Occasione odierna è quella di fare un incontro, una sorta di seminario (organizzato dai Comitati di Area dei DDII di Empoli e Castelfiorentino) prima che una iniziativa pubblica.
Questo seminario deve servirci come una delle prime iniziative per approfondire insieme
e tematiche connesse al lavoro e alla formazione allo scopo di inserirle in un piano locale di sviluppo, consentirci di dare le nostre indicazioni per PRS e far diventare il tutto “Azione concreta concertata ” e “progetti reali”
Non sta a me entrare nel merito tecnico delle cose, altri lo faranno senz’altro meglio.
Voglio fare solo alcune considerazioni.
L’occupazione è la priorità in tutti i Paesi e le politiche giuste ancora non sono state trovate da nessuno Stato della U.E.
Sono state chiarite però due cose dalla UE: la crescita macroeconomica è necessaria ma deve essere accompagnata da modifiche nel mercato del lavoro.
Tutti gli attori devono essere coinvolti ed il livello locale è quello che conta di più. La cooperazione a più livelli deve portare al fatto che sociale ed economico sono la faccia della stessa medaglia per migliorare la crescita e l’occupazione.
In questo senso appaiono determinanti e sufficientemente chiariti i seguenti fattori:
- Rapidità di cambiamenti: ora servono persone con alte capacità ñ I sistemi formativi non hanno tempi adeguati a questi.
- Cambia la natura del lavoro: ridurre la scala, lavorare in rete, gruppi di imprese etc. ñtempi più flessibili e nuovi lavori portano a modificare il livello o le modalità di vita, l’utilizzo e la caratterizzazione del tempo libero. Le imprese si delocalizzano “pensano globale e agiscono locale”. Patti territoriali del lavoro (ne lanciano 18) che devono essere fatti in tutta l’UE
- Cambiamento demografico. Deve modificarsi casa, scuola, asili, trasporti etc. ed il contratto tra generazione del passato non regge più.
- Le donne: lavoro, famiglia e part time donne. E’ tutelato il part time? E’ possibile formare le donne che fanno part time
- Educazione permanente e formazione professionale. Ogni individuo avrà 2.3.4 carriere nella vita. Solo il 7% delle persone fa formazione e nella piccola impresa ancora meno perché ha meno margini. Newdeal (nuovo patto) tra governo e impresa, tra uomo e donna, perché se non si fa questo non si può pretendere di non fare solo discorsi. Se due persone vanno in formazione ci vogliono altre 2 persone al loro posto: chi paga? Come avviene questo cambiamento culturale?
Nell’ambito delle soluzioni ai problemi posti da questi fattori e del tentativo di sfruttare le opportunità che di converso vengono da questi fattori medesimi, anche in virtù di quanto dicevo all’inizio della necessità di sfruttare il coinvolgimento di tutti gli attori, ed in particolare di quelli locali, si pone – secondo me- il problema prioritario di vedere come agiamo noi attori locali e su quali priorità.
Io credo che sostanzialmente possiamo agire nel tentare di favorire l’acquisizione da parte dei lavoratori dei loro tre diritti fondamentali: Informazione, Formazione e Mobilità
Il giovane in cerca della prima occupazione, o il capofamiglia disoccupato da anni, oggi sono totalmente abbandonati a se stessi in un mercato del lavoro grande e complesso.
Occorrerebbero servizi efficienti, capaci di porli in condizione di perfezionare la propria offerta di lavoro in relazione alla domanda effettivamente esistente e di porli in contatto con tutte le imprese potenzialmente interessate alla loro prestazione.
Questo servizio oggi non è offerto dagli uffici di collocamento pubblici, capaci di porre in comunicazione tra loro soltanto una percentuale minima della domanda e dell’offerta di lavoro, e solo nei settori del lavoro meno qualificato.
Qualcosa sta cambiando con la regionalizzazione del collocamento: io credo che non sia la soluzione migliore e definitiva, ma sarà tanto più valida nella misura in cui le Regioni sapranno far rientrare in questo sistema il sindacato, le organizzazioni degli imprenditori e gli Enti locali, in una parola “il territorio”.
Nel frattempo si può fare qualcosa se è vero che in un paese industriale avanzato il mercato del lavoro è una realtà troppo complessa per poter essere costretta in un unico canale, attrezzata con un unico servizio di mediazione tra domanda e offerta, foss’anche il più efficiente.
Si tratta di por mano alla creazione di una grande e articolata rete di servizi, caratterizzata al tempo stesso dalla cooperazione e dalla concorrenza tra iniziativa pubblica e privata, nella quale possano essere valorizzate tutte le energie e le risorse disponibili collegate con il servizio pubblico mediante una rete informatica e telematica.
Noi inizieremo gradualmente questo tipo di servizi, nei limiti oggi consentiti, utilizzando due strumenti fondamentali: gli uffici relazioni con il pubblico e la rete civica.
E’ realistico, e al tempo stesso necessario, proporsi di ridurre l’importanza di questo ruolo, a vantaggio di una rete di servizi di incontro fra domanda e offerta facilmente accessibili per chiunque, innanzitutto perché questi possono contribuire in modo decisivo a fluidificare tale incontro e a rendere possibile una più raffinata selezione reciproca tra datori e prestatori di lavoro; ma anche perché la libera e gratuita accessibilità di quei servizi da parte di tutti i lavoratori è indispensabile per una equa redistribuzione delle occasioni di lavoro a vantaggio di quelli (e sono molti) ai quali non è dato, o è più difficile che per altri, I’accesso ai canali informali e che non dispongono di reti parentali, o dispongono di reti poco estese. Per questo aspetto non è forse esagerato considerare il centro per l’impiego come elemento essenziale del tessuto democratico, garanzia di uguaglianza effettiva tra i cittadini.
Se la nuova rete di servizi pubblici e privati fosse capace di canalizzare e quindi rendere immediatamente visibili anche soltanto un terzo del totale degli incontri fra domanda e offerta di lavoro, questo costituirebbe un risultato di enorme rilievo: vorrebbe dire, per esempio, che nella Università sul territorio laddove si “fa” innovazione
Ci vada chi “crea” innovazione Lavori Socialmente Utili
Integra
Non profit
Ambiente e servizi