46° Premio Pozzale Luigi Russo

Do il benvenuto a tutti Voi alla 46 edizione del Premio Pozzale Luigi Russo.
Questo è anche il 50° anno di vita del Premio ed abbiamo deciso di effettuare la cerimonia di consegna del Premio proprio al Pozzale, dove cinquanta anni fa è nato.
Nacque come sono nate e nascono tante cose nella nostra città: da una idea, un’idea dal basso, confrontata fra un gruppo di persone, operai e contadini, che decisero fosse l’ora di tentare di fare qualcosa per mettere concretamente insieme intellettuali e semplici lavoratori.
Il primo bando, oltre al disegno di Sineo Gemignani che è divenne ed è tutt’oggi l’emblema del Pozzale, recitava:
"Il Premio letterario del Pozzale nacque in una sera d’estate del 1948 nel corso di una riunione di operai e contadini. L’intento era di dare vita ad una manifestazione culturale di coronamento alla tradizionale festa della stampa democratica, manifestazione che segnasse un punto di incontro tra intellettuali e semplici lavoratori, che fosse dedicata alla vita e alle lotte del lavoro".
In queste parole ci sono dei richiami così forti da parlare da soli: la vita, il lavoro. Fa impressione, in particolare, il richiamo, vorrei dire l’appello, all’incontro tra intellettuali e lavoratori, e fa impressione il fatto che, ancora una volta, erano proprio i lavoratori a lanciarlo.
Lo lanciavano dopo che la resistenza aveva messo a contatto lavoratori ed intellettuali, fianco a fianco nella lotta antifascista, ed aveva fatto crescere la consapevolezza del valore della cultura anche ai fini del riscatto politico e sociale. E c’era in quel richiamo tanto del ruolo di Antonio Gramsci.
Nacque così un premio che non solo si ispirava ai valori dell’Antifascismo e della resistenza, ma che trovava in essi i suoi presupposti.
Stasera, nella cerimonia organizzata dalla Casa del Popolo, scaveremo più a fondo nella vita del Premio.
Adesso voglio solamente aggiungere che questi cinquanta anni di vita, spesso anche travagliata, del premio sono stati anni nei quali il Pozzale ha rappresentato, forse più di ogni altra iniziativa della città non fosse altro che per la costanza del Premio, il modo per tenere un rapporto con la parte migliore della cultura italiana.
Ed è sempre stato un rapporto, basta scorrere la storia, le edizioni del Premio, le iniziative collaterali che si sono succedute (comprese quelle vivissime degli ultimi anni) che non ha mai cercato la luce poderosa dei riflettori ma ha sempre usato la luce soffusa ed il silenzio che si preferisce quando si studia, si approfondisce, si riflette, si confrontano temi ed opinioni.
Certo questo ci ha portato meno visibilità, non ha fatto vendere più libri ai nostri premiati. Ma d’altronde i premiati non si possono lamentare perché se hanno avuto un Premio dal Pozzale è quasi sempre stato perché Giurie di valore hanno individuato personaggi di grande valore e dunque hanno trovato successivamente le loro soddisfazioni.
E neanche noi, insieme alla città, ci possiamo lamentare perché in questo modo sappiamo che il Pozzale ha rappresentato un punto di riferimento VERO che dovrebbe essere studiato un po’ meglio da quelli che alcune volte si lasciano andare a giudicarlo senza conoscerlo, approfondirne la sua conoscenza per verificarne il valore reale ed evitare così quella fastidiosa superficialità ed approssimazione che ogni tanto torna a galla in giudizi affrettati o viziati da interessi particolari.
Adesso abbiamo davanti una nuova fase del Premio. Il professor Prosperi ha accettato l’incarico, e di questo lo ringrazio veramente di cuore per il valore della sua persona condiviso da tutti noi e da tutta la giuria, di svolgere le funzioni di Presidente della giuria fino alla nomina di nuovi membri che vadano ad integrare gli attuali, tutti di grande valore e spessore che ringrazio e abbraccio veramente di cuore.
Nel mese di gennaio proporrò al Consiglio comunale di nominare nella Giuria del Premio Lina Bolzoni, Remo Bodei, Giacomo Magrini ed Elisabetta Graziosi.
Il Comitato Promotore ha già iniziato a lavorare per proporre iniziative collaterali del Premio che siano sempre più aperte a tutta la città e favoriscano ancora di più quel rapporto tra la città e la parte migliore della cultura italiana di cui parlavo prima.
L’Amministrazione Comunale, insieme alla Giuria ed al Comitato promotore lavorerà nelle prossime settimane per rivedere lo Statuto del premio, aggiornarlo alle esigenze attuali e piegarlo verso l’obiettivo di rendere il Premio sempre più autonomo e caratterizzato.
E’ una fase, anche questa, estremamente positiva e carica di dinamismo per la vita del premio. E’ bene che tutta la città vi partecipi con lo spirito di sempre.
Per ultimo consentitemi di leggere quanto mia ha scritto ieri Vittorio Foa
Non fosse altro che per questa lezione nuova che ci viene sono orgoglioso che oggi il Pozzale conferisca un riconoscimento all’ultimo lavoro di Foa e sono orgoglioso di essere il Sindaco di una città che ha un valore come il Premio Pozzale Luigi Russo

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