Intervento introduttivo al convegno “Obiettivo raggiunto. L’ esperienza d’area nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti”

Il significato della nostra presenza qui oggi è quello di analizzare i risultati che abbiamo raggiunto nella raccolta differenziata dei rifiuti e di riflettere insieme sulle scelte che nei prossimi anni saremo chiamati a compiere per fare ulteriori passi sulla strada del recupero delle materie riciclabili e per aprire la grande sfida della riduzione all’origine dei rifiuti che produciamo.
Per capire bene gli scenari che si profilano e le problematiche che si devono affrontare, abbiamo chiamato a confrontarsi tutti i soggetti che, a diverso titolo, hanno un ruolo in questa partita decisiva: le istituzioni, gli organismi di controllo, i consorzi di recupero dei materiali e la grande distribuzione.
Abbiamo voluto intitolare questo appuntamento “Obiettivo raggiunto” non per auto-elogiarci ma per dare conto di un’esperienza che crediamo possa costituire una dimostrazione di come, unendo la volontà di programmazione delle amministrazioni locali, l’attività organizzativa dell’azienda e l’impegno dei cittadini, si possano ottenere risultati importanti.
E’ un’esperienza che parte da lontano. I Comuni dell’Empolese-Valdelsa capirono già all’inizio degli anni Novanta che occorreva intraprendere una programmazione d’area, per realizzare una gestione integrata del ciclo di raccolta e di smaltimento dei rifiuti. Fu impostata allora quella strategia, attenta a stabilire il migliore rapporto tra costi economici e costi ambientali, della quale oggi vediamo i frutti. Quella programmazione ha consentito alla nostra area di evitare le tristi situazioni di emergenza rifiuti, che si sono ripetutamente verificate altrove, ha permesso di organizzare in modo industriale le diverse raccolte ed ha posto le basi per il sistema impiantistico, che oggi stiamo costruendo.
Possiamo dire dunque che questa esperienza ha in larga misura anticipato la normativa nazionale e regionale, entro la quale ora si inscrive la nostra azione. In particolare condividiamo pienamente la preferenza assoluta che il Decreto 22/97 e le leggi regionali di applicazione danno alla separazione alla fonte dei rifiuti. Il continuo aumento dei rifiuti, la loro composizione e tipologia rende oggi tecnicamente ed economicamente impossibile un trattamento dei rifiuti a valle di una raccolta indifferenziata. Ossia non è pensabile garantire ai cittadini la possibilità di disfarsi del rifiuto in maniera indifferenziata e contemporaneamente pretendere di smaltire in impianti che abbiano impatti ambientali accettabili a costi ragionevoli. Oltre ad essere economicamente non conveniente, sempre di più il disfarsi in modo indifferenziato dei rifiuti appare uno spreco di risorse ambientalmente inaccettabile.
Per questo le nostre amministrazioni hanno deciso ormai due anni or sono di puntare ad un forte potenziamento delle raccolte differenziate. Anticipare di due anni la tabella di marcia stabilita dalla legge: è stato questo l’obiettivo di raccolta differenziata che abbiamo chiesto alla Publiser di realizzare, all’indomani dell’entrata in vigore del Decreto 22/97 (Decreto Ronchi). Come è noto la legge fissava tre scadenze: 15% entro il marzo 1999, 25 entro il marzo 2001, 35% entro il 2003.
L’ obiettivo è stato raggiunto. I dati al 28 febbraio 1999 evidenziano una percentuale complessiva di raccolta differenziata del 24,3% a livello di area, con punte superiori al 30% in alcuni Comuni.
Indicativa è l’esperienza della raccolta della carta, che mediante il sistema dei sacchetti raccolti porta a porta, ha raggiunto nei nostri Comuni livelli da primato nazionale (45 Kg per abitante l’anno). Ma, oltre che sulle tradizionali raccolte differenziate (vetro, plastica, lattine, scatolette, farmaci scaduti, batterie usate), abbiamo puntato ad estendere su gran parte del territorio (attualmente siamo già al 50% della popolazione servita), la raccolta differenziata dei residui organici.
Tutto questo è stato possibile perché abbiamo ricercato sempre, prima di avviare le raccolte, le condizioni, in termini di impianti e di mercato, per l’effettivo recupero e riciclaggio dei materiali raccolti. Da questo punto di vista assume particolare significato l’investimento di circa 20 miliardi realizzato da Publiser per costruire un impianto tecnologico di compostaggio all’imbocco della nuova discarica di Montespertoli, che produrrà un concime d’elevata qualità partendo dalla frazione organica raccolta.
L’obiettivo, oltre a quello di produrre compost di qualità è anche quello di rendere a basso impatto ambientale la messa a dimora della restante parte dei rifiuti nelle discariche. Il Decreto Ronchi prevede anche che dal 2000 i rifiuti non entrino in discarica senza prima essere trattati. Anche per quest’obiettivo, non di poco conto, l’area ha anticipato il decreto, poiché già oggi la discarica di Montespertoli ospita solo rifiuti trattati, ossia epurati dalla parte organica mediante raccolta differenziata o trattamento meccanico.
Questa nostra esperienza si va ora ad inserire nel quadro dell’Ambito Territoriale Ottimale Prato, Pistoia, Empoli stabilito dalla legge regionale, che consente di raggiungere un dimensionamento adeguato per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. In questo contesto si potrà predisporre un ciclo impiantistico completo, prevedendo

  • impianto di selezione e compostaggio;
  • impianto di termovalorizzazione;
  • discarica residuale.

Si potrà così realizzare veramente una gestione industriale del ciclo integrato dei rifiuti, ottimizzando il rapporto tra costo ambientale e costo economico, come è sempre stato nei nostri intendimenti.
L’esperienza compiuta fino ad oggi e quella che stiamo costruendo non ha soltanto una valenza positiva per la salvaguardia del territorio ma anche per la capacità di produrre sviluppo economico, occupazione e inserimento sociale. Non penso soltanto alla crescita, in termini di competenze, professionalità ed organizzazione della Publiser, ma anche all’indotto che il ciclo dei rifiuti viene a creare.
Penso a tutto ciò che in termini di risorse, uomini e tecnologia dovremo essere in grado di muovere per organizzare il recupero dei materiali riciclabili presso le attività industriali ed artigianali. Penso all’esperienza significativa delle cooperative sociali, che sono oggi impegnate in attività importanti del ciclo di raccolta. Penso infine a tutte le sinergie che si possono attivare con il mondo della formazione e della ricerca per trovare soluzioni sempre più avanzate e sostenibili per l’ambiente.

Dati sulla raccolta differenziata a Empoli (valori in chilogrammi):

Anno Carta Vetro e lattine Plastica Farmaci e pile Ferrosi Legno Organico Verde
1995 4.126.370 1.860.785 128.195 42.686 445.110 4.000 120.384 98.090
1996 4.876.090 2.524.530 279.140 44.650 587.890 0 216.750 1.161.080
1997 5.892.680 3.178.611 560.300 47.024 597.480 0 485.680 1.609.437
1998 7.329.420 2.826.957 712.173 48.791 982.460 672.300 3.071.100 2.397.250
1999 8.526.000 2.743.000 774.000 49.090 1.081.400 818.710 5.772.000 2.612.000

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