da una visuale particolare, alcuni temi legati alle diversità per eccellenza: la diversità tra ricco e povero e quella, la prima di tutte, tra donna e uomo.
Non sta a me entrare nel merito delle opere. Ricci mi scuserà però se dico che sono particolarmente contento che tra i vincitori di quest’anno vi sia una donna.
Siamo alla 45a edizione del Premio e vorrei ringraziare chi ha lavorato a rendere il premio quello che oggi rappresenta. In particolare ringrazio la Giuria ed il Comitato Promotore e chiedo loro di lavorare a fianco dell’Amministrazione per portare il Premio alla sua 50 edizione ancora più vivo e al con le cose di oggi e con una città che va crescendo.
Il Pozzale è un "vero" premio letterario, che ha conservato tutta la sua integrità, la sua autonomia e la sua serietà. Abbiamo tutti i presupposti per farlo crescere ulteriormente.
Occorre che il Premio divenga ancora più "autonomo". Solo con una propria autonomia ancora più marcata si potrà migliorare un qualcosa che è già di ottimo livello. Dovremo studiare da subito le varie forme con cui realizzare questa più marcata autonomia e scegliere la strada migliore e lo strumento migliore per attuarla.
Occorre che il Premio lavori ancora di più 365 giorni l’anno, faccia ancora di più iniziative nella città rivolte prevalentemente ai giovani e alla scuola. La formazione deve essere la nostra "ossessione" nei prossimi anni. La risorsa principale su cui la città deve contare e sulla quale investire. Bisogna riuscire a inventare un nuovo spazio aperto di riflessione e sperimentazione con cui misurarsi partendo dal saper ascoltare le esigenze del mondo della formazione e verso il quale non si risparmino energie per tentarne una rimotivazione, per tentare la ricostruzione di un clima dinamico del sapere e dell’apprendere in tutte le età della vita. Il Premio Pozzale potrà essere una leva fondamentale per la creazione di un ambiente culturale che stimoli a questo, che lavori per questo, che si metta anch’esso a disposizione per questo.
Occorre che il Premio si apra ulteriormente: da un lato alla città e dall’altro verso l’esterno. Un premio che sia un po’ più di Empoli ed un po’ meno solo di Empoli, che sappia farsi vedere anche da fuori e si possa visibilmente misurare con il resto del panorama culturale esterno.
Ma di questo avremo modo di riparlare. Adesso dedichiamoci al resto della mattinata
